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Economia

Coronavirus, si rimette in moto l’industria del legno in Fvg

“Segnale positivo, ma mancano i settori trainanti dell’arredo e delle costruzioni. Più tardi riaprono, meno possibilità ci sarà di portare avanti tutto il personale attualmente impiegato”

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UDINE – Si riparte dal Legno. E’ un primo passo verso il riavvio del comparto, che però non vede ancora compresi l’Arredo e le Costruzioni, due pilastri fondamentali dell’economia regionale. Il segnale è comunque almeno in parte positivo, come afferma il direttore del Cluster, Carlo Piemonte. “Con il riconoscimento dell’Ateco 16 relativo alla fabbricazione di prodotti in legno, a cui fanno capo quasi un migliaio di aziende in Fvg, si rimette almeno in moto l’economia del legno e che possiamo rafforzare grazie ad un’opera sinergica intrapresa negli ultimi anni con gli assessorati regionali alle attività produttive e alle foreste. Un’industria che porta occupazione in varie aree della regione, in particolare la zona montana.  Chiaramente le sfide sono ancora innumerevoli, in primis la richiesta dai mercati nazionali ed internazionali, ma almeno il settore legno può ripartire”.

Costante il dialogo con la Regione, con cui il Cluster lavorerà ancora con più intensità per il reperimento dei DPI per le PMI; le piccole aziende, infatti, fanno difficoltà a dotarsene e quindi avranno tutto il sostegno concreto del Cluster e di Icide, la società del gruppo che porta avanti il progetto di reperimento delle mascherine protettive per le imprese. “Stiamo lavorando tutti assieme, il progetto Sistema Fvg va avanti con il coinvolgimento ad oggi di oltre 150 aziende e la collaborazione di diverse associazioni di categoria territoriali, nonché di altri Cluster regionali come il Comet della metalmeccanica. Ci attendiamo, però, che nella lista compaiano presto anche l’Arredo e le Costruzioni – chiude Piemonte -, che da sole valgono ben oltre 5 miliardi di fatturato annuo in regione”. “Bene l’apertura di una parte del comparto, ma l’Arredo e l’Edilizia sono i settori trainanti – precisa il presidente del Cluster, Franco di Fonzo -. La preoccupazione è che se si arriva fino a maggio si mette in forse la ripresa delle aziende, che non potranno lavorare a pieno regime. Una volta persi ordini e clienti, infatti, non si avrà la possibilità di utilizzare tutto il personale attualmente impiegato. Più tardi apriamo e più difficilmente i lavoratori, purtroppo, potranno continuare a lavorare”.

“Il comparto legno nella nostra regione rappresenta una buona quota del manifatturiero – commenta Marco Vidoni, presidente nazionale Assolegno con delega settore Legno in cda del Cluster, assieme ad Alessandro Calcaterra -. Il messaggio è quindi positivo per tutti: si riparte producendo e fatturando, con effetto domino sull’intera filiera. Questo è il risultato degli sforzi di tutti, di cui il Cluster regionale è un ottimo coordinatore per il nostro settore, che hanno svolto una buona attività nello sensibilizzare il governo. Ci si augura che questa piccola ripartenza si allarghi rapidamente a tutto il comparto dell’arredo e costruzioni, le cui aziende, ancora prima dello stop imposto, si erano organizzate con i protocolli di sicurezza dettati da governo e parti sociali. Anzi, con il progetto del Cluster “Welcome Area”, nella nostra regione le misure per la tutela dei lavoratori (primo patrimonio delle aziende) sono ancora più stringenti. Spero che questo faccia da stimolo per il governo nel favorire una più veloce riapertura possibile, seppur ragionata e graduale, a tutti”.

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