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Friuli Doc fa il pieno a Udine: 4.500 frichi al Castello e migliaia di piatti serviti

Friuli Doc 2026 chiude la 32ª edizione a Udine con stand affollati, concerti, sport e migliaia di porzioni servite

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Dargen D’Amico - Friuli Doc 2026
Dargen D’Amico ( © Depositphotos)

La 32ª edizione di Friuli Doc si chiude con un bilancio positivo per il Comune di Udine. Quattro giorni di appuntamenti hanno riempito il centro storico e le piazze cittadine, tra stand enogastronomici, concerti, sport, spettacoli e nuove iniziative. Secondo il vicesindaco Alessandro Venanzi, la manifestazione ha confermato la propria evoluzione da rassegna dedicata alle eccellenze del territorio a vero e proprio festival diffuso, capace di coinvolgere pubblici diversi e di estendersi dal cuore della città fino a parco Moretti e piazza Primo Maggio.

Friuli Doc diventa un festival diffuso

A chiudere la manifestazione in piazza Libertà è stato il concerto di Dargen D’Amico. Tra gli appuntamenti più partecipati della domenica anche la seconda edizione dell’asta dei formaggi curata dalla Cooperativa Malghesi: circa 300 persone si sono ritrovate sotto la Loggia del Lionello per contendersi 17 forme di formaggio di malga, con una raccolta complessiva di quasi 2.000 euro.

Dopo le piogge di giovedì sera, il ritorno del bel tempo da venerdì ha favorito l’affluenza lungo tutto il percorso. Tra le novità e le iniziative maggiormente apprezzate, il Comune segnala il Villaggio dello Sport, Friuli Dog a parco Moretti, che ha coinvolto circa 200 partecipanti con i loro animali, e la prima Fiera degli Amari in piazza Matteotti.

«Oggi chi viene a Friuli Doc non viene soltanto per mangiare e bere bene», sottolinea Venanzi, evidenziando come il pubblico si sia distribuito nelle diverse piazze, rendendo la manifestazione più vivibile.

Migliaia di porzioni negli stand

I numeri comunicati dagli espositori confermano l’elevata partecipazione. Al Castello sono state vendute circa 4.500 porzioni di frico, oltre a migliaia di piatti preparati con più di due quintali e mezzo di carne di toro e circa 2.000 porzioni di costa.

Gli operatori del Tarvisiano, presenti in largo Ospedale Vecchio, hanno segnalato un’affluenza superiore allo scorso anno, preparando oltre 3.000 porzioni di frico. In piazza Venerio il frico di Carpacco ha superato le 4.000 porzioni, mentre lo stand di Zompicchia ha servito più di 4.000 porzioni di spezzatino di cinghiale.

Successo anche per le lumache in piazza XX Settembre, le fragole di Attimis, i cjarson della Carnia, i fasolari di Marano Lagunare e le proposte gluten free, senza lattosio, vegetariane e vegane dell’associazione unione cuochi dell’Aic. Buona anche la risposta agli stand del Distretto del cibo, presenti per la prima volta.

Una vetrina per tutto il Friuli-Venezia Giulia

Per Venanzi, Friuli Doc mantiene una forte dimensione regionale: produttori, cooperative, associazioni e amministrazioni provenienti da tutto il Friuli-Venezia Giulia contribuiscono a trasformare Udine in una vetrina delle eccellenze «dal mare ai monti».

Anche sul fronte della sicurezza il bilancio è positivo. La Sores Fvg, insieme alla Croce Rossa italiana – Comitato di Udine, ha schierato 12 infermieri, 4 medici e 150 volontari, oltre a quattro ambulanze, un’automedica e un punto di primo soccorso. Fino alle 17 di domenica erano stati registrati circa 40 interventi sanitari, tutti relativi a piccoli malori e senza criticità. Una quindicina, invece, gli interventi sulla viabilità gestiti dalla Polizia locale.

«Il successo di Friuli Doc non è mai il successo di un singolo evento – conclude Venanzi –. È il risultato di una città che per quattro giorni sceglie di mettersi in gioco e di raccontarsi».

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