Pordenone
Alloggi agli agenti, botta e risposta a Pordenone tra Comune e opposizione
Pordenone, polemica sugli alloggi agli agenti di polizia: il Comune replica al Pd e nega la scadenza della convenzione
È scoppiata una polemica politica intorno a tre appartamenti di proprietà del Comune di Pordenone, concessi in comodato gratuito alle forze di polizia. Al centro del dibattito la validità della convenzione che regola l’utilizzo degli alloggi, situati in via Michele della Torre, e appartenenti all’eredità Cordenons.
Secondo quanto sostenuto dal consigliere comunale del Partito democratico Nicola Conficoni, l’accordo sottoscritto tra Questura, Prefettura e amministrazione comunale, risalente all’epoca dell’ex sindaco Alessandro Ciriani, sarebbe formalmente scaduto verso la fine del 2025, pur essendo prevista una proroga fino a marzo 2026.
La convenzione e la funzione degli alloggi
L’intesa, della durata di sei anni, prevede che i tre appartamenti comunali vengano messi a disposizione per ospitare agenti di polizia, con l’obiettivo di contenere il problema della carenza di organico, agevolando la permanenza degli operatori sul territorio.
Conficoni ha però affermato che, sulla base di una lettera inviata dal Comune alla Prefettura, solo uno degli appartamenti sarebbe destinato a continuare a ospitare agenti. Gli altri due alloggi, secondo il consigliere dem, dovrebbero invece essere restituiti all’amministrazione comunale per iniziative collegate a Pordenone Capitale della Cultura.
La replica del Comune: “Notizie inventate”
La risposta dell’amministrazione comunale non si è fatta attendere. In una nota diffusa in tarda mattinata, il Comune ha respinto con forza le accuse, parlando apertamente di “menzogna come strumento politico”.
“Lascia l’amaro in bocca – si legge nel comunicato – il pensiero che pur di denigrare chi sta amministrando non ci si curi della verità e che, quando non ci sono polemiche sterili da alimentare, ci si inventi di sana pianta una notizia”.
L’amministrazione chiarisce che la lettera citata da Conficoni non esiste e che la convenzione in corso non è scaduta. Gli uffici del patrimonio stanno infatti svolgendo l’istruttoria necessaria per predisporre la delibera di rinnovo, che verrà portata in Giunta alla naturale scadenza della convenzione, a fine marzo 2026.
“Falso dire che il Comune non voglia rinnovare”
Nel comunicato viene ribadito che è falso affermare che l’attuale amministrazione non intenda rinnovare l’accordo. “È falso – sottolinea la nota – affermare che il Comune abbia mandato una lettera al Prefetto per annunciare che i termini non sarebbero più gli stessi. Tutto ciò che è stato riportato è falso”.
Al termine dell’istruttoria, assicurano da Palazzo, la Giunta procederà al rinnovo, confermando la collaborazione con Prefettura e Questura.
L’attacco politico finale
La replica si chiude con un duro affondo nei confronti del consigliere dem. “Ci si chiede come possa un politico chiedere la fiducia dei cittadini alle urne se ai cittadini dà informazioni false”, conclude la nota, parlando di un vero e proprio “autogol del consigliere Conficoni”, che – secondo l’amministrazione – avrebbe avuto tutti gli strumenti per verificare i fatti prima di diffonderli.
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