Udine
Diabete a Trieste, oltre il 35% dei pazienti è anche obeso: Asugi si dota di un nuovo bioimpedenziometro
Diabete a Trieste, oltre il 35% dei pazienti è anche obeso: Asugi si dota di un nuovo bioimpedenziometro
A Trieste sono circa 20mila le persone con diabete e oltre un terzo convive anche con l’obesità, una combinazione che aumenta sensibilmente il rischio di complicanze cardiovascolari e renali. Per migliorare la presa in carico dei pazienti, la Struttura complessa di Diabetologia di Asugi potrà contare su un nuovo bioimpedenziometro, donato dall’Associazione di volontariato Nuova Assodiabetici Trieste.
Diabete e obesità, numeri in crescita
Secondo il direttore della SC Patologie diabetologiche di Asugi, Riccardo Candido, a Trieste vivono circa 20mila persone con diabete e il 35% di loro presenta anche una condizione di obesità. Un dato che, ha sottolineato il professore, è in costante aumento, così come nel resto d’Italia, a causa di abitudini alimentari ricche di cibi ultraprocessati e ipercalorici e di una crescente sedentarietà.
Il nuovo bioimpedenziometro
La donazione del bioimpedenziometro consentirà ai medici di effettuare valutazioni più approfondite sulla composizione corporea dei pazienti. Lo strumento misura infatti massa grassa, massa muscolare, stato di idratazione e altri parametri fondamentali per definire il quadro metabolico.
“Quando parliamo di peso – ha spiegato Candido – è importante capire dove è distribuito il grasso in eccesso e distinguere tra massa grassa e massa magra. Questo strumento permette di caratterizzare al meglio lo stato metabolico delle persone con diabete e diabete associato all’obesità, così da inserirle nel percorso di cura più adeguato”.
L’obesità alla base della sindrome cardio-nefro-metabolica
Alla conferenza stampa era presente anche il direttore della Struttura complessa Patologie cardiovascolari di Asugi, Andrea Di Lenarda, che ha richiamato l’attenzione sulla sindrome cardio-nefro-metabolica, una condizione che coinvolge cuore, reni e metabolismo.
Secondo Di Lenarda, il punto di partenza di questa sindrome è proprio l’obesità, da cui si sviluppano progressivamente i principali fattori di rischio per malattie cardiovascolari, insufficienza renale e diabete. Per questo motivo, ha evidenziato, intervenire precocemente sull’obesità può rallentare o addirittura impedire la progressione della malattia, riducendo ricoveri, complicanze e mortalità.
La collaborazione tra cardiologi, nefrologi e diabetologi rappresenta quindi un elemento fondamentale per affrontare in modo integrato una delle principali sfide sanitarie legate alle patologie croniche.
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