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Terzo settore in Friuli-Venezia Giulia, al via la riforma: coinvolte 250 organizzazioni e l’Università di Udine
A 50 anni dal terremoto, la Regione avvia la riforma del volontariato coinvolgendo 250 organizzazioni
La Regione Friuli-Venezia Giulia avvia ufficialmente il percorso che porterà alla riforma complessiva del sistema del volontariato e del Terzo settore. L’annuncio è arrivato questa mattina a Udine dall’assessore regionale alla Salute, Politiche sociali e Disabilità, con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, che ha illustrato contenuti, obiettivi e tappe dell’iter progettuale.
“La Regione avvia un percorso partecipativo per arrivare a una riforma complessiva del sistema del volontariato – ha dichiarato Riccardi – che riconosca il ruolo centrale del Terzo settore e del volontario, anche alla luce dell’esperienza storica maturata a partire dal terremoto del 1976”.
L’obiettivo è portare il tema in Consiglio regionale per definire una regolazione organica e aggiornata dell’intero comparto.
Il modello Friuli e l’eredità del sisma del 1976
La riforma prende le mosse da una riflessione profonda sul cosiddetto “modello Friuli”, definito dallo stesso Riccardi come un’esperienza “unica al mondo”. A cinquant’anni dal terremoto del 1976, il ruolo del volontariato viene indicato come elemento determinante nella capacità della comunità di reagire e ricostruire.
“Il volontariato è stato protagonista determinante e insostituibile nel portare aiuti e nel tenere insieme la comunità durante il sisma del 1976 – ha sottolineato l’assessore – insieme a una politica capace di assumersi la responsabilità di decidere e di non dividersi”.
L’esperienza maturata in quell’occasione, intrecciata ai processi di solidarietà, ai rapporti istituzionali e alle dinamiche di emigrazione e immigrazione, rappresenta oggi uno degli elementi fondativi su cui costruire il nuovo impianto normativo regionale.
Coinvolte già 250 organizzazioni del Terzo settore
Il percorso si caratterizza per un forte coinvolgimento diretto delle realtà del territorio. Sono infatti circa 250 le organizzazioni del sistema del Terzo settore che hanno già dato la loro disponibilità a partecipare al processo di riforma.
La fase iniziale prevede momenti strutturati di confronto, approfondimento e restituzione, con l’obiettivo di raccogliere contributi concreti utili alla definizione delle future scelte normative. Le organizzazioni saranno protagoniste sia nella fase di analisi sia nell’elaborazione dei contenuti, in un’ottica di co-progettazione.
Un valore culturale, prima ancora che tecnico, come ha evidenziato Riccardi: “Se analizzate in profondità, le grandi tragedie possono diventare occasioni di rilancio. Questo percorso ha un valore culturale rilevante e mi auguro possa trovare una convergenza ampia da parte della politica”.
Il supporto scientifico dell’Università di Udine
Accanto alla partecipazione del Terzo settore, la Regione ha coinvolto anche l’Università di Udine, che affiancherà l’amministrazione nell’impostazione scientifica e giuridica del percorso.
L’ateneo supporterà la definizione dei contenuti e dell’impianto complessivo della riforma, garantendo un inquadramento tecnico e normativo coerente con il quadro nazionale e con le specificità del territorio regionale.
All’incontro di presentazione hanno preso parte anche Federica Morgera, direttrice del Servizio politiche per il Terzo settore, ed Elena D’Orlando, delegata del rettore ai Rapporti con il territorio e valorizzazione delle conoscenze dell’Università di Udine.
La riforma si propone quindi come un percorso condiviso, che punta a rafforzare il ruolo del volontariato e del Terzo settore nella costruzione delle politiche sociali regionali, valorizzando un patrimonio storico e culturale che affonda le radici nella capacità di resilienza dimostrata dal Friuli-Venezia Giulia nei momenti più difficili della sua storia.
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