Pordenone
Il nucleare torna al centro del dibattito: a Pordenone cinque ore per parlarne in piazza
Stand Up for Nuclear torna a Pordenone il 10 ottobre: cinque ore di confronto su energia nucleare, ricerca e nuove tecnologie
PORDENONE – Il nucleare torna al centro del dibattito cittadino. Sabato 10 ottobre, dalle 14.30 alle 19.30, in corso Vittorio Emanuele, Pordenone ospiterà una nuova edizione dello Stand Up for Nuclear, iniziativa dedicata al confronto sui benefici e sulle applicazioni delle tecnologie nucleari. Si parlerà non soltanto di produzione di energia, ma anche degli impieghi nel settore medico-diagnostico, alimentare, industriale e nella ricerca scientifica.
L’iniziativa è promossa a livello mondiale da una rete di associazioni e organizzazioni no-profit indipendenti e, negli anni, ha coinvolto cittadini nelle piazze di oltre 30 Paesi.
Un confronto tra vantaggi e criticità
L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è quello di avvicinare i cittadini alle tecnologie nucleari, cercando di superare miti e pregiudizi attraverso materiali informativi e attività ludiche.
Lo Stand Up for Nuclear vuole inoltre proporre un confronto sui pregi e sui difetti dell’energia nucleare e delle altre tecnologie utilizzate per l’approvvigionamento energetico, affrontando quindi il tema all’interno di un quadro più ampio.
Energia e tensioni geopolitiche
Secondo i promotori, il dibattito sul nucleare ha assunto una nuova rilevanza anche alla luce dei cambiamenti geopolitici degli ultimi anni. L’invasione russa dell’Ucraina, iniziata nel 2022, ha evidenziato i problemi legati alla dipendenza energetica da un numero ristretto di Paesi fornitori.
Più recentemente, la chiusura dello stretto di Hormuz e le interruzioni dei flussi di petrolio e gas dal Golfo Persico hanno mostrato, secondo gli organizzatori, le vulnerabilità dei sistemi fortemente dipendenti dai combustibili fossili importati da aree geopoliticamente instabili.
Da qui la necessità, sostenuta dai promotori, di procedere verso la decarbonizzazione garantendo allo stesso tempo maggiore sicurezza e sostenibilità degli approvvigionamenti.
Il nucleare nel mix energetico europeo
Per Comitato Nucleare e Ragione, Riforma e Progresso ed Energy Break, il nucleare può rappresentare una delle componenti di un mix energetico diversificato e a basse emissioni, contribuendo sia alla lotta al cambiamento climatico sia all’autonomia strategica europea.
Gli organizzatori ricordano che l’Unione Europea soddisfa attraverso importazioni nette circa il 57% del proprio fabbisogno energetico e che nel 2025 la dipendenza dalle importazioni di gas naturale avrebbe raggiunto l’87,6%.
Tra gli argomenti proposti durante l’iniziativa ci sarà anche il possibile ruolo del nucleare civile nei processi di disarmo, con il richiamo al programma statunitense-russo Megatons to Megawatts, che ha consentito di utilizzare materiale fissile proveniente da testate atomiche per produrre elettricità.
Il quadro italiano
Sul fronte europeo, gli investimenti stimati nel settore nucleare ammontano a circa 241 miliardi di euro entro il 2050, nell’ambito del percorso verso gli obiettivi di decarbonizzazione.
In Italia, intanto, la Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge delega sull’energia nucleare sostenibile. Il provvedimento non autorizza direttamente la costruzione di nuove centrali, ma permette al Governo di predisporre attraverso successivi decreti legislativi il quadro normativo per le tecnologie nucleari sostenibili e di nuova generazione.
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