Udine
Udine, dipendenti comunali in stato di agitazione: cosa contesta la Cisal e cosa chiede al Comune
Stato di agitazione al Comune di Udine: Cisal contesta sicurezza, premi di produttività e gestione della polizia locale.
Stato di agitazione per i dipendenti del Comune di Udine. A proclamarlo è la Cisal Enti Locali Fvg, che contesta all’amministrazione comunale il mancato rispetto di alcuni impegni e segnala criticità legate alla sicurezza dei lavoratori, all’organizzazione del personale e alla contrattazione decentrata. Il sindacato chiede ora una convocazione urgente in Prefettura e non esclude, in assenza di risposte, ulteriori iniziative.
Polizia locale, il tavolo tecnico mai ripartito
Uno dei principali punti sollevati riguarda la polizia locale. Dopo lo sciopero proclamato per il 14 ottobre 2025, successivamente ritirato a seguito della convocazione del prefetto e delle rassicurazioni dell’amministrazione, era stato annunciato un tavolo tecnico dedicato alle condizioni operative degli agenti.
Secondo la Cisal, tuttavia, il percorso non sarebbe proseguito dopo la conclusione dell’incarico dell’allora comandante pro tempore Paolo Carestiato.
Tra le questioni ancora irrisolte il sindacato indica le dotazioni di sicurezza: 35 caschi antisommossa acquistati da mesi, secondo l’organizzazione, non sarebbero ancora stati distribuiti. Vengono inoltre segnalate carenze relative a scudi, guanti antitaglio, giubbotti antitaglio e antipunzecchiatura, giubbotti antiproiettile, divise e altri dispositivi di protezione.
Contestati anche il mancato pagamento di alcuni arretrati relativi ai servizi di ordine pubblico e la gestione della cumulabilità delle indennità riconosciute agli agenti.
Premi di produttività, contestato il nuovo sistema
Altro fronte riguarda la contrattazione decentrata e il sistema introdotto dal Contratto collettivo decentrato integrativo 2026-2028 per il calcolo del premio di produttività.
Il premio rimane al 100% per chi riceve incentivi fino a 3 mila euro, scende al 70% tra 3.001 e 4.500 euro, al 50% tra 4.501 e 6.500 euro e viene azzerato oltre i 6.500 euro.
Secondo il sindacato, il meccanismo comporterebbe una riduzione automatica senza tenere conto dei risultati effettivamente raggiunti dal dipendente. La Cisal chiede quindi la revisione della clausola e denuncia, più in generale, una deteriorata situazione nelle relazioni sindacali, lamentando decisioni unilaterali e mancate risposte documentate.
Sicurezza degli edifici comunali
La Cisal richiama anche il tema della sicurezza nelle sedi comunali, ricordando il distacco di una parte del controsoffitto avvenuto nella notte tra il 15 e il 16 gennaio 2026 nell’edificio di via Santo Stefano 5, utilizzato anche da personale della biblioteca, servizi sociali e polizia locale.
Per il sindacato quell’episodio avrebbe dovuto portare a una verifica complessiva degli immobili comunali.
Preoccupazioni vengono espresse soprattutto per le sedi dei servizi sociali, dove sarebbero presenti problemi legati agli spazi destinati ai colloqui, alle vie di fuga, alla gestione di utenti conflittuali e alla sicurezza degli interventi domiciliari. Chieste inoltre verifiche sui rischi presenti negli ambienti di lavoro, compreso il radon segnalato nei locali del comando della polizia locale.
Le richieste della Cisal
Il sindacato chiede una convocazione urgente in Prefettura per avviare le procedure di raffreddamento e conciliazione, la riapertura del tavolo sulla polizia locale, un piano sulle dotazioni di sicurezza, il pagamento degli arretrati e un programma complessivo di controllo degli edifici comunali.
La Cisal domanda inoltre sedi alternative sicure per il personale impiegato in strutture considerate non adeguate e un maggiore coinvolgimento dei lavoratori dei servizi sociali. In caso di mancata convocazione o di esito negativo del confronto, il sindacato si riserva ulteriori iniziative, comprese forme di astensione collettiva dal lavoro, nel rispetto delle norme sui servizi pubblici essenziali.
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