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Cividale del FriuliEventi & Cultura

Mittelfest 2026. La danza di Perseo tra le pietre di Cividale

La paura non è un muro, è la bussola. In una Cividale trasfigurata, il festival scava nell’abisso di Medusa per estrarne coralli. Nove giorni di rito, luce e musica contro l’immobilismo di pietra. Per non farsi tramutare in statue, bisogna imparare a guardare il mondo con occhi rubati

Massi Boscarol

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Mittelfest 2026: Paura

CIVIDALE DEL FRIULI – Paura, paura, paura. TG paura, clima paura, l’altro paura. Ovunque, di scena, la paura. Anche a Mittelfest. Ma non la paura che paralizza, non la paura che ti inchioda al suolo trasformandoti in un reperto archeologico, ma la paura che ti indica la rotta, la geografia del mito che ti spinge verso il confine estremo. Mittelfest 2026 abita il trauma per guarirlo, trasforma Piazza Duomo in un’officina di sguardi bendati, dove – tanto per prefigurare un evento – il violino di Vasko Vassilev (primo violino della Royal Opera House) sarà il bisturi volto a sezionare il barocco di Vitali e Vivaldi per condurci, tra i spasmi del tango e il folklore balcanico, dalla tenebra alla luce. From Fear to Light, dicono. Diciamo.

Piazza Duomo, dal 16 al 26 luglio. Cividale non è più solo la splendida perla del Friuli, è la grotta delle Gorgoni, il cimitero di statue dove Perseo si prepara al balzo. Perché la vista, signori miei, è una bugiarda patentata: registra solo ciò che la mente si aspetta di vedere, non ciò che ci sta di fronte. E allora, bisogna scardinare il visivo. Bisogna farsi guidare dai giunchi marini e dal sangue di Medusa, capace di tramutare in corallo ciò che in terra giace inerte.

Alcuni spunti. Sabato 18 luglio. Mozzafiato! La compagnia ungherese di Sophie Zoletnik e Lennart Paar monta una cupola geodetica per ricordarci che tra il ritmo del respiro e la fiducia esiste un confine sottile, un esercizio di equilibrio circense che la paura la sbeffeggia e la trasforma in slancio.

Folk, gipsy, notti mitteleuropee. Domenica 19 luglio i Dagadana arrivano con Lumen, in prima nazionale: musica polacca e ucraina, ritmi rituali che scavalcano le epoche. Mercoledì 22 luglio è il turno dei Romano Drom con Prikezhia: gipsy-valacchi, energia contagiosa, un mix malinconico e travolgente di corde e percussioni che sventra la malinconia mitteleuropea.

Venerdì 24 luglio la FVG Orchestra occupa la piazza con Il demoniaco. Liszt, Tartini, Strauss. Un viaggio nelle viscere della musica, tra il virtuosismo di Gabriele Strata e Christian Sebastianutto, a sondare il lato oscuro che ogni nota porta in dote.

E poi, il Gran Finale. Domenica 26 luglio. Alex Bellini – l’esploratore degli abissi e degli oceani – insieme a Luca Lagash dei Marlene Kuntz. Partono dal Piccolo Principe per perdersi nel labirinto dell’intelligenza artificiale. Esploratori o geografi? Dinamiche tipografiche, musica che si fa colore, un viaggio sotto le stelle per chiederci se siamo ancora capaci di vedere oltre il sasso.

E ancora: l’Orcolat che non dorme mai. Al Teatro Verdi di Gorizia, sabato 25 luglio, Era di maggio. Testo di Flavio Santi, la voce di Alessio Boni, l’Orchestra La Corelli. La memoria del terremoto del 1976 che torna a graffiare il presente.

Perché in fondo, la nostra storia è quella di Perseo: cavalcare il proprio Pegaso, ricolmi di coralli, dopo aver osato guardare l’orrore senza lasciarsi pietrificare. Forse otterremo pietre, forse coralli. Ma non cedere de visu allo sguardo della Medusa. Accettare le avventure della paura. Seguirla fino in fondo. Il resto è solo attesa. E chi sa, magari una benevola sorpresa.

Programma completo: Mittelfest

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