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Sanità Fvg, presentato a Udine il nuovo percorso per la cura del tumore alla prostata
Tumore alla prostata, in Fvg nasce un nuovo modello di cura: cosa cambia per i pazienti
La sanità del Friuli-Venezia Giulia compie un passo avanti nell’organizzazione delle cure oncologiche, con la presentazione del nuovo Percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale (PDTA) dedicato al tumore della prostata. L’iniziativa è stata al centro del convegno tenutosi a Udine, dove gli specialisti regionali si sono confrontati su diagnosi e trattamenti.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, che ha evidenziato come questo passaggio rappresenti “un modello organizzativo che mette al centro il paziente e la qualità degli esiti”, destinato a diventare un riferimento anche per altre specialità.
Il ruolo della politica e dei professionisti
Riccardi ha ricordato come la politica abbia già fatto la sua parte, approvando la rete oncologica regionale e definendo regole e obiettivi. Ora, ha spiegato, spetta al sistema professionale dare concreta attuazione a questo modello.
L’assessore ha inoltre richiamato il contesto complesso in cui si trova oggi il sistema sanitario, segnato da carenza di personale e crescente complessità dei bisogni. Tuttavia, ha precisato che ridurre tutto a una questione di risorse sarebbe una semplificazione: le risposte devono essere soprattutto organizzative e strutturali.
Le riforme della sanità regionale
Nel suo intervento, Riccardi ha ripercorso le principali scelte degli ultimi anni, tra cui la revisione del modello istituzionale sanitario, con la creazione di tre aziende basate sul sistema Hub e Spoke e integrate con le università.
Questa riorganizzazione, ha spiegato, si è rivelata decisiva durante la pandemia e ha permesso di superare le criticità di un sistema frammentato. L’obiettivo non è aumentare il numero delle aziende, ma rafforzarne l’integrazione, mantenendo l’intero percorso oncologico all’interno del sistema pubblico per garantire qualità e uniformità.
La sfida della sanità territoriale
Un altro punto centrale riguarda il rafforzamento della sanità territoriale, considerata fondamentale per sostenere i percorsi di cura più avanzati. Senza una rete solida sul territorio, infatti, anche i modelli più innovativi rischiano di non funzionare efficacemente.
Riccardi ha sottolineato come la Regione stia lavorando per dare piena attuazione a riforme già avviate in passato ma rimaste in parte inapplicate, con l’obiettivo di costruire un sistema più vicino ai cittadini e capace di rispondere ai nuovi bisogni.
Una rete oncologica aggiornata
Dopo anni senza aggiornamenti – l’ultimo documento risaliva al 1998 – il Friuli Venezia Giulia sta ora costruendo una rete oncologica moderna e coerente con le esigenze attuali.
In questo contesto, esperienze come il PDTA per il tumore della prostata rappresentano un modello concreto da estendere ad altre aree specialistiche, migliorando l’organizzazione delle cure e i risultati clinici.
Percorsi più integrati e qualità della vita
Il nuovo PDTA punta a garantire appropriatezza clinica, uniformità dei percorsi e integrazione tra ospedale e territorio. Al centro c’è una presa in carico multidisciplinare del paziente, che accompagna la persona dalla diagnosi fino alla riabilitazione.
L’obiettivo finale è chiaro: migliorare gli esiti delle cure e la qualità della vita dei pazienti, attraverso un sistema più coordinato, efficiente e orientato ai bisogni reali.
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