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Resia, 350mila euro per recuperare l’Opera 7 di Sella Carnizza
La Giunta regionale finanzia per intero il recupero dell’Opera 7: previsti restauro, messa in sicurezza e spazi espositivi. La convenzione fissa scadenze e obblighi per il Comune
RESIA – La Giunta regionale ha approvato, su proposta del vicegovernatore con delega alla Cultura Mario Anzil, lo schema di convenzione con il Comune di Resia per il recupero strutturale e funzionale dell’Opera 7, manufatto fortificato dell’ex sbarramento difensivo di Sella Carnizza. L’atto disciplina il sostegno finanziario per l’intervento. A margine dell’approvazione, Anzil ha dichiarato: “È un provvedimento che punta alla riconversione delle testimonianze militari di confine in presidi di memoria, cultura e valorizzazione territoriale, ed è collegato alla promozione del territorio regionale”. L’operazione si basa sulla legge regionale 16 del 2014 per la tutela del patrimonio materiale storico ed etnografico. La norma attribuisce al recupero della memoria materiale il valore politico di promuovere i principi costituzionali di pace e pacifica convivenza tra i popoli.
Il finanziamento copre restauro, sicurezza e allestimento
La misura prevede un finanziamento regionale di 350 mila euro, a copertura integrale della spesa complessiva preventivata dall’ente locale. Le risorse serviranno per il restauro conservativo, la rimozione delle macerie, la messa in sicurezza e l’adeguamento tecnologico dell’immobile. Il progetto comprende anche l’allestimento di spazi espositivi interni con pannelli didattici, arredi e riproduzioni scientifiche di armi d’epoca della Guerra Fredda.
Dalle fortificazioni di Resia al progetto turistico-culturale
La deliberazione prosegue il percorso avviato con la cessione a titolo definitivo al Comune di Resia delle fortificazioni ex militari di Passo Tanamea e Sella Carnizza, formalizzata nel marzo 2021. La Regione inquadra l’intervento in un contesto geografico e storico segnato dalla stratificazione dei complessi difensivi del Novecento: dal Vallo Alpino del periodo interbellico fino alle opere d’arresto del secondo dopoguerra. In questo quadro, la dismissione strategica del patrimonio bellico viene convertita in un progetto organico di attrattività turistico-culturale.
La convenzione fissa scadenze e vincoli d’uso fino al 2028
L’intesa obbliga il Comune a mantenere la destinazione d’uso dell’immobile per almeno cinque anni dalla conclusione dei lavori. La convenzione scade il 31 dicembre 2028; il termine per rendicontare le spese è fissato al 30 giugno 2028. Il Comune dovrà inoltre promuovere il territorio adottando il marchio istituzionale “Io Sono Friuli Venezia Giulia”.
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