Eventi & CulturaMonfalcone
L’imaginifico e la rivoluzione della bellezza
Il programma completo della Seconda Giornata Dannunziana all’Istituto Vivaldi di Monfalcone attraverso i dialoghi con i protagonisti e il prestigioso riconoscimento del Vittoriale
MONFALCONE – Difendete la bellezza, perché l’arte non è un rifugio per anime fragili ma un’arma per spiriti audaci. Difendete la bellezza, perché il ricordo del Vate non abita nei musei polverosi ma pulsa nel ritmo della contemporaneità. Difendete la bellezza, perché sabato 6 giugno, alle ore 18.00, la sala Annamaria Zilli e Alealdo Ginaldi dell’Istituto di Musica Antonio Vivaldi di Monfalcone si trasformeranno nel centro di gravità di un’estetica senza tempo. Un appuntamento cruciale che stringe un legame forte con lo sviluppo culturale locale, come sottolineano le parole del presidente del Vivaldi Federico Razzini: “con grande piacere anche quest’anno, grazie al Vivaldi e soprattutto all’opera di Massimiliano Boscarol, Monfalcone e la Bisiacaria ospitano la Giornata Dannunziana. Credo sia un evento di qualità, un tassello importante – uno dei tanti nella sessantennale storia del Vivaldi – che porta gran lustro non solo a chi organizza ma all’intero territorio. Auspico pertanto che le istituzioni locali perciò non abbandonino ma sostengano concretamente la nostra attività futura!”
La Seconda Giornata Dannunziana, immaginata, ideata e condotta da Massi Boscarol, non è una semplice commemorazione, ma un manifesto culturale vivo, un incrocio di sguardi e di linguaggi che fonde il sacro della grande storia e il profano della messinscena teatrale. “Amo il d’Annunzio esteta, artista, visionario, dandy. Colui che osa sempre, anticipatore di tempi, custode della tradizione. L’ultimo degli antichi, il primo dei moderni. La seconda edizione della giornata a lui dedicata ha un valore aggiunto non da poco: il patrocinio de Il Vittoriale degli Italiani, la casa-museo del Vate sul Lago di Garda. E questo significa che la Giornata Dannunziana del Vivaldi è diventato un evento di portata nazionale, permettetemi di esserne orgoglioso!” sono le parole dell’ideatore stesso. Lo stesso Boscarol, già premio per la valorizzazione della cultura dannunziana sul territorio nonché ambasciatore dannunziano, rivendica altresì con orgoglio la sua origine di Ronchi dei Legionari e il rapporto della sua città indissolubilmente legato alla figura di d’Annunzio.
Il programma. L’apertura della serata è un assalto frontale alle emozioni con il monologo tratto da L’imaginifico, scritto e interpretato da un Manuel Buttus capace di restituire la carne e il magnetismo del poeta. Manuel Buttus, attore e autore teatrale profondamente legato alla drammaturgia del territorio, ci guiderà nell’animo segreto del Vate, trasformando la parola scritta in un’esperienza viscerale e carnale. Il suo monologo non è una lezione, ma una vera e propria incarnazione drammatica, l’atto fisico con cui il teatro si riappropria del mito dannunziano per scuotere la platea.
Subito dopo, il salotto culturale entrerà nel vivo con le interviste condotte da Massi Boscarol, pensate per fare assoluta chiarezza sulle visioni dei nostri ospiti. Il primo a salire in cattedra sarà Tobias Fior, scrittore, attore, accreditato dannunzista nonché biografo ufficiale della figlia di d’Annunzio. Fior spiegherà la grandezza dell’estetica dannunziana e racconterà i retroscena privati di una dinastia che ha fatto dell’eccesso e dell’eleganza il proprio dogma, svelandoci il d’Annunzio più intimo attraverso gli occhi della sua stessa stirpe. La sua figura unisce il rigore della ricerca storica alla sensibilità dell’artista, rendendolo la voce ideale per tradurre il concetto di “vivere inimitabile” in dettagli concreti e biografici.
Dalle confessioni private passeremo poi alla grande utopia geopolitica con Tullio Svettini, regista e carismatico direttore artistico di Grado Teatro. Nel suo intervento, dal titolo emblematico Carnaro chiama Grado: essere cent’anni avanti!, Svettini ci spiegherà come lo spirito libertario, artistico e costituzionale dell’impresa di Fiume avesse anticipato la modernità di un intero secolo. Svettini, uomo che da anni traghetta la cultura e la tradizione teatrale della nostra costa verso orizzonti contemporanei, traccerà un filo rosso audace tra la Reggenza del Carnaro e la nostra terra, dimostrando come quell’avanguardia culturale parli ancora direttamente al nostro presente.
A tessere la trama sensoriale dell’evento, come un profumo d’epoca che avvolge gli abiti impeccabili del pubblico, saranno infine le musiche di Claude Debussy e Cécile Chaminade. Le note fluttueranno nell’aria grazie al dialogo perfetto tra il pianoforte di Umberto Tristi e il flauto di Giada Scocchi (allieva della scuola di musica), due musicisti d’eccezione che restituiranno quelle atmosfere parigine e decadenti tanto care a Gabriele d’Annunzio. L’ingresso è libero, l’eleganza è un dovere dello spirito, l’appuntamento è con la storia che si fa presente.
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