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Economia & Lavoro

Sempre più donne lavorano in FVG: i numeri sorprendono, il divario con gli uomini si riduce

Occupazione femminile in Friuli-Venezia Giulia: tasso al 65,7% nel 2026, meno part-time involontario e divario di genere in calo.

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Donne al lavoro

FVG – Il lavoro femminile continua a crescere in Friuli-Venezia Giulia, dove sempre più donne trovano un’occupazione e diminuisce il divario rispetto agli uomini. Il tasso di occupazione femminile ha raggiunto il 65,7% nel secondo trimestre del 2026, rispetto al 59,5% del 2018, superando sia la media italiana sia quella del Nordest. Un miglioramento che riguarda anche la qualità del lavoro, con una riduzione significativa dei contratti part-time involontari.

I dati sono stati presentati mercoledì 4 novembre a Pordenone dall’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen, durante il convegno «Parità, lavoro, competitività», organizzato nell’ambito della European Gender Equality Week.

Occupazione femminile in crescita: i numeri del FVG

Negli ultimi otto anni il mercato del lavoro regionale ha registrato un’evoluzione importante. Oltre all’aumento delle donne occupate, si è verificata una riduzione superiore al 30% del part-time involontario, che ha interessato un numero di lavoratrici passato da quasi 42mila a poco più di 29mila.

Contemporaneamente, l’occupazione femminile a tempo pieno è cresciuta dell’11%, mentre il tasso di attività delle donne si sta avvicinando al 70%.

In diminuzione anche disoccupazione e inattività. Alla fine del 2025, inoltre, la differenza tra i tassi di occupazione maschile e femminile ha raggiunto il valore più basso del periodo analizzato dalla Regione.

Incentivi alle assunzioni e sostegno alle famiglie

Secondo l’assessore Rosolen, questi risultati riflettono le politiche regionali dedicate all’occupazione femminile e alla conciliazione tra vita privata e professionale.

Tra le priorità figurano gli incentivi alle imprese che assumono donne e giovani, senza distinzioni legate all’età delle lavoratrici o alla fase della loro carriera.

Un ruolo importante viene attribuito anche al potenziamento dei servizi per le famiglie, attraverso asili nido, doposcuola e misure di sostegno alla maternità, in particolare durante il primo anno di vita dei figli.

L’obiettivo è favorire non soltanto l’ingresso nel mondo del lavoro, ma anche la permanenza e la crescita professionale delle donne, contribuendo contemporaneamente a contrastare il declino demografico e l’allontanamento dei giovani dal territorio.

Parità di genere, il ruolo delle imprese

Durante il convegno è stata approfondita anche l’importanza delle aziende nella costruzione di un mercato del lavoro più equo.

Tra gli strumenti individuati figurano la certificazione della parità di genere, il welfare aziendale e l’introduzione di forme organizzative capaci di migliorare l’equilibrio tra esigenze professionali e familiari.

Il percorso si inserisce nel quadro della legge regionale 14 del 2025 sull’innovazione sociale, che comprende interventi rivolti a cittadini, famiglie e imprese.

Un confronto sulle nuove sfide del lavoro

L’appuntamento, promosso dalla Consigliera regionale di Parità Eleonora Lutterotti insieme alla Commissione regionale per le pari opportunità, presieduta da Dusy Marcolin, ha posto l’attenzione sulla necessità di trasformare la parità di genere in un elemento concreto dell’organizzazione aziendale.

Per la Regione, infatti, la qualità dell’occupazione e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro rappresentano ormai sfide che coinvolgono tutti i lavoratori, indipendentemente dal genere.

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