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«Questo clima non è vita»: a Trieste scatta la protesta, ecco cosa chiedono gli ambientalisti

Protesta per il clima a Trieste il 16 ottobre: presidio in piazza della Borsa contro le politiche energetiche del governo

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Manifestazione Pro ambiente
Manifestazione Pro ambiente ( © Depositphotos)

TRIESTE – I movimenti per il clima tornano a mobilitarsi anche a Trieste, dove venerdì 16 ottobre, alle 17, è in programma un presidio in piazza della Borsa. L’iniziativa rientra nella giornata di protesta nazionale organizzata in decine di città italiane sotto lo slogan «Questo clima non è vita». Al centro della mobilitazione ci sono l’emergenza climatica, le politiche energetiche del governo e la richiesta di interventi per contrastare il riscaldamento globale e il consumo di suolo.

L’emergenza climatica al centro della protesta

La mobilitazione nasce dalla preoccupazione dei gruppi ambientalisti per le conseguenze sempre più gravi dei cambiamenti climatici. Nel documento di presentazione dell’iniziativa, gli organizzatori richiamano i 35mila decessi in eccesso registrati in Europa durante l’estate, attribuiti alle ondate di calore, e citano stime di circa 450mila possibili vittime nei prossimi mesi legate al cosiddetto Super El Niño.

Si tratta di dati e previsioni riportati dai promotori della protesta, che intendono richiamare l’attenzione sulla necessità di adottare misure più incisive per affrontare la crisi climatica.

Le critiche alle politiche energetiche del governo

Uno dei principali bersagli della mobilitazione è il governo guidato da Giorgia Meloni. Gli organizzatori contestano il decreto annunciato dalla presidente del Consiglio per accelerare l’estrazione di gas e petrolio sul territorio nazionale, ritenendo questa scelta in contrasto con lo sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili (Cer).

Nel documento viene inoltre criticata la gestione del settore energetico. I promotori sottolineano che lo Stato italiano detiene, secondo quanto riportato nel testo, il 33% delle azioni di Eni e accusano il governo di non aver tassato gli extraprofitti delle compagnie petrolifere, limitandosi a quello che definiscono «un falso tetto sul prezzo dei carburanti».

Consumo di suolo e tutela della natura

Le rivendicazioni riguardano anche la protezione dell’ambiente e la pianificazione urbana. Gli organizzatori contestano quello che definiscono l’affossamento del Piano di ripristino della natura e denunciano la continua espansione del consumo di suolo.

La richiesta è quella di ripensare gli spazi urbani, favorendo più aree verdi, corridoi ecologici e zone umide, considerate fondamentali per migliorare la qualità della vita e rendere le città più resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici.

Manifestazioni in tutta Italia

Il presidio di Trieste sarà uno dei numerosi appuntamenti previsti per il 16 ottobre. A Milano la protesta si terrà in piazza della Scala alle 17.30, mentre a Roma l’appuntamento è fissato alla Piramide alle 17.

A Bologna sono previste due iniziative, una alle 10 in piazza Maggiore e un presidio alle 18 in piazza Nettuno. Mobilitazioni sono annunciate anche a Torino, Genova, Firenze, Pisa, Taranto e Trapani.

Ulteriori iniziative autorganizzate interesseranno Padova, Gorizia, Cremona, Reggio Emilia, Livorno e Bagnoli. Anche il Friuli Venezia Giulia sarà quindi coinvolto nella giornata nazionale di protesta, con l’appuntamento principale a Trieste in piazza della Borsa.

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