Eventi & CulturaRegione FVGUdine
Forni Avoltri ricorda le sette vittime dell’alluvione del 1966
Nel sessantesimo anniversario dell’alluvione che devastò l’Alta Val Degano, la commemorazione ha ricordato i sette uomini morti e richiamato il coinvolgimento dei giovani e gli investimenti regionali per la sicurezza del territorio
FORNI AVOLTRI – Nel sessantesimo anniversario dell’alluvione del 1966, la commemorazione ha ricordato le sette vittime e richiamato l’importanza di trasmettere la memoria alle nuove generazioni e di investire nella sicurezza del territorio.
“A sessant’anni dalla tragica alluvione del 1966, Forni Avoltri rende omaggio a sette uomini che persero la vita mentre erano impegnati a proteggere la propria comunità. Il loro sacrificio appartiene alla memoria dell’intero Friuli Venezia Giulia e richiama una responsabilità che unisce il ricordo del passato all’impegno per la sicurezza del territorio. La Regione continua a investire nella prevenzione e nella mitigazione del rischio idrogeologico, con particolare attenzione alla fragilità delle nostre aree montane”. Lo ha affermato l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, intervenuta ieri 4 novembre 2026 alla commemorazione del sessantesimo anniversario dell’alluvione che, il 3 e 4 novembre 1966, devastò l’Alta Val Degano, provocando ingenti danni e la morte di sette persone.
“Quella tragedia – ha ricordato Zilli – segnò profondamente questa comunità, che seppe affrontare il dolore e le difficoltà della ricostruzione con una straordinaria capacità di reazione. La solidarietà ricevuta e quella espressa dagli stessi abitanti rappresentano una testimonianza preziosa della forza della gente di montagna. È una storia che merita di essere conosciuta e raccontata, anche perché non ebbe allora la stessa attenzione nazionale riservata ad altre realtà colpite dall’alluvione”.
La piena del Degano isolò Forni Avoltri e le sue frazioni
Nei primi giorni di novembre del 1966, le precipitazioni torrenziali, accompagnate da un brusco rialzo delle temperature e dal rapido scioglimento della neve in quota, provocarono la piena del Degano e dei suoi affluenti. La furia delle acque travolse ponti e strade, isolando Forni Avoltri e le sue frazioni e rendendo particolarmente difficoltoso l’arrivo dei soccorsi.
Il momento più drammatico si consumò in corrispondenza del Ponte di Sigilletto, dove il cedimento del terreno e delle strutture provocò la morte del sindaco Riccardo Romanin e di altri sei uomini: Raffaele Vidale, Gildo Romanin, Beppino Del Fabbro, Augusto Brunasso, Ezio Brunasso ed Emilio Romanin. Erano impegnati nelle operazioni di controllo e messa in sicurezza delle infrastrutture minacciate dalla piena.
Le scuole coinvolte nelle iniziative per tramandare la memoria
Particolare rilievo è stato attribuito al coinvolgimento delle scuole nelle iniziative commemorative, promosso dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Fulvio Sluga.
“La partecipazione dei giovani conferisce a questa ricorrenza un significato particolarmente importante – ha sottolineato Zilli -. Conoscere quanto accaduto significa infatti per loro comprendere il valore dell’impegno civico, della responsabilità verso gli altri e della solidarietà che accompagnò la popolazione in quelle giornate drammatiche. Ringrazio l’Amministrazione municipale e quanti hanno contribuito a mantenere viva questa memoria, offrendo alle nuove generazioni l’opportunità di riconoscere nella storia della propria comunità un patrimonio di valori da custodire”.
La Regione investe nella sicurezza dei corsi d’acqua e dei versanti
L’assessore ha quindi richiamato l’attenzione sull’impegno della Regione per la salvaguardia del territorio montano, caratterizzato da una particolare fragilità idrogeologica.
“La lezione del 1966 conserva una profonda attualità anche nelle scelte che siamo chiamati a compiere come amministratori – ha evidenziato Zilli -. La Regione sta destinando importanti risorse alla sicurezza dei corsi d’acqua, al consolidamento dei versanti e alla tutela delle infrastrutture, con una programmazione che punta a ridurre l’esposizione delle comunità ai rischi naturali. La continuità degli investimenti e il sostegno finanziario agli enti locali sono essenziali per garantire la manutenzione del territorio, la sicurezza dei collegamenti e le condizioni necessarie affinché le persone possano continuare a vivere e lavorare nelle nostre vallate”.
Zilli ha infine richiamato la capacità dell’Alta Val Degano di costruire nuove prospettive di sviluppo dopo la tragedia, ricordando anche il ruolo assunto nel tempo dalle attività produttive legate alle risorse naturali della valle, tra cui lo stabilimento di Goccia di Carnia a Pierabech.
“Oggi la Regione è qui per stringersi attorno alla comunità di Forni Avoltri, rendere omaggio alle vittime e ringraziare quanti, a sessant’anni di distanza, continuano a custodirne il ricordo. La memoria di quella tragedia ci affida un impegno verso le nuove generazioni: conoscere il passato e proseguire nel lavoro di tutela di un territorio tanto prezioso quanto fragile”, ha concluso l’assessore.
Continua a leggere le notizie di Diario FVG e segui la nostra pagina Facebook

You must be logged in to post a comment Login