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Trieste celebra la sua Polizia locale, inaugurata la mostra sui 164 anni di storia del Corpo

Inaugurata ieri a Trieste la mostra “Da Vigili Urbani a Polizia Locale”, dedicata ai 164 anni del Corpo. Roberti: ruolo sempre più centrale per sicurezza e qualità della vita

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L'assessore Pierpaolo Roberti all'inaugurazione della mostra, assieme al sindaco di Trieste Roberto Dipiazza
L'assessore Pierpaolo Roberti all'inaugurazione della mostra, assieme al sindaco di Trieste Roberto Dipiazza

TRIESTE – Non è soltanto una mostra storica, ma un racconto dell’evoluzione di una città e del rapporto tra istituzioni e cittadini. È stata inaugurata ieri 10 giugno, nella Sala Veruda di Palazzo Costanzi, l’esposizione “Da Vigili Urbani a Polizia Locale. Storia di un Corpo e della sua città”, allestita in occasione del 164esimo anniversario della fondazione della Polizia locale di Trieste.

L’iniziativa punta a ripercorrere il lungo cammino di un Corpo che, nel tempo, ha cambiato funzioni, responsabilità e strumenti, restando però profondamente legato al territorio. Alla cerimonia inaugurale ha partecipato anche l’assessore regionale alle Autonomie locali e alla Sicurezza Pierpaolo Roberti, insieme al sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e all’assessore comunale alle Politiche della Sicurezza cittadina Caterina De Gavardo.

Il taglio del nastro per l'inaugurazione della mostra

Il taglio del nastro per l’inaugurazione della mostra

La mostra a Palazzo Costanzi, una storia dentro la storia della città

La mostra ospitata nella Sala Veruda non racconta soltanto la storia amministrativa e operativa della Polizia locale triestina. Attraverso il percorso espositivo emerge anche il cambiamento della città, dei suoi bisogni e delle sue priorità: dalla regolazione del traffico alla sicurezza urbana, dal controllo del territorio alla tutela del decoro, fino alle attività di polizia giudiziaria e amministrativa.

Il titolo dell’esposizione, “Da Vigili Urbani a Polizia Locale”, sintetizza proprio questa trasformazione. La figura tradizionale del vigile urbano, spesso associata nell’immaginario collettivo alla gestione della viabilità, lascia spazio a un ruolo molto più articolato, che oggi richiede competenze tecniche, capacità operative e una forte presenza nella vita quotidiana delle comunità.

Roberti: “Un Corpo che si è evoluto insieme alla società”

Nel suo intervento, l’assessore Roberti ha sottolineato il valore della mostra come occasione per comprendere quanto sia cambiato il lavoro degli operatori della Polizia locale.

Secondo Roberti, l’esposizione racconta “non soltanto la storia della Polizia locale di Trieste, ma anche il profondo cambiamento che ha interessato negli anni il ruolo di chi indossa la divisa di questo Corpo”. Un ruolo che oggi, ha evidenziato l’assessore, è chiamato a svolgere compiti sempre più complessi e centrali per la sicurezza e la qualità della vita delle comunità.

L’assessore ha ricordato come l’immagine del vigile urbano impegnato principalmente nella regolazione del traffico appartenga ormai a una fase storica superata. La Polizia locale contemporanea, infatti, opera su più fronti e rappresenta un presidio quotidiano di legalità, prossimità e attenzione al territorio.

L'inaugurazione della mostra 'Da Vigili Urbani a Polizia Locale. Storia di un Corpo e della sua città'

L’inaugurazione della mostra ‘Da Vigili Urbani a Polizia Locale. Storia di un Corpo e della sua città’

Sicurezza urbana, decoro e controllo del territorio

Oggi la Polizia locale svolge funzioni che spaziano dalla sicurezza stradale al controllo del territorio, dalla tutela del decoro urbano alle attività di polizia giudiziaria e amministrativa. Si tratta di compiti che richiedono un costante aggiornamento professionale e una collaborazione sempre più stretta con le altre Forze dell’ordine.

Proprio questo passaggio è stato al centro della riflessione di Roberti, che ha rimarcato come l’acquisizione di nuove competenze e prerogative abbia reso gli operatori della Polizia locale un punto di riferimento sempre più importante sia per le amministrazioni locali sia per i cittadini.

La mostra diventa così anche uno strumento per leggere il presente: non solo memoria, ma consapevolezza del ruolo che la Polizia locale ricopre oggi nelle città, in un contesto sociale più complesso rispetto al passato.

Investimenti regionali su formazione, tecnologie e dotazioni

Roberti ha poi richiamato l’impegno della Regione a sostegno della crescita professionale e operativa della Polizia locale. Un sostegno che passa attraverso formazione, tecnologie e dotazioni, ritenute indispensabili per affrontare le sfide contemporanee e garantire risposte efficaci ai cittadini.

La trasformazione del Corpo, infatti, non riguarda soltanto l’ampliamento delle funzioni, ma anche la necessità di disporre di strumenti adeguati. La sicurezza urbana richiede oggi capacità di intervento, coordinamento, conoscenza normativa e presenza sul campo.

In questo quadro, la Polizia locale è chiamata a coniugare prossimità e professionalità, restando vicina alla popolazione ma operando con competenze sempre più specialistiche.

Una storia di servizio e vicinanza alla comunità

La mostra inaugurata a Trieste rappresenta quindi un’occasione per valorizzare una storia fatta di servizio, vicinanza alla comunità e capacità di adattamento. Una storia che attraversa 164 anni e che riflette il modo in cui la città è cambiata, insieme alle esigenze di sicurezza, mobilità e convivenza civile.

Roberti ha definito l’esposizione “un’occasione preziosa” per riconoscere il percorso di un Corpo che ha saputo evolversi insieme alla società, mantenendo al centro la tutela dei cittadini e del territorio.

Nel cuore di Trieste, la Sala Veruda diventa così il luogo in cui memoria e attualità si incontrano: da una parte la storia dei vigili urbani, dall’altra la realtà di una Polizia locale sempre più centrale nella vita delle comunità.

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