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Cronaca

Indagine sulle tariffe Tari dei 215 Comuni del Fvg

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FVG – Da tempo in diversi ambienti e in particolare tra gli utenti, si sentiva la necessità di conoscere meglio la dinamica delle tariffe applicate ai cittadini e alle attività commerciali per il servizio di raccolta dei rifiuti, nei vari comuni della nostra regione. In ragione di ciò nell’ambito del comitato utenti dell’AUSIR in accordo con le associazioni dei consumatori Federconsumatori FVG APS, Adiconsum FVG APS e il Forum Consumatori-Imprese FVG, si è deciso di promuovere la presente indagine. Il lavoro di raccolta e l’elaborazione dei dati è stato commissionato all’istituto di ricerca IRCAF, che ha svolto la rilevazione utilizzando le delibere comunali sulla TARI del 2020 di tutti i 215 comuni del Friuli Venezia Giulia.

Già da una prima lettura l’indagine evidenzia una situazione di generale diversità di tariffe applicate agli utenti, sia domestici che commerciali, praticamente su 215 comuni ci sono 215 imposte diverse. Tali diversità sono aggravate dal fatto che la differenza tra la tariffa più onerosa (applicata a esempio per una famiglia di 3 persone con una abitazione di 100 mq) è di quasi 6 volte superiore a quella più bassa (la più alta € 317,64; la più bassa € 55,20). La stessa situazione di grandi diversità persiste sia nell’ambito della stessa provincia, nel contesto dello stesso gestore, tra i comuni piccoli, tra quelli medi e anche fra quelli più grandi. Questa particolare situazione di grande disomogeneità dei costi per gli utenti non è facilmente giustificabile e comunque è incomprensibile e inaccettabile per i cittadini.

Per le attività commerciali le tariffe TARI applicate alle 5 categorie prese in esamealberghi con ristorante, bar, distributori di benzina, negozi di abbigliamento e supermercati – sono, come nel caso del domestico e in alcuni casi anche di più, fortemente differenziate da comune a comune anche limitrofo. Questa situazione, stigmatizzata in diverse occasioni anche dalle associazioni di categoria, crea tra l’altro elementi, non del tutto trascurabili, di distorsione della concorrenza.

Spetterà sicuramente in primo luogo ai Comuni e ai Gestori fornire le adeguate motivazioni di ciò, sia ai cittadini consumatori che ai titolari delle attività commerciali e produttive, fornendo adeguate spiegazioni su tutto il percorso che riguarda: l’efficienza e la qualità dell’attività svolta, il piano dei costi e la ripartizione tra i comuni, la formazione dei piani economico finanziari e quindi la definizione delle tariffe.

Possiamo in ogni caso considerare fin d’ora che il sistema complessivo della formazione della tariffa applicata ai cittadini e alle imprese per il servizio rifiuti presenta importanti contraddizioni che ne pregiudicano l’efficacia e che richiedono maggiore trasparenza. Tale situazione ha portato a risultati inadeguati a garantire un’equa ripartizione dei costi tra gli utenti. Basti dire che nella nostra Regione ogni anno i Gestori devono predisporre 215 piani finanziari (7.904 in Italia), uno per ogni comune, tali piani devono essere validati uno per uno dall’ Autorità Unica per i Servizi Idrici e i Rifiuti (AUSIR), essere visionati dagli uffici comunali. Quindi le Amministrazioni municipali definiscono le tariffe che poi vengono approvate con 215 delibere dei relativi Consigli Comunali. Infine il Comune incassa la tariffa TARI che poi viene versata al Gestore del servizio. Tutto questo processo viene svolto praticamente senza che gli Amministratori dei vari comuni abbiano concreta conoscenza delle tariffe che vengono applicate dagli altri comuni, neppure di quelli contermini.

Riteniamo pertanto che sia giunto il momento di intervenire sul sistema di formazione dei costi e definizione delle tariffe per la gestione dei rifiuti, adottando una metodologia diversa, magari simile a quella praticata nella nostra regione per il servizio idrico.

Tra le diverse ulteriori informazioni che si possono rilevare dalla ricerca, una in particolare riteniamo di particolare importanza. Ci riferiamo ai costi medi applicati nei comuni dove si effettua la raccolta porta – porta, confrontati con quelli che utilizzano ancora i cassonetti stradali e quelli con sistema misto. Nel primo caso il costo medio (sempre applicato per una famiglia di 3 persone con una abitazione di 100 mq) è pari a € 177,53; nel secondo caso € 193,13; e infine nel terzo caso € 182,68. Questi dati confermerebbero che il sistema di raccolta porta – porta, non soltanto è molto più efficiente in termini di quantità e qualità della raccolta stradale ma è anche meno costoso, con un risparmio medio di ca. € 16,00 a famiglia. Qui, tuttavia, occorre precisare che non sono considerati tutti i sistemi di raccolta, per esempio manca la raccolta stradale con cassonetti intelligenti, per cui il tema necessita di un ragionamento articolato.

Sarà necessario un confronto tra i rappresentanti degli utenti, i Gestori della raccolta e trattamento dei rifiuti, l’ANCI, le Amministrazione Comunali, la Regione per individuare le soluzioni opportune per ridurre le distorsioni rilevate. Riteniamo infine che il Legislatore nazionale e quello regionale debbano intervenire per riformare il sistema di amministrazione delle tariffe.

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