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Welfare sanitario, la Regione investe 50 milioni l’anno su medici, infermieri e operatori

La Regione Friuli-Venezia Giulia investe circa 50 milioni di euro all’anno per nuove misure di welfare, incentivi e valorizzazione del personale del Servizio sanitario regionale

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Personale sanitario
Personale sanitario (© Depositphotos)

La Regione Friuli-Venezia Giulia investe circa 50 milioni di euro all’anno per rafforzare le politiche di welfare, incentivazione e valorizzazione del personale del Servizio sanitario regionale. Le nuove misure, presentate questa mattina nella sede della Regione a Udine, avranno una copertura triennale e riguarderanno non solo il personale infermieristico, ma anche operatori socio-sanitari, amministrativi, tecnici e professionisti delle diverse aree del sistema sanitario.

L’obiettivo dichiarato è chiaro: rendere il sistema pubblico più attrattivo, trattenere le competenze, premiare responsabilità e merito, sostenere chi opera nei settori più complessi e, allo stesso tempo, costruire condizioni di lavoro più favorevoli per il personale.

A illustrare il nuovo pacchetto di interventi è stato l’assessore regionale alla Salute, politiche sociali e disabilità, Riccardo Riccardi, che ha definito le politiche sul capitale umano una priorità strategica per la sanità regionale.

Accordi per comparto e dirigenza: risorse su base triennale

Il piano riguarda sia il comparto sia la dirigenza e si inserisce nel percorso avviato nel 2025, poi rafforzato nel 2026 con ulteriori risorse regionali.

“Con questi accordi, che coinvolgono comparto e dirigenza per un valore complessivo di circa 50 milioni di euro all’anno e una copertura triennale, investiamo non solo sul personale infermieristico ma anche su operatori socio-sanitari, amministrativi, tecnici e professionisti delle diverse aree del sistema”, ha spiegato Riccardi.

Secondo l’assessore, si stanno concretizzando “puntualmente” gli interventi legati alle politiche di incentivazione, welfare e attrazione del capitale umano avviate lo scorso anno. Un percorso che punta a incidere su uno dei nodi centrali della sanità pubblica: la capacità di valorizzare chi lavora ogni giorno negli ospedali, nei servizi territoriali, nelle strutture amministrative e nei presidi sanitari del Friuli-Venezia Giulia.

Aziende sanitarie, accordi già chiusi in AsuFc e AsuGi

Il quadro degli accordi è già in fase avanzata. Le Aziende sanitarie universitarie Friuli Centrale e Giuliano Isontina hanno già perfezionato le intese con le organizzazioni sindacali. Il percorso sarà invece completato nelle prossime settimane dall’Azienda sanitaria Friuli Occidentale, dal Cro di Aviano e dall’Irccs Burlo Garofolo.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche il direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina, Antonio Poggiana, il direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, Denis Caporale, e il direttore generale dell’Azienda sanitaria Friuli Occidentale e del Centro di riferimento oncologico di Aviano, Giuseppe Tonutti, che hanno illustrato nel dettaglio la distribuzione delle risorse stanziate.

La Regione ha scelto di costruire un quadro unitario di interventi, lasciando però alle singole aziende sanitarie margini di autonomia per adattare le misure alle specifiche esigenze organizzative e territoriali.

Più autonomia alle aziende per rispondere ai fabbisogni locali

Uno degli elementi centrali del piano è proprio la possibilità, per ciascuna realtà aziendale, di declinare le risorse in base ai propri fabbisogni.

“Le realtà aziendali sono diverse tra loro per dimensioni, caratteristiche e fabbisogni; per questo abbiamo previsto margini di autonomia nell’utilizzo delle risorse destinate alla valorizzazione del personale”, ha puntualizzato Riccardi.

L'assessore Riccardi durante il suo intervento

L’assessore Riccardi durante il suo intervento

La scelta punta a evitare un modello rigido e uguale per tutti, consentendo invece alle direzioni sanitarie di intervenire dove le criticità sono più evidenti: reparti sotto pressione, aree con maggiore difficoltà di reclutamento, servizi territoriali, funzioni tecniche e amministrative essenziali per il funzionamento complessivo del sistema.

Welfare, incentivi e sostegno alle famiglie

Le nuove misure non si limitano agli incentivi economici. La strategia regionale prevede infatti un mix di strumenti che comprende premialità, welfare aziendale, sostegno alle famiglie e valorizzazione delle competenze.

Riccardi ha spiegato che la Regione ha incrementato in modo significativo le risorse destinate al personale sanitario con l’obiettivo di premiare “responsabilità, competenze, merito e disponibilità a operare nelle aree più critiche”.

L’approccio, nelle intenzioni della Giunta regionale, mira a ricostruire un rapporto più forte tra pubblica amministrazione e capitale umano. Un tema particolarmente rilevante in una fase in cui il sistema sanitario pubblico, in tutta Italia, deve misurarsi con difficoltà di reclutamento, pensionamenti, carichi di lavoro elevati e concorrenza del settore privato.

Primi segnali sull’attrattività del sistema sanitario regionale

Secondo l’assessore, le misure avviate dal 2025 stanno già producendo i primi effetti concreti sul fronte dell’attrattività del Servizio sanitario regionale. In particolare, Riccardi ha evidenziato un dato: da febbraio 2025 a oggi sono 70 le persone che hanno richiesto la ricostituzione del rapporto di lavoro.

Un segnale che, secondo la Regione, indica un’inversione di tendenza rispetto alla fuoriuscita di professionisti verso il settore privato e conferma la validità della direzione intrapresa.

Il dato non esaurisce naturalmente la complessità del tema, ma rappresenta un indicatore considerato positivo dall’amministrazione regionale, soprattutto in relazione agli interventi di incentivazione e welfare introdotti negli ultimi mesi.

Valorizzare lavoro, competenze e responsabilità

“L’obiettivo è aumentare le risorse a disposizione per valorizzare il lavoro, le competenze, il merito e le responsabilità”, ha ribadito Riccardi.

La partita, dunque, non riguarda soltanto gli aspetti economici, ma anche il riconoscimento del ruolo svolto da tutte le professionalità del sistema sanitario. Dagli infermieri agli Oss, dai medici ai tecnici, dagli amministrativi ai professionisti delle diverse aree, il nuovo piano mira a rafforzare la tenuta complessiva del Servizio sanitario regionale.

In chiusura, l’assessore ha ringraziato il personale sanitario, le direzioni aziendali e le organizzazioni sindacali per il contributo fornito, sottolineando come il miglioramento degli indicatori del sistema sia il risultato dell’impegno quotidiano degli operatori.

Per la sanità del Friuli-Venezia Giulia si apre quindi una nuova fase di investimento sul personale, considerato dalla Regione il vero motore della qualità dei servizi e della capacità del sistema pubblico di rispondere ai bisogni dei cittadini.

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