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Emergenze alluvionali, nuova struttura per la Protezione civile di Pordenone
Inaugurata a Pordenone la nuova area logistica coperta della Protezione civile: 135mila euro dalla Regione per rafforzare la risposta alle emergenze alluvionali
PORDENONE – Una nuova area logistica coperta per rendere più rapida ed efficace la risposta in caso di emergenze alluvionali, precipitazioni intense ed esondazioni. È stato inaugurato a Pordenone l’ampliamento della sede del Gruppo comunale di Protezione civile, un intervento finanziato dalla Regione Friuli-Venezia Giulia con un contributo di 135mila euro nell’ambito del piano tecnico 2022 per il potenziamento e lo sviluppo del volontariato.
La struttura rappresenta un tassello importante nel rafforzamento del sistema locale di protezione civile, soprattutto in un contesto in cui gli eventi meteorologici estremi richiedono risposte sempre più veloci, coordinate e tecnologicamente adeguate.
Una sede più attrezzata contro il rischio alluvioni
Il nuovo spazio coperto consentirà la movimentazione dei mezzi operativi e l’alloggiamento di attrezzature fondamentali per la gestione delle emergenze idrauliche. Tra queste spiccano un’insacchettatrice e un nastro trasportatore, strumenti del valore complessivo di circa 26mila euro, destinati a velocizzare la preparazione dei sacchi di sabbia nei momenti più critici.
L’obiettivo è chiaro: garantire tempi di intervento più rapidi quando il maltempo mette sotto pressione il territorio e quando la protezione di abitazioni, strade, infrastrutture e aree sensibili dipende anche dalla capacità di predisporre barriere e presidi in tempi brevi.
Le attrezzature saranno messe a disposizione non solo del Comune di Pordenone, ma anche dei Comuni contermini, attraverso una specifica convenzione tra l’amministrazione comunale e la Protezione civile regionale.
Riccardi: “Quando riguarda la sicurezza, nessun intervento è piccolo”
All’inaugurazione è intervenuto l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi, che ha sottolineato il valore concreto dell’opera.
“La nuova area logistica coperta della sede del Gruppo comunale di Protezione civile di Pordenone rafforza la capacità operativa del Sistema nelle emergenze alluvionali”, ha affermato Riccardi. L’assessore ha evidenziato come l’insacchettatrice e il nastro trasportatore permetteranno di preparare con maggiore rapidità gli strumenti necessari nei momenti in cui precipitazioni intense e rischio di esondazioni richiedono risposte tempestive a tutela della popolazione.
Riccardi ha poi respinto l’idea che l’intervento possa essere considerato marginale: “Qualcuno ha definito questo intervento una piccola cosa. Io penso che ogni piccola cosa, quando riguarda la sicurezza delle persone, abbia un valore importante”.
L’intervento dell’assessore regionale Riccardo Riccardi durante l’inaugurazione dell’ampliamento della sede del gruppo comunale di Protezione civile di Pordenone.
Un investimento regionale da 135mila euro
Il contributo regionale è stato concesso al Comune di Pordenone con decreto dell’11 luglio 2023. I lavori sono stati avviati nel novembre 2025 e si sono conclusi nell’aprile 2026, consentendo ora al Gruppo comunale di disporre di una struttura più funzionale e adeguata alle esigenze operative.
L’intervento rientra in una strategia più ampia di rafforzamento del volontariato di Protezione civile, considerato dalla Regione un elemento essenziale per la sicurezza del territorio e per la capacità di reazione davanti a scenari di rischio sempre più complessi.
Secondo Riccardi, le azioni realizzate negli anni consentono oggi al Friuli-Venezia Giulia di contare su un sistema “efficiente, moderno, attrezzato e sostenuto dalle competenze dei volontari, che sono competenze vere e professionali”.
Il ruolo decisivo dei volontari
Al centro del sistema resta il lavoro quotidiano dei volontari. Riccardi ha rivolto loro un ringraziamento esplicito, riconoscendo il contributo che consente alla Protezione civile del Friuli-Venezia Giulia di essere considerata “uno dei migliori sistemi del Paese”.
La nuova area di Pordenone non è quindi soltanto un potenziamento infrastrutturale, ma anche uno strumento a servizio di chi, nei momenti di emergenza, è chiamato a intervenire direttamente sul territorio. La rapidità nella preparazione dei materiali, la disponibilità di spazi coperti e la condivisione delle attrezzature con altri Comuni potranno fare la differenza nelle fasi più delicate di gestione del rischio.
Settembre, esercitazioni e memoria del terremoto del Friuli
Nel suo intervento, Riccardi ha richiamato anche le prossime tappe del percorso regionale della Protezione civile, in un anno particolarmente significativo: quello del cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli del 1976.
Il mese di settembre sarà dedicato a esercitazioni e iniziative sul campo, con diversi scenari di rischio. Tra gli appuntamenti annunciati, anche un’esercitazione che coinvolgerà l’intero sistema a Palmanova, dove sarà intitolata la Sala Ottagonale al compianto onorevole Giuseppe Zamberletti, figura centrale nella storia della Protezione civile italiana.
“Abbiamo davanti due sfide rilevanti”, ha spiegato Riccardi: da un lato proseguire nel racconto di una straordinaria esperienza nata anche dalla tragedia del sisma del 1976, dall’altro continuare il lavoro sulle norme per migliorare le condizioni di sicurezza dei volontari.
Cambiamento climatico e nuove emergenze
Il potenziamento della sede di Pordenone assume un significato ancora più forte alla luce dei cambiamenti climatici. Eventi estremi, piogge intense e criticità idrauliche impongono una capacità di risposta sempre più organizzata e diffusa sul territorio.
Riccardi ha concluso ricordando che le prossime esercitazioni interesseranno diversi scenari di rischio, “in un tempo in cui il cambiamento climatico moltiplica le situazioni da affrontare e ci chiede risposte sempre più efficaci ed efficienti nei confronti della popolazione”.
La nuova area logistica della Protezione civile di Pordenone si inserisce dunque in questa prospettiva: prevenzione, preparazione e velocità d’intervento come pilastri di un sistema chiamato a proteggere comunità sempre più esposte a fenomeni meteorologici intensi.
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