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Aree militari in FVG, cambiano le regole: meno vincoli nei weekend e tutele per turismo e sentieri

Nuovi disciplinari per le aree militari del Friuli-Venezia Giulia: esercitazioni concentrate durante la settimana, tutele per turismo e sci e possibilità di ridurre le zone temporaneamente interdette

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Militari italiani in divisa
Militari italiani in divisa (© Depositphotos)

Cambiano le regole per l’utilizzo delle aree addestrative militari del Friuli-Venezia Giulia. Il Comitato misto paritetico ha approvato a Trieste i nuovi disciplinari d’uso, destinati a sostituire quelli adottati nel 2021 e ormai vicini alla naturale scadenza.

Le nuove disposizioni puntano soprattutto a trovare un maggiore equilibrio tra attività addestrative delle Forze Armate, tutela ambientale e possibilità di fruire del territorio, con novità che interessano direttamente anche escursionisti, ciclisti, attività turistiche e località montane.

Addestramenti concentrati nella parte centrale della settimana

Uno dei cambiamenti più significativi riguarda la programmazione delle esercitazioni. Le giornate addestrative saranno maggiormente concentrate nella parte centrale della settimana, con l’obiettivo di limitare l’impiego dei poligoni nei momenti nei quali il territorio viene maggiormente frequentato.

L’attenzione sarà rivolta in particolare alle esercitazioni con calibri che determinano interdizioni territoriali più estese.

La misura punta così a ridurre, dove possibile, la sovrapposizione tra attività militari e utilizzo ricreativo delle aree, soprattutto nei giorni maggiormente interessati da escursioni, attività sportive e presenze turistiche.

Secondo l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, i nuovi disciplinari rappresentano il risultato della collaborazione tra Regione, Comitato misto paritetico, Comando Militare Esercito del Friuli-Venezia Giulia e amministrazioni locali.

L’obiettivo, ha spiegato, è conciliare le esigenze operative delle Forze Armate con la tutela del territorio e la qualità della vita delle comunità locali, senza modificare gli standard di sicurezza richiesti durante le esercitazioni.

A Sauris e Forni di Sopra stop prima della stagione sciistica

Una disciplina specifica riguarda le aree militari che interessano territori con demanio sciabile, come quelli di Sauris e Forni di Sopra.

In queste zone le attività addestrative non potranno protrarsi oltre il 30 novembre, così da evitare interferenze con l’avvio della stagione invernale e con le attività legate allo sci.

Un limite è previsto anche nella stagione primaverile: le esercitazioni dovranno concludersi entro la fine di maggio, con l’obiettivo di favorire la ripresa delle attività legate al cosiddetto turismo lento, dalle escursioni a piedi ai percorsi cicloturistici.

La modifica assume particolare rilievo per territori montani nei quali la possibilità di utilizzare sentieri, piste e infrastrutture outdoor rappresenta anche una componente dell’economia locale.

Aree interdette più contenute quando le condizioni lo permettono

Un’altra novità riguarda la gestione delle aree di sgombero, cioè le porzioni di territorio che devono essere temporaneamente interdette durante determinate attività militari.

I nuovi disciplinari introducono un sistema definito più flessibile e proporzionato, basato sulle differenti configurazioni operative e sulle relative aree di pericolo delle armi, indicate tecnicamente come Weapon Danger Area.

In sostanza, l’estensione delle zone interdette potrà essere calibrata maggiormente sulla reale tipologia di esercitazione effettuata.

In diversi casi questo dovrebbe consentire di ridurre la superficie temporaneamente non accessibile, senza compromettere la sicurezza né la capacità addestrativa delle Forze Armate.

Per cittadini ed escursionisti potrebbe tradursi in una maggiore disponibilità del territorio anche durante alcune giornate di esercitazione, rispetto a un sistema caratterizzato da interdizioni più ampie.

Più attenzione a sentieri e piste ciclabili

Tra gli aspetti affrontati dai nuovi disciplinari c’è anche la cartografia delle aree interessate.

Le mappe verranno infatti messe maggiormente in relazione con sentieri e tracciati ciclabili, in modo da migliorare lo scambio di informazioni tra Esercito, amministrazioni comunali e territori coinvolti.

Si tratta di un elemento rilevante soprattutto nelle aree montane e pedemontane, dove poligoni e spazi addestrativi possono trovarsi in prossimità di percorsi utilizzati da escursionisti, ciclisti e frequentatori della montagna.

Una conoscenza più precisa delle interferenze dovrebbe permettere di organizzare meglio sia le attività militari sia le modalità di utilizzo delle aree circostanti.

Tutela ambientale e riduzione dell’impatto acustico

I nuovi disciplinari intervengono anche sul fronte ambientale.

Sono previste misure rafforzate nelle aree protette, insieme a una razionalizzazione delle attività maggiormente impattanti dal punto di vista del rumore.

Tra le indicazioni figura inoltre il ricorso a munizionamenti a ridotto impatto ambientale, nell’ambito di un’impostazione che punta a rendere le attività addestrative maggiormente compatibili con le caratteristiche dei territori interessati.

Resta invariato il principio della sicurezza: le modifiche, secondo quanto indicato dalla Regione, non dovranno infatti compromettere gli standard necessari allo svolgimento delle attività delle Forze Armate.

Un nuovo equilibrio tra esigenze militari e utilizzo del territorio

La revisione dei disciplinari tenta quindi di affrontare una questione particolarmente delicata: la presenza di aree destinate all’addestramento militare all’interno o in prossimità di territori frequentati per turismo, escursionismo, sport e attività economiche.

La concentrazione delle esercitazioni nei giorni centrali della settimana, i limiti stagionali nelle località sciistiche, la possibilità di circoscrivere maggiormente alcune interdizioni e il coordinamento con la rete di sentieri e percorsi ciclabili rappresentano i principali strumenti individuati.

Il risultato atteso è una maggiore compatibilità tra utilizzo militare e fruizione civile del territorio, cercando di ridurre le interferenze nei periodi e nelle giornate di maggiore affluenza.

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