Cronaca & AttualitàRegione FVG
Sicurezza in Friuli-Venezia Giulia, ok alla mozione: più Forze dell’Ordine e strumenti sul territorio
Mozione approvata in Consiglio regionale Fvg per rafforzare l’organico delle forze dell’ordine e la sicurezza nelle aree di confine
Una maggiore presenza delle forze dell’ordine in Friuli-Venezia Giulia, territorio di confine esposto a specifiche criticità, è al centro della mozione approvata a maggioranza ieri dal Consiglio regionale. Il testo impegna la Giunta regionale a sollecitare il Governo affinché aumenti l’organico delle forze di polizia sul territorio, rafforzandone al contempo i poteri operativi e gli strumenti a disposizione.
La mozione è stata presentata con primi firmatari Roberto Novelli (Forza Italia) e Mauro Di Bert (Fedriga presidente) e punta a una strategia articolata per il contrasto alla criminalità, con particolare attenzione alle aree più sensibili e alle zone di confine.
Tecnologie, cooperazione internazionale e unità cinofile
Il documento approvato prevede anche il rafforzamento della cooperazione internazionale sui confini, ritenuta fondamentale per un controllo più efficace dei flussi e dei fenomeni criminali transnazionali. Tra gli strumenti indicati figurano inoltre il sostegno all’implementazione di tecnologie avanzate per la sicurezza, lo sviluppo di collaborazioni con la vigilanza privata in chiave sussidiaria e il potenziamento delle unità cinofile, in sinergia con i Comuni.
Un’attenzione specifica viene riservata alle aree prossime agli istituti scolastici, considerate particolarmente delicate sotto il profilo della sicurezza urbana.
La soddisfazione dell’assessore Roberti
Soddisfazione è stata espressa dall’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti, che ha ricordato come la carenza di organico nelle forze dell’ordine non sia un problema recente. “Per anni non si è assunto – ha spiegato – e oggi paghiamo limiti oggettivi nei percorsi di formazione, che sono a numero chiuso”.
Roberti ha sottolineato come le scuole di polizia abbiano una capacità definita, con corsi di sei mesi, mentre nel frattempo l’età media degli agenti è elevata e molte unità vanno in pensione. “Grazie all’azione di questo Governo – ha aggiunto – dal 2026 il saldo tra ingressi e pensionamenti sarà finalmente positivo”.
Investimenti regionali sulla sicurezza
L’assessore ha ricordato anche gli investimenti già messi in campo dalla Regione: dai 59 agenti a supporto della polizia di frontiera, al protocollo d’intesa con il Governo da 4 milioni di euro, cui si aggiungono ulteriori 4 milioni stanziati con la legge di stabilità regionale.
A questi interventi si affiancano azioni mirate come la riqualificazione di piazza Goldoni a Trieste, finanziata con oltre un milione di euro, il sostegno agli addetti alla sicurezza durante i grandi eventi e il rafforzamento delle unità cinofile.
Le critiche dell’opposizione
Non sono mancate le perplessità da parte dell’opposizione. Francesco Martines (Pd) ha criticato l’associazione diretta tra migranti e sicurezza, definendola “semplicistica” e sostenendo la necessità di agire anche su misure sociali di lungo periodo.
Critiche analoghe sono arrivate dalla consigliera del Movimento 5 Stelle Maria Rosaria Capozzi, che ha espresso “forte perplessità sulle ipotesi di accordi con aziende di vigilanza privata”, ritenendo che la sicurezza pubblica resti una prerogativa dello Stato.
La replica di Novelli
Secca la replica del firmatario Roberto Novelli, che ha parlato di “interventi negazionisti” da parte dell’opposizione. “La sicurezza – ha dichiarato – non si può perseguire semplicemente facendo filosofia sull’integrazione”.
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