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Economia & Lavoro

Energia e fertilizzanti alle stelle: Confagricoltura Fvg lancia l’allarme sui costi per l’agricoltura

Confagricoltura Fvg lancia l’allarme sui rincari di gasolio, energia e fertilizzanti che minacciano le semine primaverili.

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Rifornimento di gasolio agricolo - Confagricoltura Fvg
Rifornimento di gasolio agricolo

I primi segnali di aumento dei costi energetici legati al conflitto in Medio Oriente stanno già producendo effetti sull’economia e potrebbero tradursi in nuove pressioni inflattive sui consumi. Secondo quanto evidenziato da Confagricoltura Friuli-Venezia Giulia, l’impatto dei rincari non riguarda soltanto il settore agricolo ma anche il bilancio delle famiglie.

Attualmente i carburanti incidono per il 4% sul portafoglio delle famiglie, mentre l’energia pesa per il 9,8%. L’effetto più evidente si registra però sul carrello della spesa, dove i costi energetici incidono per circa il 20% del prezzo finale dei prodotti alimentari.

In questo contesto, il settore primario si trova ad affrontare una fase di forte instabilità che interessa diversi comparti produttivi e che rischia di aggravarsi nelle prossime settimane.

Fertilizzanti e carburanti in forte crescita

A destare particolare preoccupazione è l’aumento dei prezzi di fertilizzanti e carburanti agricoli, cresciuti rapidamente negli ultimi giorni. In particolare, il costo dell’urea, uno dei fertilizzanti più utilizzati nelle coltivazioni, ha registrato incrementi significativi proprio mentre si avvicina la fase delle semina primaverili.

A sottolinearlo è il presidente di Confagricoltura Fvg, Nicolò Panciera di Zoppola Gambara, che parla di una situazione delicata per il comparto agricolo regionale.

«Siamo preoccupati per l’escalation improvvisa dei prezzi dei combustibili, dei prodotti energetici e dei fertilizzanti, che hanno raggiunto punte ingiustificate di oltre il 30% anche in seguito a decisioni europee precedenti al conflitto in Medio Oriente», spiega Panciera.

Secondo l’associazione, questi aumenti arrivano proprio nel momento in cui le aziende agricole stanno avviando la nuova campagna di produzione, rendendo più complessa la pianificazione delle attività e degli investimenti.

Il rischio di un nuovo aumento dei costi di produzione

Un eventuale aggravarsi del conflitto internazionale potrebbe determinare ulteriori rialzi delle quotazioni del petrolio, con ricadute dirette sui costi energetici e logistici. Questo scenario avrebbe inevitabilmente effetti indiretti anche sul prezzo dei fertilizzanti, aggravando ulteriormente i costi di produzione delle imprese agricole.

Confagricoltura sottolinea che, nonostante gli sforzi delle aziende per assorbire gli aumenti, i rincari rischiano di tradursi in una nuova inflazione da costi, simile a quella registrata negli anni scorsi.

Le imprese agricole, infatti, rappresentano il primo anello della filiera agroalimentare e spesso non riescono a trasferire a valle l’aumento dei costi di produzione. Questo potrebbe portare a una riduzione della redditività e della competitività delle aziende agricole, soprattutto in un contesto di mercato già complesso.

La richiesta di interventi e monitoraggio dei prezzi

Alla luce di questa situazione, Confagricoltura Fvg invita le istituzioni a monitorare attentamente l’andamento dei prezzi energetici e a valutare eventuali misure per riequilibrare il mercato.

Tra i temi evidenziati dall’associazione agricola c’è anche la necessità di rivedere l’unificazione dei tassi di accisa su benzina e gasolio, che potrebbe aver contribuito ad alimentare le tensioni sui prezzi.

Inoltre, Confagricoltura chiede di rivalutare il cosiddetto “DL Bollette”, un provvedimento concepito in un contesto energetico differente rispetto a quello attuale, caratterizzato da forti oscillazioni dei prezzi delle materie prime energetiche.

L’obiettivo, conclude l’organizzazione agricola, è evitare che i rincari energetici compromettano la sostenibilità economica delle imprese agricole proprio in una fase cruciale della stagione produttiva.

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