Regione FVGUdine
Filanda Banfi a Dignano, tre ipotesi per il recupero del complesso
Presentato il progetto sovracomunale per la storica filanda: lo studio individua tre possibili destinazioni. Già finanziati la copertura e il recupero dell’ex Galettiera; la prossima fase riguarda il ripristino sismico
DIGNANO – A Dignano è stato presentato il 3 novembre 2026 il progetto sovracomunale di recupero e rigenerazione urbana della storica Filanda Banfi.
La presentazione è stata accompagnata dalla valutazione del vice governatore con delega alla Cultura Mario Anzil e dell’assessore regionale a Infrastrutture e territorio Cristina Amirante, espressa a margine della presentazione del progetto. Anzil e Amirante hanno definito il recupero particolarmente significativo: “Il progetto di recupero della Filanda Banfi è particolarmente interessante perché restituisce una prospettiva a un’architettura di grande valore storico e suggestione, che ha perso la propria funzione originaria ma rappresenta ancora una testimonianza significativa della storia produttiva di questo territorio”.
Il progetto, intitolato “Il risveglio del Gigante“, mira a restituire centralità alla storica filanda per la comunità, ha spiegato il sindaco Giambattista Turridano.
Anzil ha sottolineato le difficoltà e la necessità di individuare una nuova funzione per l’edificio, apprezzando il lavoro dell’Amministrazione comunale e la priorità data a una soluzione sostenibile e utile allo sviluppo del territorio: “La sfida di immaginare una nuova funzione per un edificio storico e simbolico come questo è difficile ma necessaria. Apprezzo il metodo e il lavoro pregevole che l’Amministrazione comunale ha condotto per individuare i possibili scenari di conversione e utilizzo, dando priorità ad una soluzione che sia sostenibile economicamente e che restituisca un valore aggiunto allo sviluppo futuro del territorio” ha sottolineato Anzil. “Pur conservando la testimonianza del passato, della storia e dell’identità di questo luogo, credo che la progettazione debba orientarsi alla destinazione che più crea servizi funzionali alla comunità di Dignano e concretamente realizzabili”.
Lo studio di fattibilità per il recupero e la rifunzionalizzazione della Filanda Banfi, elaborato dall’architetto Claudia Marcon di Stradivarie Architetti Associati, esamina le caratteristiche storiche, architettoniche e dimensionali del complesso. L’area si estende per 12mila metri quadrati, con 3.609 metri quadrati coperti e oltre 12mila metri cubi di volume. La ricerca individua tre possibili scenari: un polo culturale e museale, un sistema integrato di servizi alla persona e alla comunità, oppure un polo dedicato alla filiera agroalimentare e all’innovazione. Le ipotesi costituiscono una base strategica per orientare le future scelte dell’Amministrazione comunale.
Piano di governo del territorio e rigenerazione su scala più ampia
Amirante ha collegato il progetto di Dignano alla pianificazione regionale e al nuovo Piano di governo del territorio. Ha evidenziato il potenziale della rigenerazione urbana e ha ricordato che il nuovo strumento, dopo 48 anni, supera quello che ha accompagnato la ricostruzione post-terremoto e la trasformazione della regione in un sistema manifatturiero, logistico e produttivo di primo piano: “La rigenerazione urbana può trasformare luoghi non più utilizzati in nuove opportunità per le comunità, recuperandone il valore e immaginandone funzioni capaci di guardare al futuro” ha evidenziato Amirante, secondo cui il progetto di Dignano si inserisce appieno nel nuovo Piano di governo del territorio e nella nuova stagione della pianificazione regionale: “L’adozione del nuovo Piano di governo del territorio segna un passaggio storico per il Friuli Venezia Giulia. Dopo 48 anni, superiamo uno strumento che ha accompagnato la ricostruzione post-terremoto e la trasformazione della nostra regione in un sistema manifatturiero, logistico e produttivo di primo piano. Oggi dobbiamo aprire una nuova fase, dotandoci di strumenti adeguati per affrontare le sfide della rigenerazione urbana e territoriale, a partire dal recupero di un patrimonio di archeologia industriale e di architetture militari dismesse che attende da tempo nuove prospettive di sviluppo”.
Amirante ha osservato che interventi di questa dimensione richiedono una scala territoriale più vasta del singolo Comune, con Comuni, Regione e mondo economico e imprenditoriale coinvolti allo stesso tavolo. Ha indicato perequazione e compensazione urbanistica tra gli strumenti innovativi messi a disposizione dal nuovo governo del territorio, per valutare opportunità e criticità e creare le condizioni per trasformare patrimoni inutilizzati in occasioni di sviluppo: “Interventi di questa dimensione – ha osservato Amirante – difficilmente possono essere affrontati da un singolo Comune, soprattutto quando si tratta di individuare nuove funzioni per spazi così ampi e complessi. È necessario ragionare su una scala territoriale più vasta, mettendo allo stesso tavolo Comuni, Regione e mondo economico e imprenditoriale. Il nuovo governo del territorio mette a disposizione strumenti innovativi, come la perequazione e la compensazione urbanistica, che possono favorire questo lavoro condiviso, valutando opportunità e criticità e costruendo le condizioni per trasformare patrimoni oggi inutilizzati in nuove occasioni di sviluppo”.
Filanda Banfi, finanziati copertura ed ex Galettiera; ora il ripristino sismico
Il percorso di recupero comprende già un intervento, concluso nel maggio 2025, per la riqualificazione energetica della copertura della filanda, finanziato dalla Regione con 1,1 milioni di euro. Nel 2025 è stato inoltre concesso un contributo regionale di 2 milioni di euro per recuperare l’ex Galettiera, destinata a diventare una struttura per persone anziane.
La prossima fase riguarda il ripristino sismico dell’intero corpo di fabbrica. Il Comune è impegnato nella ricerca di ulteriori risorse regionali, statali ed europee per completare la rigenerazione dell’intero complesso.
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