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«Signore e signori, ho il piacere di presentarvi il più grande musicista del mondo!»
Niente altari per vecchie glorie, no reduci in cerca di applausi consolatori. Sopra Udine, Pat Metheny, lancia la sfida al tempo con il laboratorio elettrico di “Side-Eye III+”. Un assalto frontale al futuro per sventrare il conformismo del jazz da salotto
UDINE – Circa trent’anni fa un musicista che si chiamava Pino Daniele, uno che non si è mai piegato alle logiche del baccano industriale e che di bravi musicisti se ne intendeva, usava presentarlo sul palco con la flemma assoluta dei profeti: «Signore e signori, ho il piacere di presentarvi il più grande musicista del mondo». Poi arrivava un nome ed un cognome, Pat Metheny, ovazione a seguire ed il resto si trasformava in architettura sonora estatica, geometria a sei corde capace di spaccare in due le vecchia forme di pensiero musicale e le abitudini del pubblico, anche quello dal palato sopraffino.
C’è chi si siede su una poltrona di velluto a lucidare i ricordi di ciò che è stato; c’è chi si accontenta di firmare autografi a un pubblico di nostalgici in cerca di rassicurazioni; e poi c’è Pat Metheny. Uno che ha preso i dogmi della chitarra jazz e li ha gettati nel fuoco del Missouri, proprio là, beyond the Missouri sky, come ci ha tenuto a sottolineare. Uno che ha costretto le macchine e i sintetizzatori a sputare poesia; uno che non ha mai chiesto il permesso alle accademie per sconvolgere l’orizzonte. C’è la storia della musica che boccheggia nei conservatori, e poi c’è il movimento perpetuo di un uomo che a diciannove anni insegnava già ai vecchi come si morde un pentagramma.
Oggi, a poco più di un anno dalle solitudini notturne e quasi mistiche di MoonDial, questo sciamano della chitarra torna a Udine. Ma non aspettatevi il solito revival per stomaci deboli. Giovedì 2 luglio, alle 21:30, il Piazzale del Castello si trasformerà nell’officina degli dei. La prima nazionale del progetto “Side-Eye III+” non è un concerto: è un assalto generazionale. Metheny si fa mentore spietato, si barrica sul palco con un manipolo di giovani leoni strappati alle nuove correnti d’oltreoceano – motori ritmici da New Orleans, architetti del suono da Los Angeles, voci capaci di scavalcare ogni staccionata – e lancia la sfida al domani. È la stessa dinamica elettrica che lui stesso, ragazzino, rubò ai vecchi maestri nei club di Kansas City: rubare il passato per incendiare il presente.
Un cinismo salutare contro la pigrizia del mercato moderno, un interplay viscerale che promette di far vibrare tutto il centro storico sotto un cielo che per una notte dimenticherà la sua prevedibilità provinciale.
Per chi ha ancora il coraggio di farsi stupire, le porte del Castello si apriranno alle ore 20:00. Salita unica e necessaria da Piazza Libertà e con gli ultimi tagliandi disponibili in biglietteria dalle 19:30. Le automobili rimangano pure stipate sotto, nel ventre di Piazza Primo Maggio, insieme alle scorie della quotidianità. Lasciate a casa i fardelli inutili e i regolamenti mentali: quando le dita di Metheny spezzeranno il silenzio, il Castello cesserà di essere un monumento cartolina per diventare presidio di pura avanguardia. Del resto, è ancora il più grande del mondo.
Info e biglietti: Pat Metheny al Castello di Udine, 2 luglio
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