Economia & Lavoro
Lavoro in Friuli-Venezia Giulia: ad aprile 9.500 assunzioni, ma cresce l’incertezza internazionale
In Friuli-Venezia Giulia previste 9.500 assunzioni ad aprile 2026, in lieve calo. Crescono invece le entrate nel trimestre. Turismo e costruzioni trainano, ma resta alta la difficoltà di reperire personale qualificato
Il mercato del lavoro in Friuli-Venezia Giulia mostra segnali contrastanti nel mese di aprile 2026. Secondo l’ultimo report Excelsior-Unioncamere, elaborato dal Centro Studi della Camera di Commercio Pordenone-Udine, le imprese regionali prevedono 9.500 nuove assunzioni, con un lieve calo rispetto allo stesso mese del 2025 (-170 unità).
Diversa la prospettiva sul medio periodo: nel trimestre aprile-giugno 2026, infatti, le entrate previste salgono a 31.880, registrando un incremento di +640 unità rispetto all’anno precedente. Un dato che evidenzia come, nonostante le difficoltà, il sistema produttivo regionale mantenga una certa capacità di tenuta.
Scenario globale incerto: imprese prudenti ma resilienti
A influenzare le dinamiche occupazionali è soprattutto il contesto internazionale, caratterizzato da instabilità geopolitica e aumento dei costi.
«È un momento indubbiamente complesso – sottolinea il presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo –. Era prevedibile un’incertezza nelle previsioni di assunzione, ma i segnali positivi di alcuni settori ci parlano di aziende attente, resilienti e fiduciose».
Tra i comparti più dinamici emergono infatti turismo e costruzioni, che continuano a trainare la crescita nonostante il quadro generale.
Luci e ombre tra industria e servizi
Analizzando nel dettaglio i diversi comparti, emergono dinamiche differenziate:
- Settore primario: previste 460 assunzioni ad aprile e 1.330 nel trimestre, in lieve crescita rispetto al 2025
- Industria: 2.590 contratti ad aprile e 8.560 nel trimestre, ma con un calo complessivo
- Manifattura in flessione (-5,1%)
- Costruzioni in crescita (+6%)
- Servizi: 6.450 ingressi ad aprile (-130 su base annua), ma 21.980 nel trimestre (+880)
Particolarmente significativo il dato del comparto turistico, che nel trimestre registra un aumento del +13,5%, pari a 970 lavoratori in più rispetto al 2025. Stabili invece commercio e servizi alla persona.
Difficoltà di reperimento, oltre il 50% delle posizioni scoperto
Uno degli elementi più critici resta la difficoltà di trovare personale qualificato. Ad aprile, infatti, il 52% delle posizioni (circa 5.000 posti) risulta difficile da coprire, un dato ben superiore alla media nazionale (44,6%).
Le criticità maggiori si registrano in diversi ambiti:
- Professioni altamente specializzate:
- analisti e sviluppatori di app (86,1% difficoltà)
- Servizi sanitari e sociali:
- professionisti qualificati (78%)
- Settore operaio:
- fabbri e costruttori di utensili (83,7%)
- personale non qualificato nella manifattura (86,5%)
Giovani e lavoratori stranieri: quote stabili nelle assunzioni
Dal report emerge anche la composizione della domanda di lavoro, con il 29% delle assunzioni che riguarda giovani under 30 e il 28% delle entrate destinato a lavoratori immigrati.
Numeri che evidenziano il ruolo sempre più centrale di queste categorie nel sostenere il mercato occupazionale regionale.
Il nodo delle competenze nel digitale e nell’artigianato
A preoccupare è anche il crescente divario tra domanda e offerta di competenze, soprattutto nel mondo dell’artigianato.
«Per le imprese artigiane cresce la difficoltà di reperire personale, in particolare operatori specializzati e competenze digitali – evidenzia Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia –. Le piccole e medie imprese faticano a restare competitive, soprattutto nell’adozione di strumenti di Intelligenza artificiale».
Un problema strutturale che, secondo Paoletti, richiede un cambio di paradigma per sostenere il Made in Italy e garantire alle PMI gli strumenti necessari per competere sul mercato globale.
Il futuro tra prudenza e fiducia
Il quadro che emerge dal report Excelsior è dunque quello di un mercato del lavoro in equilibrio tra cautela e resilienza. Se da un lato il mese di aprile registra un leggero rallentamento, dall’altro le prospettive trimestrali indicano una ripresa graduale, sostenuta soprattutto da turismo e costruzioni.
La sfida principale resta però quella di colmare il gap tra domanda e offerta di lavoro, investendo in formazione, competenze digitali e innovazione.
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