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Ripresa economica, in Fvg primi segnali positivi, ma sia sociale e inclusiva

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FVGIl 2021 è stato un altro anno caratterizzato dall’emergenza Covid-19. La pandemia ha condizionato pesantemente anche l’economia del Friuli Venezia Giulia. Lo testimoniano le 41.137 ore di Cassa integrazione* autorizzate per l’emergenza sanitaria in regione nel periodo aprile 2020-settembre 2021, di cui 21.967 di Cig, 12.484 di Fis e altri fondi di solidarietà bilaterali e 6.687 in deroga. Tuttavia la fine dell’anno ha iniziato a mostrare anche per il Friuli Venezia Giulia dei segnali di ripresa “che devono essere sostenuti dalle previsioni del PNRR e dalle vaccinazioni, unico strumento per lasciarsi davvero alle spalle l’emergenza pandemica”. Il segretario regionale della UIL del Friuli Venezia Giulia Matteo Zorn traccia un bilancio in chiaro scuro dell’anno che si sta concludendo in questi giorni e fa alcune previsioni per il 2022 che sta per cominciare.

VACCINI E GREEN PASS. “Il vaccino è fondamentale per sostenere la ripresa economica – afferma Zorn -. Da subito, come organizzazione sindacale, abbiamo sottolineato l’importanza dei vaccini, ma abbiamo sempre detto e continuiamo a sostenere che spetta alla politica l’onere di stabilirne l’obbligatorietà o meno. L’assenza di una decisione chiara in tal senso e le previsioni del Green Pass hanno provocato una spaccatura tra i lavoratori, tra i fautori del certificato verde e i No Vax-No Green Pass. Non è così che si rilancia l’economia della regione e del Paese”.

PORTO. Trieste e il suo porto sono saliti alla ribalta delle cronache nazionali e internazionali proprio per le manifestazioni No green pass. Le proteste che hanno avuto come teatro il capoluogo giuliano non vanno identificate con i lavoratori portuali triestini. I portuali sono circa 1400; mi risulta che all’epoca fossero circa 300 quelli appartenenti al Comitato lavoratori portuali di Trieste – specifica il segretario generale, dati alla mano -. La stragrande maggioranza dei portuali ha lavorato regolarmente: chiedeva solo la gratuità dei tamponi, che è stata ottenuta grazie all’impegno sindacale. Il resto sono state delle strumentalizzazioni”. Il segretario Matteo Zorn coglie l’occasione per ribadire l’importanza che il porto ha per l’economia della città di Trieste e dell’intero Friuli Venezia Giulia. “Dal 2014 il Porto è oggetto di consistenti investimenti da parte della Regione, dell’Autorità del Sistema Portuale e di Rete Ferroviaria Italiana . E’, insieme al porto di La Spezia, uno degli unici due hub italiani dotati di infrastrutture ferroviarie adeguate per il trasporto intermodale su gomma, con relativo retro porto. Il trend dei volumi ferroviari è da tempo positivo: il 2020 ha visto un +60% rispetto ai volumi del 2015 e il primo semestre 2021 ha fatto registrare un ulteriore +15% con proiezione totale del +85% per fine anno, nonostante tutte le problematiche relative alla pandemia”, ricorda Zorn citando anche gli investimenti in corso di realizzazione o previsti per i prossimi mesi come: il nuovo fascio di arrivi/partenze di nuovi 10 binari afferenti il molo V-VI-VII a Campo Marzio per un costo totale delle opere di 112 milioni di euro; le opere di ampliamento in fase di attivazione nel 2023-2024 a Villa Opicina per 35 milioni di euro o il mega investimento di 1.800 milioni di euro, di cui 232 già finanziati, previsto per il potenziamento e la velocizzazione della linea Trieste – Venezia. “Il porto – prosegue Zorn – è e sarà motore di sviluppo per il territorio, grazie alla logistica e all’integrazione con l’industria locale”.

INFORTUNI E SICUREZZA SUL LAVORO. I segnali di ripresa economica sono stati tuttavia tristemente accompagnati da una nuova impennata di infortuni sul lavoro: 21 nel periodo gennaio – ottobre 2021, di cui 18 nel settore industria e servizi, 2 in agricoltura e 1 nel settore statale, (dati Inail) quelli con esito mortale. “E’ una media di due infortuni mortali al mese. E’ una strage inaccettabile”, denuncia Zorn ricordando come la UIL del Friuli Venezia Giulia abbia aderito con convinzione alla campagna nazionale lanciata proprio dalla UIL per raggiungere l’obiettivo, ambizioso ma doveroso, di Zero Morti sul Lavoro. “E’ una battaglia di civiltà che bisogna combattere cominciando a portare l’educazione della sicurezza già nelle scuole. Servono vigilanza e rispetto delle regole. Non si possono sacrificare vite umane sull’altare della ripresa economica. Lo sviluppo è possibile anche coniugando il rispetto per la vita delle persone. Nel 2022 è inaccettabile non fare rientro a casa per guadagnarsi uno stipendio con cui vivere”. Restano sempre troppo alti, per il sindacato, anche i dati degli infortuni con esiti non letali: nel periodo gennaio-ottobre 2021 sono stati 12.930, quasi 2 mila in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (11.190).

RIPRESA DAL VOLTO SOCIALE E INCLUSIVO. “Chiediamo invece che il Paese esca dalla pandemia come un Paese nuovo, con una ripresa dal volto sociale e inclusivo, che guardi ai più deboli”, continua la disamina il Segretario regionale della UIL Matteo Zorn che per sostenere questi ideali ha partecipato con una nutrita delegazione dal Friuli Venezia Giulia alla recente manifestazione svoltasi il 16 dicembre a Milano in occasione dello sciopero generale indetto dalla UIL insieme alla CGIL. Segnali di ripartenza dell’economia locale arrivano anche dal “saldo positivo di 23.000 unità di nuovi occupati”. Tuttavia, le nuove assunzioni sono “nel 70-80% dei casi a tempo determinato, con contratti di somministrazione e apprendistato. Le assunzioni a tempo indeterminato stanno diventando sempre più una rara eccezione. La sfida per il sindacato – afferma Zorn – è tornare a rendere centrale l’assunzione a tempo indeterminato. Occorre anche trovare modalità efficaci per far incontrare la domanda e l’offerta di lavoro. Il sistema, a oggi, mostra delle falle. Ci sono tante aziende che non trovano le figure che cercano e troppi lavoratori che non riescono a reinserirsi nel mercato”. L’export, la manifattura e la ricerca, le costruzioni che stanno assistendo a una fase di grande ripresa trainata dagli incentivi di settore (110%, ecobonus e sisma bonus) traineranno lo sviluppo e le assunzioni in regione. “Terziario e turismo resteranno una fetta importante della nostra economia, Covid permettendo”, conclude il segretario della UIL FVG Matteo Zorn.

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