Cronaca & Attualità
Rischio sismico: oltre 7,2 milioni per edifici e ponti, ricognizione tra i Comuni
La Regione avvia una ricognizione tra i Comuni per il Piano degli interventi contro il rischio sismico: disponibili oltre 7,2 milioni per edifici pubblici, ponti e infrastrutture strategiche
La Regione avvia una ricognizione tra i Comuni per costruire il nuovo Piano degli interventi strutturali di prevenzione del rischio sismico. L’obiettivo è individuare edifici pubblici, infrastrutture strategiche e opere essenziali per la protezione civile da candidare ai finanziamenti nazionali destinati alla messa in sicurezza del territorio.
La misura mette a disposizione complessivamente 7.224.349,98 euro, provenienti dal Fondo nazionale per la prevenzione del rischio sismico, e riguarda sia gli studi di microzonazione sismica sia gli interventi strutturali su immobili e infrastrutture pubbliche.
Un Piano per rafforzare la sicurezza dei territori
L’iniziativa arriva a seguito dell’approvazione, da parte della Giunta regionale, della manifestazione di interesse per la formazione del Piano degli interventi strutturali di prevenzione del rischio sismico. Il provvedimento attua il decreto del Capo del Dipartimento della Protezione civile 1149/2026 e apre una fase di confronto operativo con gli enti locali.
A spiegare il senso dell’intervento è l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante, che sottolinea come il Governo abbia chiesto di attivare una manifestazione di interesse per accedere ai fondi disponibili. «Avviamo dunque questa ricognizione tra i Comuni — ha evidenziato — e valuteremo poi ulteriori sostegni per questi interventi fondamentali».
Un passaggio che assume un valore simbolico particolare nel 2026, anno in cui ricorre il cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976, una ferita ancora profondamente legata alla memoria collettiva del Friuli-Venezia Giulia.
Chi può presentare domanda
La manifestazione di interesse è rivolta ai Comuni proprietari di edifici o infrastrutture strategiche situati nei territori inseriti nell’elenco regionale delle aree a rischio sismico.
Ogni ente locale potrà candidare un solo edificio e una sola opera infrastrutturale, come ad esempio un ponte, purché la loro funzionalità sia considerata essenziale per le finalità di protezione civile.
Si tratta quindi di una misura pensata non per interventi generici, ma per strutture che possono avere un ruolo decisivo nella gestione delle emergenze, nella continuità dei servizi pubblici e nella sicurezza delle comunità.
Gli interventi finanziabili
Le risorse potranno essere utilizzate per tre principali tipologie di intervento. La prima riguarda il rafforzamento locale, con lavori mirati al consolidamento di pilastri, travi, pareti e alla messa in sicurezza di elementi non strutturali.
La seconda tipologia è il miglioramento sismico, che prevede un incremento della sicurezza strutturale di almeno il 20% e il raggiungimento di specifici indici di sicurezza.
In casi particolari sarà possibile finanziare anche interventi di demolizione e ricostruzione, con eventuale delocalizzazione qualora le condizioni dell’immobile o dell’area lo rendano necessario.
Contributi e criteri di selezione
Il contributo massimo concedibile sarà calcolato in base alla tipologia di intervento e al livello di rischio. Per gli edifici i massimali variano tra 165 e 330 euro al metro cubo, mentre per i ponti si va da 495 a 990 euro al metro quadro.
La selezione delle domande seguirà criteri di priorità legati alla vulnerabilità strutturale, alla pericolosità sismica del territorio e alla presenza di una progettazione già in fase avanzata. Un elemento, quest’ultimo, che potrà favorire gli interventi più maturi e rapidamente cantierabili.
L’obiettivo è arrivare a una proposta di Piano fondata su esigenze concrete, in grado di intercettare le risorse nazionali e trasformarle in opere utili per la sicurezza dei cittadini.
Scadenza fissata al 15 settembre
I Comuni interessati dovranno inviare la propria manifestazione di interesse tramite posta elettronica certificata entro le ore 12 del 15 settembre 2026.
Il Servizio edilizia tecnica della Direzione centrale infrastrutture e territorio resterà a disposizione degli enti locali per fornire assistenza e informazioni nella fase di presentazione delle domande.
Sulla base delle istanze ricevute, la Regione predisporrà una proposta di Piano degli interventi strutturali da trasmettere al Dipartimento della Protezione civile entro il 25 novembre 2026, passaggio necessario per accedere alle risorse del Fondo nazionale.
Prevenzione e memoria del terremoto del 1976
La ricognizione si inserisce in un percorso più ampio di prevenzione, in un territorio che conosce bene il valore della sicurezza sismica. A cinquant’anni dal terremoto del 1976, il tema non riguarda solo il ricordo, ma anche la capacità di programmare interventi concreti per ridurre la vulnerabilità di edifici e infrastrutture.
Il nuovo Piano punta proprio a questo: trasformare la memoria di una tragedia in azioni di prevenzione, rafforzando le strutture pubbliche più importanti e sostenendo i Comuni nella messa in sicurezza del patrimonio strategico.
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