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Casa Cavazzini da record: oltre 81mila ingressi per Van Gogh, Monet e Picasso
Record a Udine per “Impressionismo e Modernità”: 81.095 visitatori a Casa Cavazzini, il 35% dall’estero. Dal 16 dicembre il museo riparte con una nuova grande mostra dedicata a Warhol, Basquiat e Haring
Oltre 81mila visitatori in sette mesi, arrivi da Austria, Germania, Slovenia e Croazia e il primato assoluto per una mostra organizzata a Udine. Si chiude con numeri da record “Impressionismo e Modernità. Capolavori dal Kunst Museum di Winterthur”, l’esposizione che dal 30 gennaio al 30 agosto ha trasformato Casa Cavazzini in uno dei principali poli culturali del Friuli-Venezia Giulia.
Gli ingressi complessivi sono stati 81.095, una cifra mai raggiunta prima da un’esposizione nel territorio comunale udinese. Un risultato che certifica non soltanto il successo dell’iniziativa, ma anche la capacità della città di attirare un pubblico proveniente ben oltre i confini regionali e nazionali.
Da Van Gogh a Monet e Picasso: 84 capolavori nel cuore di Udine
A decretare il successo della mostra è stata innanzitutto la qualità delle opere esposte. Il percorso ha riunito a Casa Cavazzini 84 lavori provenienti dal Kunst Museum di Winterthur, attraversando alcuni dei momenti decisivi dell’arte europea tra Ottocento e Novecento.
Tra i grandi nomi presenti figuravano Vincent Van Gogh, Claude Monet, Camille Pissarro, Alfred Sisley, Pablo Picasso, Piet Mondrian, Vasilij Kandinsky, René Magritte, Max Ernst, Paul Klee e Giorgio de Chirico.
L’esposizione, prodotta dalla Regione Friuli-Venezia Giulia insieme a PromoTurismoFVG, Comune di Udine e MondoMostre e curata da David Schmidhauser e Vania Gransinigh, ha ottenuto valutazioni positive anche per la struttura del percorso, pensato per rendere accessibili e comprensibili al grande pubblico movimenti e trasformazioni artistiche molto differenti tra loro.
Più di 81mila ingressi, è la mostra più visitata di sempre a Udine
Il dato finale rappresenta un vero spartiacque per l’offerta culturale cittadina. Con 81.095 ingressi, “Impressionismo e Modernità” diventa infatti la mostra più visitata di sempre a Udine.
L’affluenza si è mantenuta costante durante tutto il periodo di apertura. Febbraio è stato il mese con il maggior numero di visitatori, mentre giugno ha fatto registrare una fisiologica flessione. La curva delle presenze è poi tornata a salire con decisione durante l’estate.
Particolarmente significativo il risultato di agosto, quando sono stati registrati circa 400 ingressi al giorno. Nello stesso periodo la presenza degli stranieri è cresciuta del 15%, dimostrando come l’esposizione sia riuscita a mantenere un’elevata capacità attrattiva anche nei mesi tradizionalmente meno favorevoli per le mostre al chiuso.
Il 35% dei visitatori arriva dall’estero
A sorprendere è soprattutto il peso del pubblico internazionale. Complessivamente, il 35% dei visitatori è arrivato dall’estero, con una presenza particolarmente importante di cittadini provenienti da Slovenia, Austria, Croazia e Germania.
Un’indagine effettuata su un campione di 13.823 persone restituisce inoltre un quadro fortemente sovraregionale. La prima città italiana di provenienza è risultata Milano, davanti a Trieste, mentre tra le prime quindici località compaiono anche Lubiana e Vienna.
Numeri che rafforzano la posizione geografica di Udine come punto d’incontro tra Italia, Europa centrale e area balcanica e che mostrano le potenzialità dei grandi appuntamenti culturali anche come strumento di promozione turistica del territorio.
L’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini ha sottolineato come il risultato confermi la capacità del Friuli-Venezia Giulia di inserirsi nello scenario dei grandi eventi espositivi nazionali ed europei.
Donne al 61%, il pubblico più numeroso tra 35 e 54 anni
Interessante anche il profilo dei visitatori. Secondo i dati raccolti, il pubblico della mostra è stato in prevalenza femminile, con il 61% delle presenze, contro il 39% di uomini.
La fascia di età maggiormente rappresentata è stata quella compresa tra 45 e 54 anni, con il 23%, seguita dai visitatori tra 35 e 44 anni, pari al 20%, e da quelli tra 25 e 34 anni, al 19%.
Seguono la fascia 55-64 anni con il 18%, gli over 65 con il 12% e i giovani tra 18 e 24 anni con l’8%. Dati che evidenziano una partecipazione distribuita tra più generazioni e non circoscritta al solo pubblico tradizionalmente appassionato d’arte.
Visite guidate e laboratori fanno il tutto esaurito
Il successo ha interessato anche le iniziative organizzate intorno all’esposizione. Visite guidate, attività didattiche e laboratori hanno raggiunto in numerosi casi il completo esaurimento dei posti disponibili.
Durante i sette mesi sono state organizzate 142 visite guidate e 20 laboratori, oltre all’accoglienza di 164 gruppi di adulti e 137 gruppi scolastici.
Particolarmente consistente la partecipazione delle scuole: 35 gruppi provenivano dalla primaria, 35 dalla secondaria di primo grado e 67 dalla secondaria di secondo grado. A questi si sono aggiunti 62 laboratori specificamente dedicati agli studenti, dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori.
Accessibilità e inclusione tra i punti di forza
Tra gli elementi maggiormente apprezzati dal pubblico figura anche l’attenzione dedicata all’accessibilità della mostra.
Il percorso prevedeva audioguide in lingua dei segni e in linguaggio semplificato, materiali specifici per i bambini e cartelle tattili con riproduzioni in rilievo di alcune opere, pensate per consentire alle persone non vedenti una fruizione più completa dei lavori esposti.
Una scelta che ha permesso di ampliare il pubblico potenziale dell’iniziativa e di accompagnare la dimensione artistica con un’attenzione particolare all’inclusione.
Dopo gli impressionisti arrivano Warhol, Basquiat e Haring
Archiviato il record dell’Impressionismo, Casa Cavazzini guarda già alla prossima grande esposizione internazionale.
Dal 16 dicembre 2026 al 2 maggio 2027 il museo udinese ospiterà infatti una mostra dedicata all’ecosistema creativo della downtown newyorkese tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta.
Un nuovo viaggio nella storia dell’arte contemporanea che porterà a Udine figure simbolo della cultura americana di quel periodo, da Andy Warhol a Jean-Michel Basquiat e Keith Haring, insieme a numerosi altri protagonisti.
Dopo gli oltre 81mila ingressi registrati con i capolavori provenienti da Winterthur, l’obiettivo sarà ora consolidare Udine come una delle destinazioni culturali di riferimento del Nordest e dell’area mitteleuropea, facendo dei grandi eventi artistici uno strumento capace di generare presenze, turismo e attenzione internazionale.
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