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Udine e Gemona celebrano i vigili del fuoco: 1.500 partecipanti per i 50 anni dal terremoto del Friuli

Al via a Udine e Gemona il 29° Raduno nazionale dei vigili del fuoco, dedicato ai 50 anni dal terremoto del Friuli.

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Vigili del fuoco
Vigili del fuoco ( © Depositphotos)

Si è aperto ufficialmente a Udine il 29° Raduno nazionale dei vigili del fuoco, una manifestazione che fino al 7 giugno coinvolgerà anche Gemona del Friuli e che quest’anno assume un significato particolarmente profondo. L’evento coincide infatti con il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli del 1976, una delle pagine più drammatiche della storia regionale, nella quale i vigili del fuoco ebbero un ruolo fondamentale nelle operazioni di soccorso e nella successiva ricostruzione.

Sono attesi circa 1.500 partecipanti, tra personale in servizio e soci dell’Associazione nazionale vigili del fuoco, provenienti da tutta Italia e dall’estero.

Un raduno nel segno della memoria

La giornata inaugurale si è aperta con una conferenza stampa nella sala Aiace del Comune di Udine e con il successivo taglio del nastro in piazza Primo Maggio. Il motto scelto per questa edizione, “Con voi, tra di voi, per voi”, racchiude lo spirito dell’iniziativa: un omaggio alle comunità friulane che cinquant’anni fa affrontarono la devastazione del sisma e che oggi ricordano il contributo determinante dei pompieri.

Ad aprire i lavori è stata Eugenia d’Asta, responsabile del raduno, mentre un filmato realizzato da Maurizio Maleci ha ripercorso le immagini e le emozioni del terremoto del 1976. Numerose le autorità intervenute, tra cui il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni, il comandante provinciale dei vigili del fuoco Alessandra Bascià, il presidente dell’Associazione nazionale vigili del fuoco Enrico Marchionne, il prefetto Domenico Lione e il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin.

Premiato il logo che racconta la rinascita

Uno dei momenti più significativi della mattinata è stata la premiazione di Elisa Dicara, studentessa del liceo artistico Sello, vincitrice del concorso per la realizzazione del logo ufficiale del raduno.

L’immagine scelta rappresenta un vigile del fuoco che estrae una persona dalle macerie, simbolo di speranza e rinascita. Un messaggio che la giovane autrice ha sintetizzato con una frase semplice ma potente: “Si può rinascere dalle macerie”.

La Cittadella della sicurezza apre al pubblico

In piazza Primo Maggio è stata inaugurata la Cittadella della sicurezza, uno spazio dedicato alla prevenzione e all’educazione dei cittadini.

Tra le principali attrazioni figurano “Casa sicura” e “Casa degli errori”, percorsi esperienziali pensati per sensibilizzare il pubblico sui rischi domestici e sui comportamenti corretti da adottare in caso di emergenza. Presente anche una mostra di mezzi storici e automezzi d’epoca dei vigili del fuoco.

Gli spazi resteranno visitabili fino al 6 giugno, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19.

Tre giorni di eventi tra Udine e Gemona

Il programma proseguirà venerdì con incontri dedicati alla sicurezza e alla formazione. In particolare, un convegno rivolto agli studenti delle scuole superiori affronterà i temi dei cambiamenti climatici e delle nuove sfide tecnologiche per il soccorso. Prevista inoltre la tradizionale Pompieropoli, che coinvolgerà circa 500 bambini e ragazzi.

Sabato sarà una giornata ricca di appuntamenti simbolici. A Gemona verrà conferita la cittadinanza onoraria al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, mentre a Udine il piazzale davanti alla caserma di via Popone sarà ufficialmente intitolato al Corpo nazionale. In serata, il teatro Giovanni da Udine ospiterà il concerto gratuito della Banda musicale dei vigili del fuoco.

La chiusura con la sfilata e le delegazioni straniere

Domenica 7 giugno il raduno si concluderà a Gemona con la cerimonia ufficiale e la grande sfilata per le vie cittadine. All’evento prenderanno parte anche le delegazioni di Austria, Slovenia, Croazia e Stati Uniti, Paesi che contribuirono alle operazioni di soccorso dopo il terremoto del 1976.

Un momento che unirà memoria, gratitudine e senso di comunità, nel ricordo di chi intervenne nei giorni più difficili della storia del Friuli.

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