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Urbanistica, il FVG vara la riforma che ridisegna il territorio per i prossimi 30 anni

La Giunta regionale approva il disegno di legge sulla riforma urbanistica. Nascono il nuovo Piano di governo del territorio, il Programma Operativo e strumenti per rigenerazione urbana e diritto alla casa

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Riforma del governo del territorio in FVG
Riforma del governo del territorio in FVG (© Redazione / AI)

Il Friuli-Venezia Giulia compie un passo decisivo verso una profonda revisione delle politiche urbanistiche e territoriali. La Giunta regionale ha infatti approvato il disegno di legge sulla Riforma del governo del territorio, un provvedimento composto da 49 articoli che punta a ridefinire le regole della pianificazione regionale per i prossimi decenni, introducendo nuovi strumenti per la rigenerazione urbana, la sostenibilità e lo sviluppo abitativo.

L’obiettivo dichiarato è quello di creare la cornice normativa necessaria per l’approvazione del futuro Piano di governo del territorio (PGT), considerato dalla Regione il principale strumento strategico per guidare la crescita del Friuli-Venezia Giulia nei prossimi trent’anni.

Amirante: «Una riforma per attrarre investimenti e pianificare il futuro»

A sottolineare la portata dell’intervento è stata l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, che ha definito la nuova legge come un passaggio fondamentale per lo sviluppo regionale.

«La legge urbanistica è la cornice normativa indispensabile per procedere all’approvazione del Piano di governo del territorio: una riforma che renderà la regione attrattiva, permettendo di mettere a terra gli investimenti privati e pubblici con una visione da qui a 30 anni».

Secondo l’assessore, il nuovo impianto normativo consentirà di semplificare le procedure e di favorire la realizzazione di interventi strategici, mantenendo al centro la tutela del territorio e la qualità della vita delle comunità locali.

L'assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante

L’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante

Tre pilastri per il nuovo modello di pianificazione

Uno degli elementi più innovativi della riforma è rappresentato dal nuovo approccio alla pianificazione territoriale, che sarà basato su tre grandi pilastri:

  • le principali infrastrutture viarie e ferroviarie;
  • il sistema insediativo;
  • le infrastrutture verdi e blu, legate alla tutela ambientale e alle risorse naturali.

Proprio queste ultime assumono un ruolo centrale nella nuova visione urbanistica regionale. L’intenzione è quella di integrare maggiormente la pianificazione territoriale con gli obiettivi di tutela paesaggistica e ambientale già introdotti dal Piano paesaggistico regionale, trasformando i vincoli in opportunità di sviluppo sostenibile.

Arriva il concetto di “sostenibilità urbanistica”

Tra le novità più significative compare anche il principio della “sostenibilità urbanistica”, destinato a diventare uno dei criteri guida nelle future trasformazioni territoriali.

La riforma rafforza inoltre il contrasto al consumo di suolo attraverso il principio del bilancio ecologico, con l’obiettivo di favorire il recupero e la riqualificazione delle aree già urbanizzate rispetto all’espansione incontrollata degli insediamenti.

L’intento è quello di preservare il modello tipico del Friuli-Venezia Giulia, caratterizzato da una rete policentrica di piccoli e medi comuni, evitando fenomeni di concentrazione urbana eccessiva.

Rigenerazione urbana più veloce con il nuovo Programma Operativo

Uno dei punti più attesi dagli operatori del settore riguarda l’introduzione del Programma Operativo (PO), un nuovo strumento pensato per agevolare gli interventi di rigenerazione urbana.

Il PO consentirà infatti di intervenire su aree e tessuti urbani degradati senza dover ricorrere alle tradizionali varianti urbanistiche, spesso caratterizzate da iter lunghi e complessi.

La procedura sarà collegata direttamente alla richiesta del permesso di costruire, con l’obiettivo di ridurre i tempi burocratici e accelerare la realizzazione degli interventi.

Casa e diritto all’abitazione al centro della riforma

Particolare attenzione viene dedicata anche al tema dell’abitare. La nuova normativa introduce infatti una forte integrazione tra pianificazione territoriale e politiche abitative regionali.

L’assessore Amirante ha evidenziato come la riforma punti a rafforzare il riconoscimento del diritto all’abitazione, aumentando l’offerta di edilizia residenziale pubblica e di alloggi a prezzi accessibili.

Nasce così il concetto di “Città Pubblica”, che amplia la tradizionale definizione di servizi urbani includendo anche:

  • edilizia residenziale pubblica;
  • social housing;
  • housing a prezzi calmierati;
  • residenze temporanee.

Sono inoltre previste misure per la riqualificazione del patrimonio immobiliare privato, con interventi legati all’efficientamento energetico e alla sicurezza sismica.

Un aspetto rilevante riguarda il fatto che gli interventi di edilizia pubblica e a canone calmierato non verranno conteggiati nel bilancio complessivo del consumo di suolo, favorendo così la realizzazione di nuove soluzioni abitative destinate alle fasce più fragili della popolazione.

Tre livelli di pianificazione territoriale

La riforma ridefinisce anche l’architettura della pianificazione regionale attraverso tre livelli distinti.

Livello regionale

Sarà governato dal nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT) e dai Piani Territoriali Infraregionali (PTI) dedicati in particolare alle aree industriali.

Livello intermedio

Verranno istituiti i 12 Sistemi Territoriali Locali (STL), ambiti di area vasta nei quali coordinare infrastrutture, servizi e reti ecologiche attraverso processi di copianificazione tra enti.

Livello comunale

Resterà affidato ai Piani Regolatori Comunali (PRC), che continueranno a rappresentare lo strumento principale per la pianificazione locale.

Digitalizzazione e monitoraggio del territorio

La riforma introduce anche importanti strumenti di innovazione amministrativa.

Sarà istituito l’Osservatorio regionale del governo del territorio, incaricato di monitorare l’efficacia del futuro Piano di governo del territorio e delle politiche urbanistiche regionali.

Parallelamente nascerà la Banca Dati per la Pianificazione (BDP), una piattaforma digitale che raccoglierà e centralizzerà tutti gli strati informativi territoriali, rendendo obbligatorio lo scambio di dati geografici tra Comuni e Regione.

Una misura che punta a rendere più efficiente la gestione delle informazioni territoriali e a supportare decisioni urbanistiche basate su dati aggiornati e condivisi.

Una riforma che guarda ai prossimi 30 anni

Con l’approvazione del disegno di legge da parte della Giunta, prende forma una delle riforme più rilevanti degli ultimi anni in materia urbanistica in Friuli-Venezia Giulia.

L’obiettivo della Regione è costruire un sistema capace di coniugare sviluppo economico, sostenibilità ambientale, rigenerazione urbana e diritto all’abitazione, creando le condizioni per attrarre investimenti e accompagnare la crescita del territorio con una visione strategica di lungo periodo.

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