Cronaca & AttualitàRegione FVG
Una laurea anche in carcere: in Fvg parte il progetto per circa 700 detenuti
Università in carcere in Friuli-Venezia Giulia: progetto triennale per formazione, tutoraggio e reinserimento dei detenuti
Una laurea come strumento concreto di formazione, reinserimento e ripartenza, anche durante la detenzione. È l’obiettivo del nuovo progetto triennale che coinvolge Regione Friuli-Venezia Giulia, Università di Trieste, Università di Udine e amministrazione penitenziaria, con l’intento di creare percorsi universitari accessibili alle persone recluse negli istituti penitenziari regionali.
Un’indagine sui circa 700 detenuti del Friuli-Venezia Giulia
L’iniziativa è stata presentata a Trieste dall’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Università Alessia Rosolen e dà attuazione alla convenzione firmata lo scorso 25 giugno tra Regione, i due atenei, il Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria del Triveneto e l’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna.
Il primo passaggio sarà un’indagine sui circa 700 detenuti presenti nelle carceri del Friuli-Venezia Giulia, per individuare requisiti, interessi e aspirazioni formative. Sulla base dei risultati saranno predisposte una mappatura e linee guida condivise per organizzare i diversi percorsi.
Negli istituti saranno inoltre verificate le dotazioni tecnologiche necessarie per permettere agli studenti detenuti di accedere, dove possibile, ai corsi e alle lezioni.
Studenti e neolaureati diventeranno tutor
Un ruolo importante sarà affidato anche alla comunità universitaria. Il progetto prevede infatti il coinvolgimento di studenti e neolaureati, che saranno selezionati e formati per svolgere attività di tutoraggio al fianco delle persone detenute impegnate negli studi.
L’obiettivo è superare gli ostacoli logistici legati alla condizione detentiva e creare le condizioni affinché gli iscritti possano portare avanti il proprio percorso fino al conseguimento della laurea.
Il tutoraggio alla pari avrà anche una funzione di relazione e confronto, contribuendo, secondo le intenzioni del progetto, al superamento dei pregiudizi.
Dall’università al reinserimento lavorativo
L’iniziativa si affianca ai percorsi di formazione professionale già sostenuti dalla Regione attraverso il Fondo sociale europeo, con uno stanziamento di 2 milioni di euro.
«Non vogliamo limitarci a consentire l’iscrizione all’università», ha spiegato Rosolen, sottolineando la volontà di costruire un percorso che accompagni gli studenti dall’orientamento fino al tirocinio e all’inserimento lavorativo.
L’obiettivo è trasformare il titolo di studio in una competenza realmente utilizzabile sul mercato del lavoro e, quindi, in una possibilità di ripartenza una volta terminata la detenzione.
Una convenzione triennale aperta ad altri soggetti
La convenzione avrà una durata di tre anni e potrà essere progressivamente estesa ad altri soggetti del territorio, mettendo a disposizione nuove competenze e opportunità.
Il rettore dell’Università di Udine Angelo Montanari ha sottolineato come l’accordo rappresenti il risultato di una convergenza tra diverse istituzioni e di un impegno collegato alla funzione rieducativa della pena.
Il progetto punta così a conciliare le esigenze di sicurezza degli istituti penitenziari con il diritto alla formazione, costruendo un percorso che possa accompagnare gli studenti detenuti dall’accesso all’università fino alla possibilità di reinserirsi nel mondo del lavoro.
Continua a leggere le notizie di Diario FVG e segui la nostra pagina Facebook

You must be logged in to post a comment Login