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Cronaca

Fondazione Friuli, in cinque anni distribuiti 2,8 milioni di euro con il bando Welfare

Il report dell’Istituto internazionale Maritain ha analizzato gli effetti nella comunità friulana del sostegno ai progetti sociali e di assistenza: c’è stato un effetto moltiplicatore sul territorio

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UDINE – Moltiplicatore di risorse umane, economiche e sociali: è questo il giudizio sul bando Welfare della Fondazione Friuli espresso dalla ricerca condotta dall’Istituto internazionale Jacques Maritain. La fonte di sostegno al territorio, che ha consentito di erogare in cinque anni finora 2.852.000 euro a realtà pubbliche e private impegnate nel sociale, ha svolto infatti un ruolo di attrazione per ulteriori risorse a sostegno dei singoli progetti. E lo ha fatto, con benefici fondamentali, anche negli ultimi due anni di pandemia. Inoltre, il bando ha consentito di ampliare sia il numero di professionisti e volontari coinvolti sia quello di destinatari, creando benefici importanti anche alle loro famiglie. Tutti i dettagli sono stati illustrati durante la presentazione svoltasi a Udine a cui hanno partecipato il presidente della Fondazione Friuli Giuseppe Morandini, il vicegovernatore Riccardo Riccardi e il presidente dell’Istituto Maritain Luca Grion.

“Solo quello che è misurabile può essere migliorato – ha commentato Morandini – ed è per questo che abbiamo voluto commissionare una ricerca su una delle attività strategiche condotte dalla nostra Fondazione. Quel che emerge è chiaro e ora documentato: possiamo dire che i progetti finanziati dal Bando Welfare, così come quelli negli altri settori di intervento, riescono a innescare un effetto moltiplicatore delle risorse umane, economiche e sociali a disposizione delle organizzazioni finanziate”. “Fondazione Friuli si conferma ancora una volta realtà vicina al territorio, attenta alle persone e sensibile alle esigenze concrete delle associazioni del terzo settore e di promozione sociale che vivono e animano la nostra regione – ha dichiarato il vicegovernatore Riccardi -. Il privato sociale, così come il mondo ‘storico’ del volontariato in Friuli Venezia Giulia, si integrano in modo virtuoso con i percorsi offerti dal Sistema sanitario. Supportando e sostenendo nella sostanza i progetti di preziose realtà del nostro territorio, come ha fatto Fondazione Friuli, significa aiutare l’intero tessuto sociale a crescere, a dare risposte e a offrire un servizio costante laddove è necessario”.

La ricerca “Cambiamenti, innovazione e sostenibilità per la Vita Buona” ha consentito, appunto, di valutare la qualità dei cambiamenti generati dalla Fondazione Friuli attraverso il Bando Welfare. Cosa non semplice quando si parla di un concetto astratto quale il ‘benessere’ e per questo motivo il lavoro svolto ha fatto emergere, oltre ai numeri, anche le voci dei protagonisti: pareri, opinioni ed esperienze di coloro che quotidianamente hanno a che fare con i bisogni delle persone. Sono stati presi in esame 10 interventi sui 47 finanziati con il bando del 2020. “Questo lavoro ha ascoltato le aspettative di ‘bene’ che animano i nostri territori, cercando di misurare la qualità del cambiamento effettivamente promosso dai progetti finanziati dal Bando Welfare della Fondazione Friuli – ha introdotto Grion -. La sfida, oggi, è quella di individuare, sostenere e diffondere i progetti più virtuosi di sviluppo sociale. Per farlo servono modalità e strumenti di indagine per monitorare e valutare le buone pratiche capaci di generare cambiamenti in termini di vita buona”.
I dettagli del report sono stati illustrati dai consulenti scientifici dell’Istituto Maritain Luca Bianchi e Francesca Samogizio.
“Dal punto di vista della sostenibilità economica stiamo osservando un cambio di paradigma – hanno spiegato i due ricercatori – i finanziamenti esterni, come quelli erogati dalla Fondazione Friuli, non vengono più visti come fini a se stessi, ma come un’opportunità di investimento per moltiplicare le risorse ottenute. Lo vediamo per esempio nella capacità delle organizzazioni finanziate di attrarre altre risorse a partire da quelle ottenute dalla Fondazione. Rispetto ai legami che si vengono a creare nel territorio, poi, i risultati emersi testimoniano un ottimo livello di partecipazione e di coinvolgimento delle comunità. Nei 10 progetti che abbiamo valutato si può constatare l’alto numero di volontari coinvolti e la compartecipazione alla realizzazione delle attività sia di enti pubblici sia di realtà private, che vanno dalle grandi aziende ai piccoli commercianti. Inoltre, importanti sono i numeri che riguardano i beneficiari raggiunti dai progetti finanziati dalla Fondazione Friuli: per ogni intervento valutato, la media è di 110 persone che a diverso titolo hanno potuto beneficiare di tali interventi”. La ricerca, poi, sottolinea come le attività progettuali abbiano generato un diffuso aumento delle competenze, in termini organizzativi, per i promotori dei progetti e rispetto alla professionalità di volontari e operatori impegnati sul campo.