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Accusato di voler imporre la legge islamica in casa con minacce e violenze: 40enne a processo a Trieste

Processo a Trieste per un 40enne accusato di maltrattamenti, violenza sessuale e calunnia contro l’ex compagna

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Tribunale ( © Depositphotos)

Un uomo di 40 anni, di nazionalità afghana, è comparso davanti al Tribunale di Trieste con le accuse di maltrattamenti, violenza sessuale e calunnia nei confronti dell’ex compagna. Secondo la Procura, avrebbe cercato di imporre in famiglia regole religiose islamiche attraverso minacce e violenze fisiche e psicologiche, coinvolgendo anche i figli minorenni conviventi. L’imputato, attualmente detenuto in via cautelare nel carcere del Coroneo, respinge tutte le accuse.

Le accuse: minacce, violenze e imposizioni religiose

Secondo la ricostruzione dell’accusa, il quarantenne avrebbe sottoposto l’ex compagna, una donna triestina di circa 40 anni, a ripetuti maltrattamenti fisici e psicologici, cercando di imporle comportamenti legati alla propria interpretazione della religione islamica.

Tra gli episodi contestati figurano minacce di morte, tentativi di obbligare la donna a indossare il velo e una presunta violenza sessuale. Quest’ultima, secondo gli inquirenti, sarebbe stata commessa come forma di punizione perché l’uomo accusava la compagna di desiderare altri uomini.

La donna ha inoltre dichiarato di essere stata costretta a convertirsi all’Islam. Le presunte condotte maltrattanti avrebbero coinvolto anche i figli minorenni presenti nell’abitazione, alcuni nati dalla relazione tra i due e altri da una precedente relazione della donna.

La denuncia dell’uomo e l’avvio delle indagini

La vicenda giudiziaria ha avuto origine da una querela presentata dallo stesso quarantenne nei confronti dell’ex compagna, che aveva accusato di maltrattamenti.

Quando è stata ascoltata dagli agenti della Questura, tuttavia, la donna ha fornito una versione completamente diversa dei fatti, dichiarando di essere lei la vittima delle violenze.

Le sue dichiarazioni hanno portato all’avvio delle indagini coordinate dalla Procura e al successivo procedimento penale. L’uomo deve quindi rispondere anche dell’accusa di calunnia nei confronti dell’ex compagna.

La prima udienza davanti al Tribunale di Trieste

La prima udienza si è svolta giovedì 14 novembre davanti al Tribunale collegiale presieduto dal giudice Giorgio Nicoli. L’imputato era presente in aula, accompagnato dalla polizia penitenziaria.

Al procedimento hanno partecipato l’avvocato Antonio Santoro, che rappresenta la famiglia costituita parte civile, e l’avvocato Ilaria Savarese, legale dell’imputato.

Il quarantenne non ha rilasciato dichiarazioni durante l’udienza, ma la sua difesa ha ribadito che nega integralmente gli addebiti.

Nei giorni precedenti, la madre e tre dei figli minorenni erano già stati ascoltati dal giudice attraverso un incidente probatorio.

Le prossime udienze e la situazione della famiglia

Durante l’udienza sono stati ammessi i testimoni e le prove, oltre a essere stabilito il calendario dei successivi appuntamenti processuali.

Il processo riprenderà a gennaio, con l’audizione di alcuni testimoni. A febbraio sono invece previsti l’esame di un testimone della parte civile e quello dello stesso imputato.

Nel frattempo, secondo quanto riferito dall’avvocato Santoro, la donna e i figli avrebbero ritrovato almeno in parte la serenità dopo l’applicazione delle misure cautelari nei confronti del quarantenne, inizialmente sottoposto all’allontanamento e successivamente alla custodia in carcere.

Le accuse dovranno essere accertate nel corso del procedimento giudiziario.

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