Cronaca & AttualitàRegione FVG
FVG prima in Italia per alberi monumentali con 1.695 esemplari tutelati
Il Friuli-Venezia Giulia si conferma primo in Italia per schede di alberi monumentali: 572 censimenti e 1.695 esemplari tutelati, oltre a 1.010 alberi “notevoli” distribuiti sul territorio
Il Friuli-Venezia Giulia si conferma al primo posto in Italia per numero di schede dedicate agli alberi monumentali, rafforzando un patrimonio naturale che interessa ormai gran parte del territorio regionale. Con il nuovo aggiornamento degli elenchi regionali si arriva infatti a 572 schede, corrispondenti complessivamente a 1.695 esemplari tutelati, grazie all’inserimento di altre 39 schede.
Un dato che restituisce la dimensione di una rete verde diffusa dalla montagna alla pianura e fino ai centri urbani. A questa componente si aggiungono inoltre 1.010 alberi censiti come “notevoli”, categoria pensata per individuare e proteggere quegli esemplari che potrebbero diventare i monumentali del futuro.
Alberi tutelati in quasi tre Comuni su quattro
A sottolineare il valore dell’aggiornamento è stata l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, annunciando l’imminente conclusione dell’iter amministrativo relativo ai nuovi elenchi degli Alberi Monumentali e degli Alberi Notevoli.
La nota di trasmissione del Decreto del Presidente della Regione è attualmente in fase di firma da parte del direttore centrale, dopo il confronto con il Ministero competente e l’approvazione della Soprintendenza.
Uno degli elementi più significativi riguarda la distribuzione geografica: quasi il 75% dei Comuni del Friuli-Venezia Giulia ospita almeno un albero tutelato.
Non si tratta quindi di pochi esemplari concentrati in alcune aree, ma di una presenza capillare che coinvolge buona parte del territorio regionale.
Crescono anche gli alberi “notevoli”: sono oltre mille
Accanto agli alberi monumentali continua a crescere anche la categoria degli Alberi Notevoli, introdotta per prima proprio dal Friuli-Venezia Giulia.
L’obiettivo è riconoscere e preservare esemplari che, per caratteristiche botaniche, dimensioni, sviluppo o valore ambientale, potrebbero rappresentare il patrimonio monumentale del futuro.
Con il nuovo aggiornamento le schede dedicate agli Alberi Notevoli salgono a 305, con 42 nuovi inserimenti, per un totale di 1.010 esemplari censiti.
Una forma di tutela preventiva che consente di seguire nel tempo la crescita e lo stato di conservazione di alberi considerati particolarmente importanti per il territorio.
Dalla catalogazione alla cura degli esemplari
La Regione punta però a superare una tutela limitata alla semplice iscrizione negli elenchi.
Nel 2024 è stato infatti rinnovato il sistema dei contributi destinati alla cura e alla conservazione degli alberi monumentali, introducendo una programmazione degli interventi su base triennale e ampliando la gestione anche agli alberi notevoli e di pregio.
Gli esemplari più antichi necessitano infatti di controlli periodici, verifiche delle condizioni vegetative e strutturali e, quando necessario, di interventi specialistici realizzati con una prospettiva di lungo periodo.
L’obiettivo dichiarato dall’Amministrazione regionale è quindi affiancare alla tutela normativa strumenti concreti per gli enti locali e per i soggetti responsabili della manutenzione.
Un progetto per conservare anche il patrimonio genetico
Nel 2025 la strategia regionale si è ulteriormente ampliata con l’avvio di un progetto scientifico dedicato alla conservazione del patrimonio genetico degli alberi monumentali.
L’iniziativa coinvolge gli Orti botanici di Trieste e Udine, quelli di Palermo e Padova, oltre ad altri istituti di ricerca anche internazionali, alla Direzione regionale competente in materia forestale e al Vivaio regionale di Tarcento.
L’obiettivo è studiare gli esemplari caratterizzati da particolare longevità e resilienza, preservandone le caratteristiche genetiche attraverso la definizione di un piano di riproduzione.
In questo modo il patrimonio degli alberi monumentali viene considerato non soltanto sotto il profilo storico e paesaggistico, ma anche come risorsa biologica da tramandare alle generazioni future.
“La Dane” di Paularo, il gigante alto oltre 53 metri
Tra i simboli più rappresentativi del patrimonio arboreo regionale c’è l’abete bianco “La Dane” di Paularo, in Carnia.
L’albero raggiunge un’altezza di 53,34 metri, presenta una circonferenza di 3,32 metri e avrebbe un’età stimata superiore ai due secoli.
Secondo le misurazioni effettuate dai tecnici regionali, è stato riconosciuto come l’albero autoctono più alto d’Italia e come il terzo albero più alto in assoluto nel Paese.
Un record che rappresenta soltanto uno degli esempi più spettacolari di un patrimonio composto da alberi legati alla storia dei luoghi e, in molti casi, alla memoria di intere comunità.
In arrivo una pubblicazione dedicata ai “Giganti” regionali
Per valorizzare questo patrimonio, la Regione sta inoltre completando una nuova pubblicazione dedicata ai “Giganti” del Friuli-Venezia Giulia, la cui realizzazione è prevista entro la fine del 2026.
Il volume raccoglierà storie, caratteristiche, record e peculiarità di alcuni degli esemplari più significativi presenti sul territorio.
Un progetto che affianca tutela e ricerca a un ulteriore obiettivo: far conoscere maggiormente ai cittadini alberi che rappresentano veri e propri monumenti naturali.
Come evidenziato dall’assessore Amirante, questi “giganti verdi” non hanno infatti soltanto un valore ambientale, ma rappresentano anche una parte dell’identità paesaggistica e culturale del Friuli-Venezia Giulia.
Continua a leggere le notizie di Diario FVG e segui la nostra pagina Facebook

You must be logged in to post a comment Login