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Eureka 2026 a Pordenone: oltre 100 espositori e 350 incontri B2B
La Fiera nazionale delle imprese culturali e creative è stata inaugurata a Pordenone: in programma oltre 40 workshop, più di 350 incontri B2B e focus su innovazione digitale, intelligenza artificiale e tecnologie immersive.
PORDENONE – La terza edizione di Eureka, la Fiera nazionale delle imprese culturali e creative, è stata inaugurata il 5 novembre 2026. L’appuntamento, in programma anche il 6 novembre, riunisce oltre 100 espositori provenienti da sei regioni italiane e propone più di 350 incontri B2B.
All’inaugurazione, la mattina del 5 novembre al Centro congressi di Pordenone Fiere, è intervenuto il vicegovernatore della Regione Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura, Mario Anzil.
«Pordenone è la sede naturale di una manifestazione come Eureka, perché esprime una vocazione imprenditoriale e manifatturiera di grande tradizione, che negli anni ha saputo evolversi e affiancare alla propria identità industriale una forte capacità di promozione culturale. È proprio da questo incontro tra storia, innovazione e creatività che nasce il valore della Fiera e la scelta della Regione di farne un appuntamento stabile in questa città e in questo territorio».
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il sindaco di Pordenone Alessandro Basso, il presidente di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti e il presidente di Pordenone Fiere Renato Pujatti. Sono seguiti l’intervento di Massimo Guarino, direttore del Servizio I – Imprese culturali e creative, moda e design della Direzione generale creatività contemporanea del ministero della Cultura e la tavola rotonda inaugurale sul rapporto tra talenti artistici e creativi, aziende e progetti culturali d’impresa.
Anzil collega Gorizia 2025 e Pordenone 2027 al futuro della cultura
«Eureka – ha aggiunto Anzil – è uno degli eventi attraverso i quali la Regione intende investire concretamente nel futuro della cultura e nella costruzione di territori in cui sia sempre più bello vivere. La cultura è una scelta strategica che produce risultati molto concreti, come dimostra il percorso che ha portato prima Gorizia a Capitale europea della Cultura 2025 e Pordenone a Capitale italiana della Cultura 2027: un binomio senza precedenti in Italia e in Europa che rende la nostra regione un modello per il futuro della cultura a livello nazionale».
La Fiera mette in dialogo imprese culturali e industria
«La vera sfida – ha proseguito il vicegovernatore – è mettere in relazione impresa e cultura. La cultura può esprimere pienamente la propria libertà e il proprio potenziale quando può contare anche su un sistema imprenditoriale solido alle spalle. Questa Fiera crea proprio le condizioni per un dialogo concreto tra le imprese culturali e creative e quelle dei settori manifatturiero e industriale, favorendo collaborazioni, contaminazioni e tante nuove opportunità».
«Il Friuli Venezia Giulia, terra di confine e di incontro, può diventare un avamposto di una cultura capace di esplorare i confini come luoghi di scambio, amicizia e arricchimento reciproco. Come nel Rinascimento, quando artigiani e artisti furono protagonisti di una grande stagione di rinnovamento, oggi le imprese culturali e creative sono proprio tra i principali artefici della rinascita culturale del nostro territorio. Sono figure capaci di unire competenze, visione e creatività: rappresentano i nuovi artefici del futuro. E in Friuli Venezia Giulia, qui e ora, è già tempo di futuro», ha concluso il vicegovernatore.
Oltre 40 workshop con focus su digitale, IA e tecnologie immersive
La manifestazione è promossa dalla Regione Friuli Venezia Giulia con Pordenone Fiere come partner organizzativo. Il programma prevede più di 40 workshop nelle tre arene allestite in Fiera e oltre 350 incontri B2B, con un focus su innovazione digitale, intelligenza artificiale e tecnologie immersive. L’obiettivo è favorire nuove sinergie, opportunità di business e scambi di competenze tra il sistema culturale e creativo e il mondo produttivo. Gli espositori arrivano da sei regioni italiane.
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