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Da Monfalcone agli Eroi di Roma: Massimo Devitor vince il Premio Santercole

Devitor trionfa nella capitale con il suo jazz-pop d’autore e stacca il biglietto per il MEI 2026: una vita per la musica di qualità, lontano dalle mode, dalle facili bandiere e dai compromessi

Massi Boscarol

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Massimo Devitor al Premio Santercole

MONFALCONE, ROMA – C’è chi passa la vita a cercare l’onda giusta, a inseguire il vento del momento e a sventolare la comoda bandiera di turno pur di prendersi un briciolo di visibilità o un favore di bottega. Va tanto di moda oggi, così pare. Salire sul carro, truccarsi da ciò che il mercato chiede, recitare la parte, recriminare a comando. E poi c’è Massimo Devitor. Un’icona musicale dalla fine degli Anni Ottanta ai giorni nostri , prima di tutto, ma soprattutto un musicista vero, uno che la musica di qualità la fa da tutta una vita, a fari spenti, con l’ostinazione dei puri e il talento dei grandi. Uno che non ha mai chiesto permesso, non ha mai sventolato stracci colorati per convenienza, e che i riconoscimenti – quelli pesanti – se li è sempre presi a colpi di note, direzione di cori, vocal coaching, apparizioni cinematografiche e un’anima tesa al sociale che gli è valsa persino la medaglia del Presidente della Repubblica.

L’ultima impresa è roba da stropicciarsi gli occhi, un blitz perfetto sul filo di lana. Poche settimane fa, l’MD’s Quartet (la sua storica, favolosa squadra composta oltre che da Devitor da Valerio Colella, Gabriele Pala e Cosimo Distratis) mette insieme il pezzo, lo consegna all’ultimo secondo utile, sale in macchina direzione Roma ed esce dal Teatro degli Eroi con il bottino grosso. Massimo Devitor ha letteralmente sbaragliato la concorrenza, vincendo la terza edizione del Premio Santercole e mettendo d’accordo il pubblico della finale e una giuria di qualità zeppa di lupi di mare della musica (da Melù Santercole alla compositrice Mediaset Sylvia Pagni, passando per Luca Ingletti e il manager Claudio Berardinelli).

Il tutto orchestrato da quel vecchio dritto di Alberto Zeppieri, autore, discografico con una Targa Tenco fresca in tasca e direttore artistico di un contest che cerca ancora la carne e il sangue della canzone d’autore italiana. Devitor è salito sul palco romano e ha spento la luce per tutti: prima ha spettinato la platea con l’inedito “Cuore di Marte”, poi ha ridisegnato a modo suo la cover di “You think and think”, scritta a quattro mani da Gino e Melù Santercole.

A caldo, con la targa in mano, Massimo si schernisce con la consueta classe e l’autoironia che è cifra stilistica di casa: “non avrei mai immaginato di venire a cantare a Roma, in un teatro così importante, e portarmi a casa un’esperienza ed una soddisfazione così grandi. Abbiamo assemblato il pezzo in pochi giorni, siamo felici e sbalorditi per quest’impresa”. Noi no, Massimo. Noi non siamo sbalorditi per niente. Sapevamo già tutto.

Il verdetto è secco e non prevede appelli: ora si aprono le porte del MEI 2026 e arriva la pubblicazione e promozione del brano su tutte le piattaforme digitali con l’etichetta Azzurra Music. Mentre gli altri continuano a sventolare bandiere e a cercare scorciatoie, Devitor si prende Roma, si prende il futuro e si siede al tavolo dei vincitori.

Arrenditi conformismo. Alza le mani, applaudi e – nel caso – impara cos’è la coerenza. La musica di qualità per questa volta ha vinto.

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