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Turismo accessibile, la ricerca shock: meno della metà dei siti web è utilizzabile dalle persone con disabilità

Turismo accessibile, la ricerca shock: meno della metà dei siti web è utilizzabile dalle persone con disabilità

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Turismo ( © Depositphotos)

Il turismo può rappresentare un’importante opportunità di inclusione sociale, autonomia e benessere, ma per molte persone con disabilità resta ancora un percorso a ostacoli. È quanto emerge dai risultati del progetto europeo Datis – Digital pioneers of accessible tourism, finanziato dal Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027, che ha analizzato il livello di accessibilità dei servizi turistici nell’area transfrontaliera tra Italia e Slovenia.

I dati presentati a Gorizia evidenziano una situazione ancora critica: meno di un sito turistico su due risulta realmente accessibile, confermando la necessità di investire in infrastrutture digitali e servizi più inclusivi.

Una ricerca che coinvolge oltre 400 persone

Lo studio, coordinato dall’Università di Trieste, ha coinvolto 405 persone con disabilità residenti in Italia e Slovenia. Dall’indagine emerge che il turismo è percepito come uno strumento fondamentale per migliorare la qualità della vita, favorire la partecipazione sociale e rafforzare l’autonomia personale.

Allo stesso tempo, i partecipanti hanno segnalato numerose difficoltà che continuano a limitare l’accesso alle esperienze turistiche. Tra le principali criticità figurano la carenza di informazioni accessibili, la presenza di barriere architettoniche e una preparazione ancora insufficiente di molti operatori del settore.

Accessibilità digitale ancora insufficiente

Uno degli aspetti centrali del progetto ha riguardato l’analisi dell’accessibilità digitale. L’esperta slovena Maša Malovrh, rappresentante della casa editrice Beletrina e specializzata nello sviluppo di progetti dedicati all’accessibilità, ha illustrato i risultati dell’indagine condotta su circa 100 siti web turistici italiani e sloveni.

L’analisi ha evidenziato un livello medio di accessibilità digitale del 37% per gli operatori sloveni e del 40% per quelli italiani. Numeri che dimostrano come la maggior parte delle piattaforme online non sia ancora pienamente fruibile da persone con disabilità visive, cognitive o sensoriali.

Tra i problemi più frequenti sono stati riscontrati immagini prive di descrizioni alternative, video senza sottotitoli, insufficiente contrasto tra colori, difficoltà nella navigazione tramite tastiera e moduli online non accessibili.

Come ha sottolineato Malovrh, l’accessibilità digitale non può essere considerata un elemento secondario, ma deve diventare una condizione essenziale per garantire un turismo aperto a tutti.

L’esperienza del Friuli-Venezia Giulia

Nel territorio dell’Isontino, Criba Fvg ha effettuato una valutazione dell’accessibilità di circa 50 operatori turistici già presenti nel database di PromoTurismoFvg. L’attività si inserisce in un percorso più ampio volto a rendere l’accoglienza regionale sempre più inclusiva e a fornire strumenti concreti per migliorare la qualità dei servizi offerti ai visitatori.

I dati raccolti rappresentano oggi una base importante per sviluppare ulteriormente le politiche di accessibilità nelle destinazioni turistiche del Friuli-Venezia Giulia.

A Sagrado utenti protagonisti della progettazione

Un ruolo significativo è stato svolto dalle attività pilota coordinate dal Consorzio Il Mosaico presso il Museo del Monte San Michele di Sagrado. Le iniziative hanno coinvolto persone con disabilità cognitive, utenti dei servizi di salute mentale, educatori e caregiver in esperienze immersive realizzate attraverso tecnologie digitali, visori di realtà virtuale e sistemi di comunicazione accessibile.

L’esperienza ha dimostrato l’importanza di sviluppare servizi e strumenti non solo per le persone con disabilità, ma insieme a loro, valorizzandone il contributo nella progettazione delle soluzioni.

Secondo il presidente del Consorzio Il Mosaico, Luca Fontana, l’accessibilità digitale deve diventare una pratica quotidiana all’interno dell’offerta culturale e turistica del territorio, trasformandosi da obiettivo teorico a realtà concreta.

Una rete transfrontaliera per il turismo del futuro

Il progetto Datis coinvolge numerosi partner italiani e sloveni, tra cui Università di Trieste, Beletrina, PromoTurismoFvg, Consorzio Il Mosaico, Unione slovena dei ciechi e degli ipovedenti e altri enti territoriali. L’obiettivo comune è costruire una rete stabile capace di promuovere un modello di turismo innovativo, accessibile e inclusivo, in cui nessuno venga escluso dall’esperienza di viaggio.

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