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Regione in cifre 2026, la fotografia del Friuli-Venezia Giulia: ecco i numeri

Quasi 1,2 milioni di residenti, 675 ultracentenari, 11 milioni di presenze turistiche e disoccupazione al 4,6%: “Regione in cifre 2026” fotografa punti di forza e criticità del FVG

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Regione in cifre 2026
Regione in cifre 2026 (© Redazione / AI)

Una regione dove si vive a lungo, dove la disoccupazione resta sensibilmente inferiore alla media italiana e dove turismo ed export rappresentano due motori importanti dell’economia. Ma anche un territorio che invecchia rapidamente, fa pochi figli e nel quale quasi una famiglia su due considera troppo elevate le spese per la casa.

È il ritratto che emerge da “Regione in cifre 2026”, la 57ª edizione dell’annuario statistico della Regione Friuli-Venezia Giulia, una fotografia molto articolata del territorio che attraversa demografia, salute, scuola, economia, lavoro, trasporti, cultura, ambiente e qualità della vita.

I numeri restituiscono una regione con molti indicatori migliori della media nazionale ed europea, ma mostrano anche alcune delle trasformazioni destinate a pesare maggiormente nei prossimi anni.

Quasi 1,2 milioni di abitanti, ma il FVG continua a invecchiare

Al 31 dicembre 2025 in Friuli-Venezia Giulia vivono 1.194.496 persone, con un’età media di 48,8 anni. Trieste resta il Comune più popoloso con 198.622 abitanti, mentre Drenchia ne conta appena 88. Ben 52 Comuni hanno meno di mille residenti.

A raccontare ancora meglio l’invecchiamento della popolazione sono due numeri: nel 2025 sono nati 6.704 bambini, mentre gli ultracentenari presenti sul territorio regionale sono 675. La generazione numericamente più consistente è quella dei nati nel 1964, che conta oltre 20.500 persone.

Il tasso di fecondità si ferma a 1,19 figli per donna, molto lontano dal livello necessario per il ricambio generazionale. L’età media al parto raggiunge 32,6 anni per le madri e 36,1 per i padri.

Il confronto europeo rende la tendenza ancora più evidente: l’età mediana regionale raggiunge 51,3 anni, contro 44,9 nell’Unione europea, mentre in Friuli-Venezia Giulia nascono 5,8 bambini ogni mille abitanti contro i 7,7 dell’UE.

Si vive però più a lungo della media nazionale ed europea

Se la popolazione invecchia, gli indicatori sulla longevità sono particolarmente positivi.

Nel 2025 la speranza di vita alla nascita raggiunge 81,9 anni per gli uomini e 86,4 per le donne, valori superiori alla media italiana. La speranza di vita in buona salute è invece pari a 62,1 anni, circa tre anni in più rispetto al dato nazionale.

Il 70,5% dei residenti valuta inoltre la propria salute come buona o molto buona. Negli ultimi dati disponibili diminuiscono sia la quota di fumatori, dal 19,2 al 16,5%, sia quella delle persone sovrappeso o obese, dal 47 al 45,4%.

C’è anche un primato di solidarietà: il Friuli-Venezia Giulia risulta primo in Italia per donazioni di sangue, con 69,3 donazioni e 39,6 donatori ogni mille abitanti.

L’84% è soddisfatto dell’ambiente in cui vive

Interessante anche ciò che i cittadini pensano del proprio territorio.

L’84,3% dei residenti si dichiara soddisfatto della situazione ambientale della zona in cui vive, contro una media italiana del 70,6%. Un dato che colloca il FVG ai vertici nazionali. Contemporaneamente, però, cresce la preoccupazione per cambiamenti climatici, effetto serra e altri problemi ambientali: riguarda ormai il 68% della popolazione.

Tra i problemi della propria zona, il più segnalato sono le cattive condizioni delle strade, indicate dal 42% delle famiglie. Seguono traffico al 31% e difficoltà di parcheggio al 27%.

Molto elevata anche la soddisfazione nei confronti dell’acqua pubblica: soltanto l’1,9% delle famiglie segnala irregolarità nell’erogazione, contro il 10,2% nazionale, e appena il 13,7% dichiara di non fidarsi dell’acqua del rubinetto, contro quasi il 30% in Italia.

Una regione di lettori e con una forte partecipazione culturale

Il Friuli-Venezia Giulia emerge nettamente anche sul fronte culturale.

Nel 2025 il 54,2% dei cittadini ha letto almeno un libro nell’arco dell’anno, contro il 41,6% nazionale. I lettori forti, quelli che leggono almeno 12 libri, rappresentano il 20% della popolazione contro il 15,6% italiano.

Anche la partecipazione agli eventi culturali è superiore alla media: il 43,4% dei residenti ha frequentato almeno due attività culturali fuori casa. L’offerta raggiunge 7.647 eventi di spettacolo ogni 100mila abitanti, contro 5.673 a livello nazionale, mentre la spesa complessiva per gli spettacoli è salita da 78 a 91 milioni di euro.

Università, oltre nove laureati su dieci lavorano a tre anni dal titolo

Tra i dati sull’istruzione ne emerge uno particolarmente significativo.

Intervistati tre anni dopo la laurea, nel 2025 risultano occupati il 92,9% dei laureati dell’Università di Trieste e il 93,8% di quelli dell’Università di Udine, entrambi sopra la media nazionale del 91,9%.

Nel confronto europeo resta però un punto debole: soltanto il 24,1% della popolazione tra 25 e 64 anni possiede un livello di istruzione post-secondaria, contro il 36,9% nell’UE. Al contrario, l’abbandono scolastico precoce è molto più contenuto: 5,5% contro 9,1%.

Trieste Airport corre: passeggeri cresciuti del 25%

Anche la mobilità offre numeri significativi. Nel 2025 il Trieste Airport ha registrato 1.650.964 passeggeri, con un incremento del 25,2% in un solo anno. I movimenti degli aeromobili sono aumentati del 21,4%.

Il treno viene utilizzato dal 43,7% della popolazione con almeno 14 anni, sei punti in più rispetto alla media italiana, mentre scende dal 26,4 al 23,6% la quota di chi utilizza l’autobus. La soddisfazione per il trasporto pubblico resta comunque particolarmente elevata.

Il mezzo dominante per andare al lavoro continua però a essere l’automobile: la guida il 74,5% degli occupati. In compenso gli spostamenti sono mediamente più brevi che nel resto d’Italia: il 42,2% arriva al lavoro in meno di 15 minuti.

Famiglie, oltre 3mila euro di spese al mese e la casa pesa sempre di più

Sul fronte economico emerge uno dei numeri più interessanti per comprendere la vita quotidiana.

Nel 2024 una famiglia residente in Friuli-Venezia Giulia ha speso mediamente 3.018 euro al mese. Oltre un terzo è destinato all’abitazione e alle utenze di acqua ed energia e, nel 2025, il 47% delle famiglie ha giudicato “troppo alte” le spese per la casa.

Sono aumentate soprattutto le uscite per ristorazione e alloggio (+12,7%), servizi finanziari e assicurativi (+22,5%) e trasporti (+5,9%), mentre è diminuita la spesa alimentare.

Imprese, mutui ed export: l’economia regionale guarda molto all’estero

A fine 2025 risultavano registrate 96.790 imprese, delle quali 86.572 attive. Continuano a diminuire ditte individuali e società di persone, mentre aumentano le società di capitale.

Interessante anche il dato sulle nuove partite IVA: ne sono state aperte 8.134, con la metà di quelle intestate a persone fisiche avviate da under 35.

Le startup innovative erano 209 a giugno 2026 e le PMI innovative 67. Sul fronte della casa, i nuovi mutui hanno raggiunto 1,1 miliardi di euro e il 44% è stato concesso a giovani con meno di 35 anni.

L’apertura internazionale rimane uno dei punti di forza dell’economia regionale: nel 2025 il FVG ha esportato merci per 20,3 miliardi di euro a fronte di 11,3 miliardi di importazioni, con un avanzo commerciale di 9 miliardi. Gli Stati Uniti risultano il primo mercato considerando le sole esportazioni, con oltre 3,4 miliardi.

Turismo oltre quota 11 milioni di presenze

Il 2025 ha visto il Friuli-Venezia Giulia superare 11 milioni di presenze turistiche e 3,3 milioni di turisti. Di questi, ben 1,9 milioni provenivano dall’estero.

Austria e Germania insieme rappresentano quasi la metà dei turisti stranieri e nelle strutture alberghiere a quattro e cinque stelle circa sette clienti su dieci sono stranieri.

Sono numeri che confermano quanto la componente internazionale sia diventata determinante per il turismo regionale.

Disoccupazione al 4,6%, ma resta il divario tra uomini e donne

Nel 2025 il tasso di disoccupazione regionale è stato del 4,6%, contro il 6,1% italiano. Gli occupati sono circa 528mila.

Rimane però evidente il divario di genere. Il tasso di occupazione è pari al 74,5% per gli uomini e al 64,2% per le donne. Anche le retribuzioni mostrano una differenza: il 24,4% delle lavoratrici percepisce meno di 10mila euro l’anno, contro il 15% degli uomini. Il part-time riguarda il 32,5% delle occupate.

Meno povertà della media europea, ma il grande tema resta la demografia

Nel confronto internazionale il quadro regionale appare generalmente favorevole. Nel 2025 la quota di persone a rischio povertà è pari al 9,1%, inferiore non soltanto alla media italiana ma anche ai territori confinanti presi in esame nell’annuario. I NEET rappresentano l’8,3% dei giovani contro l’11,8% dell’Unione europea.

È però proprio la demografia a rappresentare una delle sfide più evidenti che emergono dall’insieme dei dati: si vive più a lungo, ma nascono pochi bambini e la popolazione è significativamente più anziana della media europea.

“Regione in cifre 2026” racconta quindi un Friuli-Venezia Giulia con molti elementi di forza — occupazione, longevità, export, cultura, turismo e qualità ambientale — ma anche con questioni strutturali che accompagneranno il territorio nei prossimi anni: invecchiamento, natalità, costo della casa, disparità tra uomini e donne e livelli di istruzione superiore ancora inferiori alla media europea.

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