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Rigenerazione edilizia in FVG: 32,3 milioni nel 2026 per case, condomìni e imprese

Rigenerazione edilizia FVG: 32,3 milioni nel 2026 per scorrimento graduatorie e nuovi bandi

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L'assessore Amirante con la sindaca di Buja Silvia Pezzetta - Rigenerazione edilizia FVG
L'assessore Amirante con la sindaca di Buja Silvia Pezzetta

Uno strumento strutturale per il recupero e la riqualificazione del patrimonio immobiliare privato, alternativa concreta al nuovo consumo di suolo”. Con queste parole l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante ha aperto a Buja il ciclo di incontri territoriali 2026 dedicati alla legge regionale 8, tracciando il bilancio dell’attività 2025.

La norma punta a promuovere la rigenerazione urbana, contribuire agli obiettivi del Piano energetico regionale, contrastare lo spopolamento delle aree più fragili e rispondere ai bisogni abitativi delle fasce meno abbienti.

59 milioni attivati nel 2025

Nel 2025 sono stati attivati tre bandi per complessivi 59 milioni di euro:

  • 39 milioni per gli interventi edilizi rilevanti (articolo 2);
  • 20 milioni per i singoli interventi di efficientamento energetico (articolo 3).

Per il 2026 sono già stati stanziati 32,3 milioni di euro per lo scorrimento delle graduatorie: 15 milioni per l’articolo 2 e 17,3 milioni per l’articolo 3, oltre a nuove misure in fase di definizione.

Il primo bando 2025, rivolto a persone fisiche residenti in Friuli-Venezia Giulia, finanzia interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, finalizzati alla realizzazione di alloggi da destinare a residenza o locazione a canone concordato o uso transitorio non turistico.

Contributi fino al 50% e requisiti sociali

Il contributo copre fino al 50% delle spese ammissibili, con un massimo di 60mila euro per unità immobiliare (fino a tre unità) in caso di locazione a canone concordato o in presenza di specifici requisiti sociali: Isee fino a 25mila euro, giovani under 36, nuclei numerosi o con persone con disabilità, interventi di miglioramento sismico.

Negli altri casi il tetto massimo è di 20mila euro per unità (fino a due unità). È obbligatoria la certificazione energetica (Ape) prima e dopo l’intervento.

Alla chiusura del bando, il 6 ottobre 2025, sono arrivate 2.717 domande, di cui 2.400 ammesse in graduatoria. Con decreto del 10 dicembre 2025 sono stati adottati i decreti di concessione fino alla posizione 458, per un impegno di circa 39 milioni di euro.

Efficientamento energetico: oltre 5mila domande

Per l’articolo 3 sull’efficientamento energetico sono state previste due linee: contributo del 50% a lavori conclusi e contributo fino al 75% per nuclei con Isee fino a 25mila euro, con domanda presentata prima dell’avvio degli interventi.

Le opere finanziabili comprendono serramenti, isolamento dell’involucro e della copertura, impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e solare termico. Il procedimento è a sportello, con concessione entro 90 giorni in presenza di fondi.

Al 31 dicembre 2025:

  • 2.318 domande per il bando a lavori conclusi, con 1.190 concessioni e 9,18 milioni impegnati;
  • 2.968 domande per la linea Isee fino a 25mila euro, con 867 concessioni e oltre 10,8 milioni impegnati.

Il bando per interventi sull’involucro edilizio a lavori già eseguiti resterà attivo fino al 2027.

Novità 2026: condomìni e nuovo bando per le imprese

Per il 2026 l’Amministrazione regionale intende concentrare una misura specifica sui condomìni per interventi già realizzati sull’involucro edilizio, estendendo la platea anche alle caldaie con impianto centralizzato, in collaborazione con Fvg Energia e la Direzione Ambiente.

Parallelamente è in preparazione un nuovo bando dedicato agli interventi di rigenerazione edilizia più consistenti, particolarmente atteso dal comparto delle imprese. L’assessorato sta valutando l’applicazione delle regole europee in materia di aiuti di Stato per superare i vincoli del de minimis tradizionale e introdurre limitazioni coerenti con il quadro Ue.

“I bandi sono in fase di redazione – ha concluso Amirante – e anticiparne i contenuti nei territori rappresenta uno strumento di ascolto e consultazione per calibrare al meglio gli interventi sulle esigenze reali delle comunità”.

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