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Coesione in Friuli-Venezia Giulia: oltre 20 milioni alle città, 60 alle aree interne

Alla riunione Coter di Trieste Barbara Zilli ha illustrato gli interventi: oltre 20 milioni alle autorità urbane, 40 milioni regionali per ambiente ed energia e circa 60 milioni per le strategie nelle aree interne.

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L'assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli
L'assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli

TRIESTE – Il 29 ottobre 2026 l’assessore regionale alle Finanze assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli ha illustrato le strategie per la coesione e le sinergie promosse in Friuli-Venezia Giulia alla riunione della Commissione politica di coesione territoriale e bilancio dell’Unione europea, la Coter, del Comitato europeo delle Regioni. Zilli ha presentato il lavoro della Regione per valorizzare centri urbani e zone periferiche, rivendicando i risultati raggiunti negli anni di programmazione.

“La riunione della Commissione territoriale per le politiche di coesione dell’Unione Europea a Trieste ha rappresentato l’occasione per illustrare il lavoro svolto dalla Regione Friuli Venezia Giulia nella valorizzazione dei centri urbani e delle zone periferiche. In questi anni di programmazione, caratterizzati da ingenti stanziamenti a vantaggio dei cittadini e delle nuove generazioni, sono stati raggiunti risultati importanti che fanno della nostra Regione un modello europeo per la coesione e la cooperazione transfrontaliera”.

Oltre 20 milioni alle autorità urbane e interventi in quattro città

Le risorse destinate alle autorità urbane hanno superato i 20 milioni di euro, a cui si aggiungono altri 40 milioni gestiti dalla Regione per mobilità sostenibile, efficientamento energetico e tutela ambientale. Le strategie comprendono digitalizzazione, ambiente, cultura e innovazione sociale. A Trieste sono previsti 5,2 milioni per il rione di Servola e la Casa ex Cappellano; Gorizia impiega 5,2 milioni in sinergia con Go!2025 per riqualificare luoghi simbolo sul confine, tra cui Piazza Transalpina e Piazzale della Casa Rossa. Udine destina 8,5 milioni alla digitalizzazione museale e al recupero di Villa Toppani; Pordenone orienta 5,2 milioni alla “campus city” e al polo universitario per contrastare la fuga di cervelli.

Aree interne, circa 60 milioni per quattro strategie

Le aree interne sono indicate come centrali anche nella futura programmazione europea, legata al principio del diritto di restare. Alla riunione sono state condivise le migliori pratiche per favorire gli insediamenti, soprattutto dei giovani, mantenere i servizi essenziali e promuovere un’animazione efficace nelle comunità periferiche. Sono previsti anche interventi sulla mobilità e sul rispetto dell’ambiente al servizio dell’uomo. Alle tre aree storiche di Alta Carnia, Canal del Ferro-Val Canale e Dolomiti Friulane si sono aggiunte le Valli del Torre e del Natisone. I fondi complessivamente stanziati dai diversi programmi per le quattro strategie ammontano a circa 60 milioni di euro. La quota maggiore, circa 45 milioni, è garantita dal Pr Fesr 21-27.

“Tutte queste azioni – ha sottolineato Zilli – si sono tradotte in linee di finanziamento strategiche avviate con ottimi risultati. Per questo chiediamo alla Commissione europea di continuare a investire risorse attribuendo centralità ai territori mediante l’applicazione del principio di sussidiarietà, valore fondamentale per l’Europa delle regioni”.

“Contestualmente – ha aggiunto l’assessore – , la conferma che l’Autorità di gestione del programma Interreg Italia-Slovenia rimarrà in Friuli Venezia Giulia costituisce un riconoscimento significativo, frutto di una collaborazione virtuosa e di una solida tradizione regionale, rappresentando una sfida chiave per proseguire gli investimenti nei fondi di cooperazione transfrontaliera a beneficio delle comunità locali”.

Per il ciclo 2028-2034 la coesione territoriale resterà centrale nelle politiche regionali, guidata dal principio europeo del diritto di restare. Zilli ha concluso: “Il Friuli Venezia Giulia si presenta con un solido patrimonio di competenze, pronto a confermare il proprio ruolo guidando processi partecipativi, resilienti e inclusivi”.“Il Friuli Venezia Giulia si presenta con un solido patrimonio di competenze, pronto a confermare il proprio ruolo guidando processi partecipativi, resilienti e inclusivi”.

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