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Aquileia riceve una talea dell’Albero di Falcone, Anzil: «La memoria semina il futuro»

Consegnata alla Fondazione Aquileia una talea dell’Albero di Falcone, promossa dal Rotary Club Aquileia Cervignano Palmanova con i Carabinieri. Alla cerimonia anche gli alunni dell’Istituto Don Milani.

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La talea dell'Albero di Falcone, simbolo della lotta alle mafie e dell'impegno civile delle nuove generazioni, consegnata oggi ad Aquileia
La talea dell'Albero di Falcone, simbolo della lotta alle mafie e dell'impegno civile delle nuove generazioni, consegnata oggi ad Aquileia

AQUILEIA – È stata consegnata ad Aquileia una talea dell’Albero di Falcone, simbolo della lotta alle mafie e dell’impegno civile delle nuove generazioni. Alla cerimonia, il 23 ottobre 2026 nella sede della Fondazione Aquileia, è intervenuto il vicegovernatore del Friuli-Venezia Giulia Mario Anzil. L’iniziativa è stata promossa dal Rotary Club Aquileia Cervignano Palmanova in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri.

Nel suo intervento, Anzil ha detto: «Chi coltiva la memoria semina il futuro. Conoscere la nostra storia, rispettare le istituzioni e ricordare chi ha sacrificato la propria vita per difendere la legalità significa trasmettere alle nuove generazioni i valori su cui si fondano le nostre comunità. L’Albero di Falcone è un simbolo potente di questo impegno, perché ci ricorda che la legalità non è soltanto un principio da affermare, ma un valore da vivere ogni giorno».

La talea dell’Albero di Falcone, dal ficus di Palermo ad Aquileia

L’iniziativa assume un significato particolare ad Aquileia, luogo simbolo della storia e dell’identità del Friuli-Venezia Giulia, dove la memoria del passato si intreccia con la responsabilità di costruire il futuro. La talea è geneticamente identica al ficus che cresce davanti all’abitazione palermitana del magistrato Giovanni Falcone, assassinato nella strage di Capaci il 23 maggio 1992. Rappresenta un presidio ideale di memoria e partecipazione civile.

Da quel giorno l’albero è diventato un simbolo della lotta alla criminalità organizzata. Le gemme dell’esemplare originario vengono propagate per clonazione, nell’ambito di un progetto promosso dalla Fondazione Falcone, dall’Arma dei Carabinieri e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica presso il Centro nazionale Carabinieri per la biodiversità forestale di Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo. Le nuove piante vengono donate a scuole e istituzioni di tutta Italia per diffondere il messaggio di legalità e responsabilità civile.

Anzil richiama il ruolo dei piccoli Comuni e il dialogo tra culture

Anzil ha sottolineato il valore della comunità come luogo in cui solidarietà e rispetto reciproco diventano esperienza concreta, evidenziando il ruolo dei piccoli Comuni nel custodire relazioni e senso di appartenenza. Il vicegovernatore ha dichiarato: «La comunità è tale se è solidale, se sa ritrovarsi nei momenti difficili e se non lascia indietro nessuno. Una comunità non vive da sola: va mantenuta viva anche attraverso i simboli e il richiamo ai valori delle istituzioni. Ricordare figure come Giovanni Falcone significa riconoscere il coraggio di chi ha difeso lo Stato e ha contrastato la criminalità organizzata anche a costo della propria vita. È un esempio che dobbiamo continuare a trasmettere ai ragazzi», ha sottolineato il vicegovernatore.

Anzil ha poi richiamato la posizione del Friuli-Venezia Giulia, «terra di confine» da sempre caratterizzata dall’incontro tra popoli e culture. Ha evidenziato come conoscere la propria identità sia la base per un dialogo autentico con le comunità vicine. «Per guardare con amicizia alle identità che vivono al di là del confine è indispensabile conoscere prima di tutto la nostra storia, le nostre tradizioni e le persone che l’hanno costruita – ha sottolineato l’esponente della Giunta regionale -. La nostra idea di ‘cultura di frontiera’ vuole proprio superare il confine inteso come limite, trasformandolo in un’opportunità di conoscenza, dialogo e amicizia. Per questo la memoria è fondamentale: ci permette di comprendere chi siamo e di aprirci agli altri con consapevolezza e rispetto».

In chiusura, Anzil ha affermato: «Essere qui oggi, insieme alle istituzioni, all’Arma dei Carabinieri, al Rotary e soprattutto ai ragazzi, significa ribadire che la memoria non appartiene soltanto al passato. È una responsabilità che ci riguarda tutti e che dobbiamo trasformare in comportamenti, rispetto delle regole e partecipazione. È così che possiamo costruire una società più consapevole e un futuro fondato sulla legalità».

All’evento erano presenti il presidente della Fondazione Aquileia, Roberto Corciulo, il vicesindaco di Aquileia, Isaac Zampieri, il presidente del Rotary Club Aquileia Cervignano Palmanova, Angelo Catalano, la governatrice del Distretto Rotary 2060, Lucia Crapesi, i rappresentanti delle forze armate e gli alunni dell’Istituto Don Milani di Aquileia.

La mattinata è proseguita con gli interventi del professor emerito Raffaele Cavalli, docente di Scienze agrarie e forestali dell’Università di Padova, sul tema degli alberi come testimoni della memoria, e del comandante del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dei Carabinieri, Fabrizio Parrulli, sulla difesa della legalità e dell’ambiente. La cerimonia si è conclusa con la consegna della talea al presidente della Fondazione Aquileia, alla presenza degli alunni dell’Istituto Don Milani di Aquileia. La pianta sarà un segno tangibile dell’impegno a favore della legalità e della cittadinanza attiva, rivolto in particolare alle giovani generazioni.

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