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Occupazione femminile al 65,7% in Friuli-Venezia Giulia: gender gap ai minimi

Il tasso di occupazione femminile è salito dal 59,5% del 2018 al 65,7% nel secondo trimestre 2026. Alessia Rosolen ha illustrato a Pordenone gli interventi regionali su lavoro, servizi e welfare.

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Gender gap
Gender gap (© Depositphotos)

Il tasso di occupazione femminile in Friuli-Venezia Giulia è passato dal 59,5% del 2018 al 65,7% del secondo trimestre 2026, superando nettamente le medie nazionale e del Nordest. L’occupazione femminile ha contribuito in misura significativa alla crescita complessiva dell’occupazione regionale e il divario di genere ha raggiunto il livello più basso alla fine del 2025. L’assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen ha presentato a Pordenone una strategia integrata di politiche del lavoro, servizi e welfare per sostenere donne, famiglie e imprese.

«In questi anni la Regione ha lavorato per rafforzare l’occupazione femminile e ridurre il divario di genere, intervenendo non soltanto sugli incentivi all’assunzione, ma anche sulla qualità del lavoro, sulla conciliazione dei tempi di vita e professionali e sui servizi a sostegno delle famiglie. Abbiamo scelto un approccio trasversale, capace di rispondere ai bisogni delle persone lungo tutto il percorso lavorativo e familiare, nella consapevolezza che le politiche per la parità devono inserirsi in una strategia complessiva di sviluppo sociale ed economico».

Rosolen è intervenuta il 4 novembre 2026 al convegno «Parità, lavoro, competitività. Strumenti e modelli per valorizzare persone e imprese in Friuli Venezia Giulia», organizzato dalla Consigliera regionale di Parità insieme alla Commissione regionale per le pari opportunità (Crpo Fvg). L’incontro si è svolto nella Sala Degan della Biblioteca di Pordenone, nell’ambito della European Gender Equality Week.

Il convegno ha offerto un’occasione di confronto con il mondo delle imprese sui modelli organizzativi inclusivi, sulla certificazione della parità di genere e sugli strumenti regionali a sostegno delle aziende che investono nell’uguaglianza e nel welfare aziendale.

Nel suo intervento, Rosolen ha ringraziato la Consigliera regionale di parità Eleonora Lutterotti, la presidente della Crpo Dusy Marcolin per aver organizzato l’iniziativa, oltre al sindaco di Pordenone Alessandro Basso e al Comune per la collaborazione. Ha indicato la necessità di superare politiche di genere basate su interventi isolati e rivolti a singole categorie, adottando invece una strategia integrata che consideri l’evoluzione della società e i bisogni di donne e uomini, giovani e famiglie. Ha inoltre osservato che la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e la qualità dell’occupazione non sono più questioni esclusivamente femminili, ma esigenze trasversali del mondo del lavoro.

Incentivi, servizi e welfare: gli interventi per sostenere il lavoro femminile

«Abbiamo scelto – ha spiegato Rosolen – di concentrare gli incentivi alle imprese sulle assunzioni dei giovani e delle donne, indipendentemente dall’età e dalla fase della loro vita lavorativa. I risultati mostrano anche un aumento del tasso di attività femminile, ormai prossimo al 70 per cento, e una significativa riduzione dell’inattività e della disoccupazione», ha sottolineato l’assessore. Dal 2018 il part-time involontario è diminuito di oltre il 30 per cento, passando da quasi 42mila a poco più di 29mila donne coinvolte; il lavoro femminile a tempo pieno è invece aumentato dell’11 per cento. Rosolen ha richiamato anche il ruolo delle politiche regionali per i servizi educativi e il sostegno alle famiglie: dagli asili nido ai servizi di doposcuola, fino agli interventi per accompagnare le donne nel primo anno di vita dei figli.

«Misure – ha precisato l’assessore – che, insieme alle politiche formative e agli strumenti di sostegno al lavoro e alle oltre forme di welfare messe in campo da imprese e categorie, concorrono ad affrontare le sfide demografiche, contrastare la fuga dei giovani e migliorare le condizioni economiche delle famiglie».

L'assessore regionale Alessia Rosolen, a sinistra, durante il suo intervento al convegno nella Biblioteca civica di Pordenone

L’assessore regionale Alessia Rosolen, a sinistra, durante il suo intervento al convegno nella Biblioteca civica di Pordenone

La legge regionale 14 del 2025 collega innovazione sociale e parità di genere

La visione illustrata trova una sintesi nella legge regionale 14 del 2025 sull’innovazione sociale, che riunisce strumenti rivolti a persone, famiglie e imprese, superando una logica settoriale. In questo quadro rientra la certificazione della parità di genere, intesa non come mero adempimento, ma come assunzione di responsabilità delle imprese sui temi dell’uguaglianza, del welfare aziendale e della responsabilità sociale.

Nel percorso, la Consigliera regionale di Parità del Friuli Venezia Giulia, Eleonora Lutterotti, è stata indicata come figura di riferimento per raccordare gli obiettivi delle politiche europee, gli strumenti messi a disposizione dalla Regione e le scelte organizzative concrete delle imprese, attraverso attività di promozione, prevenzione e tutela.

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