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Il Friuli-Venezia Giulia guarda al Giappone: il Porto di Trieste punta sul corridoio Imec per i traffici del futuro

La Regione presenta in Giappone il potenziale del Porto di Trieste e del corridoio Imec per attrarre investimenti e sviluppare nuove opportunità commerciali.

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Porto di Tokyo
Porto di Tokyo ( © Depositphotos)

Il Friuli-Venezia Giulia rafforza il dialogo con il Giappone per consolidare il proprio ruolo di hub logistico tra Asia ed Europa. La missione istituzionale avviata il 1° luglio a Tokyo, guidata dall’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, punta a sviluppare nuove collaborazioni economiche e infrastrutturali, valorizzando il Porto di Trieste, l’intermodalità e le opportunità offerte dal corridoio Imec, considerato una delle principali alternative alle tradizionali rotte commerciali.

Incontri con i porti di Tokyo e Yokohama

Nel corso della prima giornata della missione, la delegazione regionale ha incontrato i direttori generali dei porti di Tokyo e Yokohama, oltre ai rappresentanti di Jetro, l’agenzia governativa giapponese che si occupa di commercio estero e investimenti.

I colloqui hanno riguardato il rafforzamento delle relazioni economiche tra il Friuli Venezia Giulia e il Giappone, con particolare attenzione alle nuove direttrici del commercio internazionale, allo sviluppo di una logistica sostenibile e alle possibili collaborazioni tra imprese e sistemi portuali. Jetro rappresenta inoltre un interlocutore strategico nell’ambito del progetto Selecting Italy, dedicato all’attrazione di investimenti internazionali.

Il corridoio Imec come alternativa strategica

Tra i temi principali affrontati durante gli incontri figura il corridoio Imec (India-Middle East-Europe Economic Corridor), individuato dalla Regione come un’infrastruttura strategica per aumentare la resilienza delle catene logistiche mondiali.

Secondo l’assessore Cristina Amirante, questa nuova direttrice commerciale consentirebbe di affiancare al Canale di Suez un percorso alternativo, riducendo i rischi legati a eventuali interruzioni della navigazione.

L’assessore ha sottolineato che, quando il passaggio attraverso Suez viene compromesso, le navi sono costrette a circumnavigare l’Africa, con un conseguente aumento dei costi di trasporto e una perdita di competitività per le imprese. In questo contesto, il corridoio Imec rappresenta un’opportunità per rendere più efficiente e sicuro il collegamento tra Asia ed Europa.

Yokohama esempio di sostenibilità portuale

La missione ha dedicato ampio spazio anche all’analisi del modello di sviluppo del porto di Yokohama, riconosciuto a livello internazionale per le proprie politiche di sostenibilità.

Lo scalo giapponese ha infatti ottenuto nel 2025 il Sustainability Award dell’International Association of Ports and Harbors grazie al proprio percorso di decarbonizzazione.

Durante il confronto sono stati approfonditi gli investimenti che anche il sistema portuale del Friuli Venezia Giulia sta portando avanti, in particolare sull’elettrificazione delle banchine, sullo sviluppo della filiera dell’idrogeno e sull’innovazione delle infrastrutture portuali.

Trieste al centro delle nuove rotte commerciali

Secondo Amirante, dagli incontri è emersa una significativa convergenza di interessi tra le due realtà.

Da un lato il Giappone è alla ricerca di nuove rotte commerciali in un contesto internazionale sempre più competitivo; dall’altro il Friuli Venezia Giulia può mettere a disposizione un sistema logistico basato sul Porto di Trieste, sui punti franchi e su una rete intermodale capace di collegare rapidamente il Mediterraneo ai mercati europei.

L’obiettivo della missione è costruire rapporti duraturi che favoriscano export, investimenti e nuove collaborazioni, coinvolgendo anche il settore delle startup e dell’innovazione.

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