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Gorizia, la Palazzina Liberty potrebbe diventare un museo dell’acqua
L’assessore regionale Cristina Amirante ha visitato il comprensorio di Irisacqua per approfondire l’ipotesi di un museo dedicato alla storia dell’acqua e dei servizi cittadini.
GORIZIA – La Palazzina Liberty di Gorizia potrebbe diventare un museo dell’acqua: venerdì 23 ottobre l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante ha visitato il comprensorio di Irisacqua insieme alla presidente Giulia Martellos e ai collaboratori della società per approfondire l’ipotesi di trasformare l’edificio in un museo.
Dopo la visita, Amirante ha affermato: “La Palazzina Liberty custodisce un patrimonio tecnologico e storico che racconta la nascita dei servizi moderni della città e può diventare il luogo giusto per spiegare alle nuove generazioni il valore dell’acqua e il ruolo che questo elemento ha avuto nello sviluppo di Gorizia”.
“L’edificio – ha osservato Amirante – è già stato recuperato all’esterno, riportando alla luce colori e dettagli originari, mentre al suo interno conserva macchinari e testimonianze della tecnologia che, nei primi del Novecento, consentiva la produzione di energia elettrica e la distribuzione di gas e acqua. È un patrimonio che merita di essere raccontato ai ragazzi e ai cittadini perché fa parte della storia della città”.
Il progetto consentirebbe anche di approfondire il rapporto tra l’acqua e il territorio goriziano, dove l’Isonzo ha particolare rilievo sotto il profilo ambientale, storico e territoriale. Come emerso durante l’incontro, questo tema potrebbe affiancarsi alla ricostruzione dell’evoluzione del sistema idrico e della storia delle aziende che nel tempo hanno gestito i servizi cittadini.
Il museo dell’acqua: storia del sistema idrico, archivio e risparmio
La proposta illustrata ad Amirante prevede un percorso sulla storia di Gorizia e del suo patrimonio idrico, sul sistema di raccolta e distribuzione dell’acqua, sull’evoluzione delle infrastrutture, sull’archivio storico e sull’educazione al risparmio idrico. La brochure progettuale contempla inoltre spazi espositivi, installazioni multimediali e una sala conferenze. L’iniziativa sarebbe inserita nel più ampio contesto delle esperienze nazionali e internazionali dedicate all’acqua.
“Creare un vero e proprio museo dell’acqua – ha concluso Amirante – significherebbe aggiungere un ulteriore tassello a una città che ha un valore culturale straordinario per tutta la regione, raccontando insieme la sua storia, il presente e ciò che arriva ogni giorno nelle nostre case”.
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