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Dopo oltre un secolo tornano in Patria, 32 soldati della Grande Guerra saranno sepolti a Oslavia

Dopo oltre un secolo tornano in Patria le spoglie di 32 soldati italiani della Grande Guerra, ritrovate nel 2022 a Vertojba, in Slovenia. La commemorazione a Redipuglia, poi la tumulazione a Oslavia

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Un momento della cerimonia in onore dei 32 caduti della Grande Guerra rimpatriati in Italia
Un momento della cerimonia in onore dei 32 caduti della Grande Guerra rimpatriati in Italia

Dopo oltre cent’anni dalla morte, 32 soldati italiani caduti durante la Prima guerra mondiale tornano definitivamente in Patria. Le loro urne sono state accolte questa mattina, giovedì 24 settembre, al Sacrario militare di Redipuglia nel corso di una solenne cerimonia commemorativa. I resti, tutti appartenenti a militari la cui identità non è stato possibile ricostruire, erano stati scoperti nel giugno del 2022 a Vertojba (Vrtojba), in Slovenia, durante alcuni lavori edili.

Il loro viaggio si concluderà al Sacrario militare di Oslavia, a Gorizia, dove le spoglie saranno tumulate accanto a quelle di migliaia di altri caduti del fronte dell’Isonzo.

Dai lavori in un cantiere alla scoperta dei 32 soldati

A riportare alla luce i resti era stato, quattro anni fa, un cantiere aperto nell’area di Vrtojba, poco oltre l’attuale confine italiano. Durante la Grande Guerra quella zona fu direttamente coinvolta nei combattimenti del fronte isontino e attraversata dalle linee militari italiane.

Il ritrovamento ha dato il via a un percorso di recupero e ricostruzione storica condotto con la collaborazione delle autorità italiane e slovene. Nonostante gli accertamenti, non è stato possibile attribuire un nome ai 32 militari.

La Difesa italiana sottolinea come l’operazione rientri nelle attività di ricerca, recupero e rimpatrio dei militari italiani caduti all’estero, un lavoro che continua ancora oggi a distanza di più di un secolo dalla fine del conflitto.

L'assessore Callari alla cerimonia per il rientro in Patria delle salme di 32 militari caduti nella prima guerra mondiale

L’assessore Callari alla cerimonia per il rientro in Patria delle salme di 32 militari caduti nella prima guerra mondiale

La restituzione in Slovenia e il trasferimento a Cargnacco

Il percorso verso la sepoltura definitiva era iniziato ufficialmente alcuni mesi fa. Il 16 giugno 2026, nel cimitero di Škofja Loka, in Slovenia, si era svolta la cerimonia con cui le spoglie erano state restituite alle autorità italiane.

Dopo gli onori militari, il convoglio aveva attraversato il confine raggiungendo il Tempio nazionale “Madonna del Conforto” di Cargnacco, dove i resti erano stati temporaneamente custoditi nella cripta in attesa della commemorazione di Redipuglia e della successiva tumulazione a Oslavia.

La cerimonia di oggi rappresenta dunque il momento conclusivo e più solenne del rientro, prima dell’ultima destinazione dei 32 caduti.

Le urne davanti alla tomba del Duca d’Aosta

A Redipuglia, le urne sono state collocate davanti alla tomba del Duca d’Aosta. La commemorazione è culminata nella Messa celebrata dall’arcivescovo Gian Franco Saba.

Alla cerimonia hanno partecipato autorità civili, militari e religiose, tra cui la sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito Carmine Masiello, il capo dell’Ufficio per la Tutela della Cultura e della Memoria della Difesa Andrea Rispoli, gli assessori regionali Sebastiano Callari e Alessia Rosolen e la medaglia d’oro al valor militare Paola Del Din.

«Sebbene le identità di questi caduti rimarranno ignote, il loro ritorno in Patria e la loro sepoltura rappresenta un atto di grande valore e di eterno omaggio alla memoria nazionale», ha sottolineato Callari, evidenziando la collaborazione tra le istituzioni italiane e slovene che ha consentito di ricostruire almeno in parte la vicenda dei militari.

L'assessore Rosolen oggi alla commemorazione a Redipuglia

L’assessore Rosolen oggi alla commemorazione a Redipuglia

La destinazione definitiva al Sacrario di Oslavia

Dopo Redipuglia, le 32 salme saranno tumulate nel Sacrario militare di Oslavia, uno dei principali luoghi della memoria della Grande Guerra sul territorio goriziano.

Il monumento venne realizzato nel 1938 su progetto dell’architetto Ghino Venturi e raccoglie caduti italiani e austro-ungarici provenienti dai numerosi cimiteri di guerra che un tempo punteggiavano il territorio compreso tra l’Altopiano della Bainsizza e il Vipacco. I militari identificati sono custoditi nei loculi delle gallerie, mentre le spoglie dei caduti ignoti sono raccolte in grandi ossari collettivi.

È qui che terminerà anche il viaggio dei 32 soldati ritrovati a Vertojba: uomini rimasti senza nome, ma che a oltre un secolo di distanza dalla Grande Guerra avranno nuovamente un luogo nel quale essere ricordati.

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