Trieste
Abusi edilizi a Trieste: 700 segnalazioni in un anno, molti casi partono dagli stessi proprietari
Abusi edilizi a Trieste: nel 2025 circa 700 segnalazioni, tra autodenunce, controlli della polizia locale e procedimenti penali
TRIESTE – Arrivano via mail da cittadini infastiditi dal rumore dei lavori dei vicini, da passanti che notano cantieri sospetti, ma anche dai vigili del fuoco, dagli uffici regionali o dal servizio Edilizia del Comune. Eppure, il dato più curioso è un altro: la maggior parte delle segnalazioni per abusi edilizi a Trieste sono autodenunce.
A raccontarlo è Igor Kozman, commissario alla guida del Nucleo polizia edilizia e sicurezza cantieri, insieme all’assessora Cristina De Gavardo. Un fenomeno che spesso nasce dalla volontà dei proprietari di mettere in regola immobili acquistati o ereditati, modificati in modo irregolare anche molti anni prima.
Una città complessa tra vincoli, costa e rischio sismico
A Trieste, spiegano i responsabili del Nucleo, anche piccoli interventi edilizi possono trasformarsi in illeciti, se non correttamente autorizzati. La conformazione della città impone infatti una fitta rete di controlli normativi.
Pesano i vincoli delle Belle arti, quelli paesaggistici per tutti gli immobili entro i 300 metri dalla linea costiera, e un altro elemento spesso sottovalutato: dal 2010 Trieste è zona sismica. Questo comporta che gran parte della documentazione edilizia debba essere inoltrata anche alla Regione Friuli-Venezia Giulia.
Dal cambio degli infissi al penale: quando l’errore costa caro
Non sempre le irregolarità si risolvono con una semplice sanzione. La maggioranza dei casi finisce infatti in ambito penale. Può bastare appendere un’insegna in una zona soggetta alla Soprintendenza – un vero e proprio reato, seppur reversibile rimuovendola – oppure cambiare infissi o installare un condizionatore con presa esterna senza le dovute autorizzazioni.
“Nel 2025 abbiamo registrato circa 700 segnalazioni – spiega Kozman – solo una parte porta a sopralluoghi, dopo una serie di controlli incrociati, anche con il Catasto”. Numeri che raccontano una città dove la regolarità edilizia è spesso più fragile di quanto si immagini.
Impalcature abbandonate e topi d’appartamento
Tra i casi più emblematici, due impalcature rimaste abbandonate dopo il fallimento delle ditte incaricate. Una, in particolare, ha attirato l’attenzione della polizia locale perché, fissata per lungo tempo a un edificio senza lavori in corso, è stata sfruttata da ladri d’appartamento per entrare nelle abitazioni ai piani alti.
Cantieri, allacci abusivi e tralicci fuori norma
Nel corso del 2025 sono stati effettuati 17 sopralluoghi con Asugi, soprattutto nei cantieri. Meno frequenti quelli richiesti da Acegas, ma non meno rilevanti: riguardano spesso impianti manomessi.
Spicca il caso di alcuni inquilini di uno stabile fatiscente che si erano allacciati abusivamente alla rete elettrica, senza pagare la corrente. L’ultima verifica citata riguarda la zona di Opicina, dove sono stati individuati 12 tralicci della corrente fuori norma e ormai vetusti.
“Solo grazie alla perseveranza di un collega – conclude Kozman – siamo riusciti a individuarli”
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