Cronaca & Attualità
Dall’Iraq alla Grecia, l’Università di Udine sulle tracce delle antiche civiltà: finanziate 7 missioni
Università di Udine, finanziate sette missioni archeologiche internazionali con 84mila euro dal Ministero degli Esteri
UDINE – Dall’antica Ninive alle necropoli della Grecia, passando per le città romane della Giordania e le rotte commerciali del Medio Oriente. L’Università di Udine conquista un importante riconoscimento internazionale: il Ministero degli Affari esteri ha approvato e cofinanziato con 84mila euro tutte e sette le missioni archeologiche presentate dall’ateneo friulano, che si posiziona così al primo posto nel Nordest per numero di progetti sostenuti dalla Farnesina.
Sette missioni archeologiche in quattro Paesi
Le ricerche coinvolgono Iraq, Libano, Giordania e Grecia, attraversando millenni di storia, dalla Preistoria all’età ottomana. Le attività comprendono scavi, ricognizioni, documentazione digitale, tutela dei monumenti e formazione di giovani ricercatori.
Un risultato che, secondo la direttrice del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale, Linda Borean, conferma la capacità dell’ateneo di costruire collaborazioni scientifiche internazionali. Il delegato alla ricerca Matteo Cadario sottolinea invece il valore di un patrimonio di conoscenze consolidato negli anni.
In Iraq alla scoperta dei tesori dell’impero assiro
Quattro delle sette missioni si concentrano in Iraq. Il Land of Nineveh Archaeological Project, diretto da Daniele Morandi Bonacossi, esplora dal 2012 un’area di circa 3mila chilometri quadrati attorno all’antica Ninive, dove sono stati individuati oltre 1.200 siti archeologici.
Tra gli obiettivi figura la creazione di un parco archeologico per proteggere il sistema di irrigazione e i rilievi rupestri realizzati dal re assiro Sennacherib nel VII secolo avanti Cristo.
Sempre nel Kurdistan iracheno, Marco Iamoni dirige le ricerche nei siti di Asingeran e Kanispan, dedicate alla nascita delle prime comunità agricole e delle disuguaglianze sociali.
A Samarra, città patrimonio Unesco, Valentina Vezzoli coordina gli interventi di documentazione e conservazione. La studiosa guida anche le indagini a Bazhera, dove i resti di un antico caravanserraglio permettono di approfondire la storia delle rotte commerciali islamiche.
Dal Libano alla Giordania, sulle tracce delle civiltà antiche
In Libano, il progetto Palis, diretto da Marco Iamoni e May Haider dell’Università Libanese di Tripoli, studia l’evoluzione degli insediamenti nell’area di Koura, dalle epoche più antiche al periodo ottomano.
In Giordania, invece, la missione guidata da Antonio Dell’Acqua si concentra sul monumentale Ninfeo di Gerasa, una fontana pubblica di epoca romana. Gli archeologi ne ricostruiscono le trasformazioni fino alla conquista abbaside dell’VIII secolo.
In Grecia gli scavi nella necropoli micenea
La settima missione conduce nel Peloponneso occidentale, presso la Trapezà di Eghion, dove l’ateneo friulano partecipa agli scavi dal 2010.
Le ricerche, dirette da Elisabetta Borgna, riguardano la necropoli micenea e gli insediamenti precedenti alla Grecia classica. Dal 2025 gli studi approfondiscono i materiali preistorici e protostorici grazie alla collaborazione con la Scuola archeologica italiana di Atene.
Nuove ricerche anche nell’antica Nimrud
Alle sette missioni finanziate si aggiunge il Nimrud Lower Town Archaeological Project, avviato nel 2025 sotto la direzione di Daniele Morandi Bonacossi.
Il progetto punta a ricostruire l’organizzazione urbana dell’antica capitale assira, individuando strade, fortificazioni, quartieri residenziali ed edifici pubblici. Un ulteriore tassello dell’attività scientifica che porta l’Università di Udine nei principali siti archeologici del Mediterraneo e del Vicino Oriente.
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