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Economia & Lavoro

Evasione fiscale nel business degli affitti brevi a Trieste: un milione di euro non versati

Evasione fiscale nel business degli affitti brevi a Trieste: oltre un milione di euro non versati. Autorità e associazioni si mobilitano per contrastare il fenomeno degli abusivi e garantire equità nel settore turistico locale

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Canal Grande a Trieste
Canal Grande a Trieste (© Depositphotos)

TRIESTE – Il business degli affitti brevi a Trieste vale quasi 30 milioni di euro l’anno, ma dietro a questa cifra si cela un’ombra di evasione fiscale. Secondo stime fornite da Guerrino Lanci, presidente di Federalberghi, il mancato versamento delle imposte di soggiorno, Tari e bollette ammonta a oltre un milione di euro. Questa situazione non solo preoccupa le autorità, ma genera malumori anche all’interno dell’associazione.

Il problema degli abusivi

Il fenomeno degli affitti irregolari si è evidenziato durante un seminario organizzato dalla scuola regionale della polizia locale, il quale ha posto l’accento sulla necessità di difendere un mercato legale. Guerrino Lanci sottolinea che il vero problema non sono gli affitti brevi, ma gli abusivi. Questo tema emerge in un momento di apertura del mercato turistico triestino, il quale attrae sempre più visitatori.

L’espansione del settore e le sfide

Il settore degli affitti brevi cresce in modo significativo, soprattutto grazie all’incremento del turismo in Friuli Venezia Giulia. La regione si trova in testa alla classifica nazionale per la percentuale di posti letto offerti da strutture non alberghiere, con il 73%. Questo, unito alla diffusione delle piattaforme online, ha portato a un rapido sviluppo del settore. Tuttavia, le forze dell’ordine e le autorità competenti vedono questo mercato come una potenziale fonte di concorrenza sleale ed evasione fiscale.

L’azione delle autorità regionali

La Regione Friuli Venezia Giulia si dichiara in prima linea nel contrastare il fenomeno degli affitti brevi abusivi. Attraverso la modifica del regolamento, saranno costituiti nuclei operativi per effettuare controlli mirati sul territorio. Con oltre 1.100 affitti brevi a Trieste e circa 4.200 in tutta la regione, è fondamentale agire per garantire il rispetto delle normative e il pagamento delle imposte locali, come la tassa di soggiorno.

Impatto sulla comunità e l’amministrazione comunale

L’assessore al Turismo, Giorgio Rossi, evidenzia l’importanza del pagamento corretto della tassa di soggiorno, poiché contribuisce allo sviluppo turistico e al finanziamento di servizi per la comunità. Il mancato versamento delle imposte da parte degli affitti brevi non solo rappresenta una perdita economica per il Comune, ma è anche poco rispettoso verso coloro che adempiono correttamente ai propri obblighi fiscali.

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