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Cronaca

Caro energia: al via i ristori per i poli termali e le piscine del Fvg

Le società che gestiscono impianti natatori potranno usufruire di contributi pari a 40mila euro. Per i tre impianti termali del territorio regionale il contributo previsto è pari a 150mila euro

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TRIESTE – Previsti dalla Regione i ristori economici per fare fronte al caro-energia anche per le società che gestiscono piscine e per i tre poli termali del Friuli Venezia Giulia. A prevederlo è una delibera della Giunta regionale proposta dall’assessore alle Attività produttive e al Turismo Sergio Emidio Bini e approvata nella seduta dell’Esecutivo di oggi. Le società che gestiscono impianti natatori (devono essere in possesso del codice Ateco 93.11.20, sia esso come primario o secondario in base al medesimo registro, riferito alla sede legale o a unità locali ubicate in regione) potranno usufruire di contributi pari a 40mila euro. Per i tre impianti termali del territorio regionale – Terme del Fvg Srl di Monfalcone e Arta Terme e gli Impianti turistici Spa di Grado – il contributo previsto è pari a 150mila euro.

Le risorse economiche che saranno destinate a ristorare le società che gestiscono piscine e impianti termali derivano dal provvedimento di aiuti approvato con la legge regionale 13 dello scorso mese di agosto nell’ambito dei sostegni economici alle imprese maggiormente colpite dal caro-bollette. Il provvedimento approvato dalla Giunta nella seduta di oggi – come ha spiegato l’assessore Bini illustrando la delibera – rientra nei contributi a fondo perduto destinati alle micro, piccole e medie imprese come parziale ristoro delle spese sostenute nell’anno 2022 a fronte dei maggiori oneri sostenuti per l’aumento dei costi energetici rispetto all’anno 2021.

Rispetto al bando per i contributi previsti dalla normativa, che si è chiuso lo scorso 28 ottobre, agli uffici regionali sono pervenute 12.435 domande per un controvalore pari a 13 milioni 178 mila euro che sono ora in corso di istruttoria da parte della Direzione centrale Attività produttive. È già stato approvato un primo elenco parziale di 5817 domande a oggi valutate come ammissibili a contribuzione per una somma complessiva di 6 milioni 370mila euro.

Si è quindi valutata la possibilità – è stato sottolineato in Giunta -, stante la disponibilità accertata di risorse, di sostenere ulteriori attività economiche che si caratterizzano per rendere servizi di interesse sociale e che sono riconducibili all’ambito delle imprese altamente energivore. La delibera inoltre propone in via preliminare i criteri e le modalità attraverso le quali saranno erogati i contributi. Le imprese in possesso dei requisiti previsti dal provvedimento dovranno presentare domanda attraverso il modulo per via telematica. Seguirà poi la verifica istruttoria da parte della Direzione regionale Attività produttive e turismo e la successiva erogazione del contributo da parte del soggetto delegato individuato nel Catt (Centro di assistenza tecnica alle imprese del terziario Srl) del Friuli Venezia Giulia.

“Con questo provvedimento – ha evidenziato l’assessore Bini – andiamo a ristorare in maniera significativa quelle categorie produttive che stanno pagando pesantemente i rincari energetici. In particolare i contributi sono previsti per i poli termali della regione e in maniera altrettanto significativa per il mondo delle piscine. Ancora una volta – ha aggiunto l’esponente della Giunta – la Regione dimostra con i fatti di essere vicina al sistema delle imprese messe in difficoltà dai rincari energetici”.

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