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Carniarmonie compie 35 anni, il festival della montagna friulana porta 43 concerti nei borghi
Dal 3 luglio al 5 settembre 43 concerti tra Carnia, Valcanale, Canal del Ferro, Val Resia e Nova Gorica, valorizzando musica, borghi e cultura di frontiera
Carniarmonie festeggia 35 anni e si conferma uno degli appuntamenti culturali più significativi dell’estate in Friuli-Venezia Giulia. Il festival della montagna friulana, in programma dal 3 luglio al 5 settembre, proporrà 43 concerti distribuiti tra Carnia, Valcanale, Canal del Ferro, Val Resia e, con un appuntamento speciale, anche a Nova Gorica.
Una rassegna che nel tempo ha costruito una propria identità precisa: portare la musica nei luoghi più belli, suggestivi e talvolta meno conosciuti dell’Alto Friuli, trasformando borghi, paesi, chiese, spazi storici e contesti naturali in scenari di incontro tra arte, comunità e territorio.
La 35esima edizione di Carniarmonie è stata presentata nella sede del palazzo della Regione a Udine, alla presenza del vicegovernatore con delega alla Cultura Mario Anzil, del presidente della Fondazione Luigi Bon, Luciano di Bernardo, del vicesindaco e assessore alla Cultura di Tolmezzo, Laura D’Orlando, e del direttore artistico Claudio Mansutti.
Anzil: «Un’esperienza nata da una visione autentica»
Nel corso della presentazione, il vicegovernatore Mario Anzil ha sottolineato il valore simbolico e culturale della manifestazione. «I 35 anni di Carniarmonie rappresentano un traguardo significativo», ha affermato, evidenziando come soltanto le esperienze nate da una visione autentica riescano ad attraversare il tempo senza perdere forza.
Secondo Anzil, Carniarmonie è molto più di un cartellone musicale: è un progetto capace di unire la suggestione della musica a quella dei luoghi, portando i concerti nei borghi e nei paesi e creando vere e proprie “armonie” con l’identità del territorio.
Ogni appuntamento diventa così un’occasione per riscoprire il patrimonio culturale, paesaggistico e umano della montagna friulana. Una formula che negli anni ha saputo parlare sia al pubblico locale sia ai turisti, coniugando qualità artistica, valorizzazione dei luoghi, turismo culturale e partecipazione delle comunità.
Una cultura di frontiera che guarda oltre i confini
Uno degli elementi centrali evidenziati dalla Regione è la capacità di Carniarmonie di interpretare il Friuli-Venezia Giulia come terra di confine. Anzil ha definito il festival un esempio coerente con la visione regionale di una cultura di frontiera: una cultura capace di guardare con amicizia alle identità che incontra oltre il confine, ma anche di conoscere, rispettare e valorizzare la propria.
In questo senso, la presenza di un appuntamento a Nova Gorica assume un significato particolare, inserendo la rassegna in una prospettiva che non si limita alla dimensione locale, ma guarda al dialogo tra territori, lingue, comunità e tradizioni.
Carniarmonie, nel suo percorso, è diventato un festival simbolo della montagna friulana, capace di raccontare l’Alto Friuli non come area marginale, ma come spazio vivo, creativo e culturalmente attrattivo.
43 concerti tra grandi artisti e giovani talenti
Il programma 2026 prevede un ventaglio variegato di proposte musicali, con 43 concerti distribuiti in un ampio arco temporale estivo. L’organizzazione è affidata alla Fondazione Luigi Bon, con la direzione artistica di Claudio Mansutti, realtà che negli anni ha contribuito a consolidare il profilo qualitativo della rassegna.
Uno degli aspetti messi in evidenza da Anzil riguarda la capacità del festival di creare un dialogo tra grandi artisti internazionali e giovani talenti locali. Un elemento che arricchisce la manifestazione non solo dal punto di vista artistico, ma anche sul piano della crescita culturale del territorio.
La musica diventa così strumento di incontro tra generazioni, esperienze e sensibilità diverse. Un modo per valorizzare le eccellenze già affermate e, allo stesso tempo, offrire spazio a nuove energie creative.
Il finale con “55 secondi”, omaggio alla memoria del terremoto
Tra gli appuntamenti più significativi della 35esima edizione spicca l’evento conclusivo: l’opera musical “55 secondi”, produzione sostenuta dalla Regione e realizzata in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli.
Anzil ha definito l’opera un tributo allo spirito dei padri e dei nonni, alla loro capacità di rialzarsi dopo una tragedia e di costruire il futuro. Il riferimento al sisma del 1976 inserisce Carniarmonie anche in una dimensione di memoria collettiva, dove la cultura diventa strumento per ricordare, elaborare e tramandare.
In questo quadro, il festival assume un valore che va oltre la programmazione artistica: diventa parte di un racconto più ampio sul Friuli, sulla resilienza delle sue comunità e sulla forza dei territori di montagna.
Regione al fianco del progetto: cultura come investimento
La Regione Friuli-Venezia Giulia conferma il proprio sostegno a Carniarmonie, indicato da Anzil come uno dei progetti più importanti tra quelli sostenuti con finanziamento triennale. Un appoggio motivato dalla capacità della rassegna di mantenere intatto lo spirito originario e, allo stesso tempo, di vivere pienamente il presente.
«La cultura deve essere così: capace di attraversare le epoche», ha affermato il vicegovernatore, sottolineando come le intuizioni culturali di valore siano in grado di unire, non dividere, e di restare vive nel tempo.
Anzil ha poi richiamato il più ampio impegno della Regione nel settore culturale, considerato strategico per creare luoghi in cui sia più bello vivere. Secondo quanto evidenziato, il Friuli-Venezia Giulia è diventato negli ultimi anni la prima regione italiana per investimenti in cultura pro capite.
Un dato che, nella visione regionale, non rappresenta solo una scelta identitaria, ma anche un investimento capace di generare ricadute positive in termini di sviluppo, attrattività e crescita dei territori.
Fondazione Luigi Bon e Tolmezzo, una rete culturale per l’Alto Friuli
Nel suo intervento, Anzil ha rivolto un plauso alla Fondazione Luigi Bon e al Comune di Tolmezzo, indicati come esempi di operatori e istituzioni capaci di trasformare le risorse pubbliche in opportunità concrete.
La forza di Carniarmonie risiede anche in questa rete: una collaborazione tra enti, amministrazioni, artisti e comunità che permette alla montagna friulana di presentarsi come un territorio culturalmente dinamico, aperto e capace di progettare.
A 35 anni dalla nascita, il festival non appare dunque come una semplice tradizione da conservare, ma come una manifestazione ancora capace di innovare, parlare al presente e guardare al futuro.
Una rassegna che valorizza la montagna friulana
Dal 3 luglio al 5 settembre, Carniarmonie tornerà quindi a portare musica nei territori dell’Alto Friuli, confermando una formula che negli anni ha conquistato pubblico, istituzioni e operatori culturali.
Con 43 concerti, una forte attenzione ai luoghi, il dialogo tra artisti internazionali e talenti locali, il richiamo alla memoria del terremoto e l’apertura verso il confine, la 35esima edizione si annuncia come un nuovo capitolo di un progetto culturale che ha saputo costruire identità, bellezza e partecipazione.
Carniarmonie resta così uno dei simboli più riconoscibili della cultura di frontiera del Friuli-Venezia Giulia: un festival che parte dalla montagna, ma parla a un territorio molto più ampio.
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