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Cronaca & Attualità

Scuola forense e formazione dei legali: la Fondazione Carnelutti diventa regionale

E’ un progetto unico a livello nazionale in quanto non esiste in Italia altra struttura che coinvolge tutti gli Ordini del distretto

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UDINE – La “fondazione Carnelutti” diventa, prima in Italia, distrettuale coinvolgendo tutti e quattro gli ordini degli avvocati del Friuli – Venezia Giulia e interessando oltre 2.500 legali in tutta la regione. La comunicazione ufficiale è stata data a Palazzo Belgrado durante l’incontro organizzato dalla Fondazione stessa per fare il punto sui primi otto anni di attività dei consigli di disciplina. “La Fondazione si occuperà della scuola forense dei praticanti e della formazione di tutti gli avvocati ed ha sede a Udine – spiega il presidente della Fondazione e dell’Ordine degli avvocati di Udine, Massimo Zanetti –   La svolta è avvenuta dopo l’ingresso tra i fondatori dell’ordine di Pordenone che non vi aveva finora partecipato perché aveva a disposizione una sua scuola specifica”.
Per le attività formative in presenza potrebbe essere scelta la città di Palmanova, per la sua centralità rispetto ai quattro Tribunali della regione, ma sarà anche possibile seguire gli incontri da remoto.

“Aver creato una fondazione a livello regionale è una scelta di condivisione che in questi momenti di divisione e guerra  – ha detto il presidente del Tribunale di Udine, Paolo Corder – lancia un bel messaggio, oltre alla evidente utilità della fondazione stessa ai fini della formazione. Mettere insieme le competenze e le intelligenze di più realtà territoriali è una scelta assolutamente positiva”. “E’ un progetto unico a livello nazionale in quanto non esiste in Italia altra struttura che coinvolge tutti gli Ordini del distretto – aggiunge Zanetti – che di fatto collaborano nella realizzazione di un unico progetto formativo. Si tratta di un’idea che ha iniziato a essere sviluppata con l’arrivo della pandemia, quando ci siamo dovuti rimettere in gioco per garantire ai nostri iscritti tutti i servizi, scardinando le vecchie certezze. Oggi immaginiamo gli ordini professionali non più come isole in mezzo al mare, ma come un arcipelago ove vengono condivisi obbiettivi, risorse e procedure, unendo le forze e costruendo ponti solidi. Il tutto anche grazie alle nuove tecnologie.” 

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